TRAMA “Pensione Vittoria” è, forse, la commedia a cui tengo di più. Forse per la sua ambientazione un po’ retrò, forse perché è strutturata come un vaudeville e quindi è rapida, movimentata, con un travestimento esilarante. O, forse, solo perché scritta dopo un decennio di silenzio. “Pensione Vittoria” ha incontrato subito il favore del pubblico e continua ad ottenerlo. L’azione si svolge negli anni ’50, in una modesta pensione di una cittadina di provincia, nei pressi di un fiume – in questo caso il Po - ingrossato dalle continue piogge. In questo luogo, gestito da un uomo retto – Pinei – finiscono, per vie diverse, personaggi che animeranno un divertente “caso” che verrà risolto brillantemente con un po’ d’astuzia e con molto divertimento del pubblico. Il personaggio di Piera è il vero motore di tutta la commedia, popolana senza peli sulla lingua, focosa, irruente ma dotata di una simpatia non comune. L'azione tutta si svolge nella “hall”, chiamiamola così, di questa “Pensione Grazia”, meta di stravaganti ma veri tipi umani. Il titolo della commedia trova giustificazione solo nelle ultime battute. (Giorgio Tosi)
riprese video di Giuseppe Ripamonti
Primo atto
secondo atto
terzo atto