Opere principali:
Studi sull'isteria
L'interpretazione dei sogni
Psicopatologia della vita quotidiana
Tre saggi sulla teoria sessuale
Al di lĂ del principio del piacere
L'io e l'es
Il disagio della civiltĂ
Totem e tabĂą
Introduzione alla psicanalisi
Oltre alla presentazione:
Il saggio su Leonardo da Vinci (approfondimento)
Per la teoria sul comico e l'umorismo, si veda Bergson
“L’Es è la parte oscura, inaccessibile della nostra personalità , il poco che ne sappiamo, l’abbiamo appreso dallo studio del lavoro onirico e della formazione dei sintomi nevrotici (…) Attingendo alle pulsioni, esso si riempie di energia, ma non ha un’organizzazione, non produce una volontà collettiva, ma solo lo sforzo per procurare soddisfacimento ai bisogni pulsionali rispettando il principio di piacere. Le leggi del pensiero logico non valgono per i processi dell’Es (...): non conosce né giudizi di valore, né il bene e il male, né la moralità ”.
“L’Io è la parte predisposta per la ricezione degli stimoli e per la protezione degli stessi (…). Il rapporto con il mondo esterno è diventato decisivo per l’Io, il quale (…) ha detronizzato il principio di piacere, che domina illimitatamente il decorso dei processi dell’Es, e l’ha sostituito con il principio di realtà , che promette più sicurezza e maggior successo (…) Per dirla alla buona, l’Io rappresenta nella vita psichica la ragione e l’avvedutezza, l’Es invece le passioni sfrenate”.
“Il Super-Io è il rappresentante di tutte le limitazioni morali, l’avvocato dell’aspirazione alla perfezione; è, in breve, quanto ci è divenuto comprensibile in termini psicologici di tutto quello che è «superiore» nella vita umana. Poiché risale essenzialmente all’influsso dei genitori, degli educatori e così via, il suo significato risulterà ancora più chiaro se ci rivolgiamo a queste sue radici”
Per Freud la produzione artistica ha stretti legami ed analogie con la produzione onirica. Il sogno, abbiamo detto, è un soddisfacimento camuffato di un desiderio represso: anche l’arte è un mezzo, per gli individui, per esprimere i propri desideri inconsci insoddisfatti. Come i bambini giocano per organizzare e gestire situazioni che ancora non riescono a padroneggiare direttamente, così fa l’artista, esprimendo nelle sue opere i suoi desideri proibiti e rimossi. L’artista arriva così alla sublimazione, cioè allo spostamento di una pulsione sessuale su un oggetto non sessuale (vedi sopra, ad esempio, l'approfondimento su Leonardo). L’arte, al contrario di altre manifestazioni individuali, non ha però portata limitata, ma acquisisce un significato universale. L’artista, a differenza degli altri, ha la capacità di tradurre le sue pulsioni, dargli forma in espressioni socialmente accettabili e accettate. In questo senso si potrebbe anche dire che l’arte è una specie di terapia psicoanalitica: non solo è utile all’artista che riesce ad esprimere le sue pulsioni inconsce; è utile anche allo spettatore, poiché è come uno specchio che spinge a fare i conti con se stessi, con le proprie emozioni nascoste o messe a tacere. L’arte insomma è capace di toccare corde profonde: è, come dice Freud, “perturbante” (vedi sopra un documento allegato), cioè fonte di tensione; in essa lo spettatore vede sì qualcosa di diverso, di altro da sé, ma anche qualcosa di vicino, di “spaventoso e familiare” a un tempo.
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Freud e l’arte (da A. Ferrero, “Breve storia dell’estetica”)
“Per Freud neppure l’artista sa dire dove prende la materia delle sue fantasie; e se anche riuscissimo, in effetti, a riprodurre il metodo di lavoro di un artista, ciò non sarebbe di alcuna utilità pratica, poiché esso è, in ultima analisi, assolutamente intimo e personale.
Però Freud ha constatato anche un’altra cosa: è vero che chi non è dotato di grandi doti artistiche non sarà mai un grande poeta o pittore, anche se impara le diverse tecniche; ma è altrettanto vero che in ognuno di noi esiste un impulso artistico che ci porta a produrre fantasie personali, che non diventano opera d’arte solo perché non possediamo la tecnica per oggettivarle.
La fuga dalla realtà , che si attua attraverso l’arte o le fantasticherie, è, per Freud, molto simile al mondo irreale che si creano i bambini giocando. Il bambino, quando gioca, si crea un mondo che sa essere sua invenzione, ma nel quale si cala con convinzione per tutta la durata del gioco. Per essere precisi, Freud sostiene che più che crearsi un mondo inventato, mette ordine nel mondo in cui è abituato a vivere, plasmandolo come meglio crede. Questa funzione demiurgica è la stessa dell’artista che prende spunto dalle sue fantasie, che non sono altro che i suoi desideri, e le oggettiva attraverso l’opera d’arte. Il bambino sa che sta giocando, come l’artista sa che ciò che sta facendo non incide sul mondo reale; ma entrambi, nonostante questa consapevolezza, compiono la loro attività con estrema serietà .
L’artista non è altro che un uomo che ha trovato un modo adulto di giocare. La censura sociale impedisce all’adulto di giocare esattamente come fa il bambino; di conseguenza, l’impulso alla fantasia viene trasferito nella produzione artistica, poiché adulta e accettata.
Chi non ha capacità artistiche non smette di fantasticare; lo fa attraverso un hobby, oppure di nascosto, magari sognando ad occhi aperti. La differenza è che le fantasie dell’adulto non vengono rese note agli altri, poiché sarebbe un atteggiamento del quale vergognarsi: solo l’artista può continuare a giocare e fantasticare senza doverlo fare di nascosto”.