Ailanto o albero del Paradiso
Il nome scientifico è Ailanthus altissima. Esso è originario della Cina ed è stato introdotto in Italia nel XVII secolo, diffondendosi in tutte le regioni. Il nome scientifico non si riferisce all’altezza che può raggiungere la pianta, ma al caratteristico rapido accrescimento. Anche il nome volgare di “albero del Paradiso” cristallizza la sua tendenza ad raggiungere altezze considerevoli in breve tempo. La pianta però è in generale poco longeva e, paragonata ai diversi tipi di albero, può essere classificata tra quelli di medie dimensioni, dal momento che non supera i 30 metri.
L’ailanto è un albero molto resistente e si riproduce facilmente sia attraverso i semi, sia attraverso i polloni. L’ailanto, inoltre, per poter crescere ha bisogno di poche risorse ed è in grado di generare esemplari anche in zone cementificate, con scarso terreno a disposizione. In base a queste caratteristiche risulta facilmente comprensibile la sua classificazione tra le piante pioniere, ovvero tra le prime piante capaci di colonizzare terreni di recente formazione.
L’ailanato è generalmente una pianta dioica, cioè a sessi separati.
I frutti dell’ailanto sono samare, cioè semi posti al centro di una struttura a forma di ala, che consente al seme stesso di planare, favorendo in tal modo la colonizzazione di nuovi luoghi lontani dalla pianta madre.