TRAMA Vecchio abbaino di una casa popolare, a Milano. Teresa, l'anziana portinaia, è salita fin lassù per consegnare quel modesto alloggio di due vani a Micaela, la nuova giovane inquilina. Nel corso del colloquio Teresa rimane colpita della strana rassomiglianza della ragazza con una giovane ebrea che molti anni prima aveva vissuto in quello stesso appartamento. Teresa spiega che a quel tempo, si era nel 1944, nell'abbaino abitava Antonio, bravo e onesto artigiano, il cui torto era quello di avere un fratello, Carlo, più giovane di lui, scavezzacollo, donnaiolo e fascistone militante. Quando poi c'erano incursioni aeree… A questo punto la scena gradatamente si oscura e il racconto della portinaia diventa paurosa realtà: sirene d'allarme, contraerea, scoppi di bombe e infine cessato allarme, fra bagliori d'incendi nella notte. Di ritorno dal rifugio Antonio è seguito da Carlo, che intavola subito un discorso mirante a spillare quattrini al fratello. La discussione si accende ma ad un tratto una sorpresa inchioda i due: qualcuno si muove nella camera accanto! Si tratta di una spaventatissima giovane che fissa ad occhi sbarrati la divisa di milite fascista di Carlo. I due fratelli cercano di calmarla, e la ragazza racconta di chiamarsi Ester Contini Scotti e di essersi introdotta dal tetto perché ricercata dai tedeschi per via della sua origine ebrea, ma ora non le resta che consegnarsi alla Polizia. Carlo lo vorrebbe, teme accuse di favoreggiamento ma Antonio temporeggia, offrendo ospitalità alla giovane che, fra l'altro, aspetta un figlio. Passano alcuni giorni ed Ester sente crescere la sua riconoscenza per Antonio, che rischia molto celandola alla Polizia. Prova invece repulsione per Carlo che, durante un'assenza del fratello, ha tentato di usarle violenza. Carlo minaccia ritorsioni e di fronte a questo nuovo pericolo tutto sembra volgere al peggio quando accade l'imprevisto: Carlo, ravvedutosi, fa fuggire l’ebrea dalla finestra precedendo le SS, che hanno scoperto il rifugio. Resterà lui a fronteggiare gli inseguitori e una rabbiosa scarica di mitra suggellerà il suo generoso sacrificio. Qui si conclude il racconto di Teresa e la portinaia, più tardi, trasecola leggendo sul biglietto da visita lasciatole dalla pittrice il nome di Micaela Ester Contini: la figlia della scampata ebrea!