Questa favola è nata in un campo di concentramento nel nord-ovest della Germania nazista.
L’autore, Giovannino Guareschi, supera la severa censura della Gestapo grazie a un linguaggio umoristico-satirico, ricco di doppi sensi, metafore e simbolismi, atti a denigrare i carcerieri.
E così che, nelle baracche del lager di Sandbostel, nel Natale del 1944 (con repliche il 26, 27 e 31 dicembre) andrà in scena per la prima volta la “FAVOLA DI NATALE”.
Un’autentica denuncia delle ingiustizie e dei maltrattamenti subiti dagli internati militari italiani (IMI) nei campi di concentramento tedeschi.
L’adattamento del testo e delle melodie di Arturo Coppola, suo compagno nella cuccetta superiore di un “castello” biposto, traboccano di speranza, giustizia e amore, nel segno di un cattolicesimo impregnato del significato più profondo della venuta del MESSIA tra gli uomini.