Alloro o lauro
L’alloro, conosciuto anche come lauro, è un arbusto tipico della macchia mediterranea, diffuso soprattutto lungo le coste settentrionali del mediterraneo ed in Asia minore. In Italia cresce spontaneamente nelle isole e in alcuni tratti della costa occidentale, individuando un particolare tipo di macchia: il laureto. Il suo nome scientifico è Laurus nobilis, ed è una pianta sempreverde ed aromatica.
L’alloro è una specie dioica, ovvero una pianta a sessi separati: esistono gli individui con soli fiori maschili e gli individui con soli fiori femminili.
Il suo portamento è principalmente arbustivo, ma può crescere anche come albero, fino a 10 metri di altezza. Spesso è utilizzato per realizzare siepi.
Le foglie sono verde scuro, lanceolate, coriacee, lucide nella pagina superiore ed opache in quella inferiore. Una caratteristica tipica delle foglie è il loro profumo intenso, che si sprigiona sbriciolandole, e che facilita il riconoscimento. Le foglie di alloro sono molto usate in cucina ed anche in fitoterapia.
È possibile osservare le foglie durante tutto l’anno, dal momento che è una pianta perenne
I fiori di alloro, di colore giallo pallido, sono raccolti in piccole infiorescenze a forma d’ombrello, e, come detto, in un unico individuo o sono maschili, o femminili. È possibile osservare i fiori di alloro soprattutto nei mesi estivi.
I frutti di alloro sono bacche di colore nero lucido e ciascuna di esse contiene un unico seme. È possibile osservare i fiori di alloro soprattutto nei mesi di ottobre e novembre.
Spesso l’alloro viene confuso con un’altra pianta molto diffusa, anch’essa utilizzata per siepi: il lauroceraso. Questo dipende dal fatto che in alcune regioni italiane il lauroceraso viene chiamato “lauro”, proprio come l’alloro.
Per gli antichi l’alloro era una pianta sacra ad Apollo ed era simbolo di sapienza e di trionfo. Il famoso mito di Apollo e Dafne, infatti, racconta come sia nata la pianta, ad opera del dio, che, innamorato della ninfa Dafne, non essendo ricambiato, alla fuga dell'amata reagì trasformandola proprio in una pianta di alloro.
La parola “Laurea” deriva proprio da “Lauro”, in quanto era uso onorare con corone di alloro persone dotte, saggi e poeti.