La Bibbia è il racconto di un Dio che, volendosi rivelare nella storia, accetta di farsi raccontare inserito in una prospettiva storica. Per questo, accostarsi alla Bibbia come ad un racconto storico che confermi la storicità dei fatti narrati o, viceversa, considerarla un insieme di leggende prive di fondamento storico significa condannarsi a una lettura fuorviante. Affrontare la duplice dimensione della storia nella Bibbia e della Bibbia nella storia, facendo il punto sui rapporti tra storia e fede può aiutarci a comprendere meglio il nostro rapporto con un Dio che vuole rivelarsi in modo particolare ad ognuno di noi con la Sua Parola, entrando nella nostra storia e camminando con noi fianco a fianco sostenendoci nelle difficoltà, indicandoci le vie d’uscita e di salvezza che a volte ci sfuggono.
Perciò seguiamo il consiglio che san Paolo dà a Timoteo nella seconda lettera che gli scrive:
« Rimani saldo in quello che hai imparato e che credi fermamente. Conosci coloro da cui lo hai appreso e conosci le sacre Scritture fin dall'infanzia: queste possono istruirti per la salvezza, che si ottiene mediante la fede in Cristo Gesù. Tutta la Scrittura, ispirata da Dio, è anche utile per insegnare, convincere, correggere ed educare nella giustizia, perché l'uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona.
Ti scongiuro davanti a Dio e a Cristo Gesù, che verrà a giudicare i vivi e i morti, per la sua manifestazione e il suo regno: annuncia la Parola, insisti al momento opportuno e non opportuno, ammonisci, rimprovera, esorta con ogni magnanimità e insegnamento. Verrà giorno, infatti, in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, pur di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo i propri capricci, rifiutando di dare ascolto alla verità per perdersi dietro alle favole. Tu però vigila attentamente, sopporta le sofferenze, compi la tua opera di annunciatore del Vangelo, adempi il tuo ministero » .
2Timoteo 3, 17. 4, 2