Manifestazione per la Giornata della memoria organizzata dall'Archivio storico comunale e dall'Ufficio Politiche culturali di Conversano.
Ad aprire la manifestazione il video "Ho avuto occhi per non vedere" realizzato dagli studenti della classe Seconda Produzioni audiovisive del De Lilla.
Un'occasione per guardare negli occhi e toccare con mano la Storia.
La barbarie non cominciò con le camere a gas .
Cominció molto prima, con la propaganda politica che divideva le persone tra “noi” e “loro”. E per qualsiasi problema, la colpa era di “loro”. Cominciò con l'intolleranza e i discorsi di odio. La gente piano piano si abituò , smise di indignarsi, divenne insensibile, pronta a credere a ogni cosa. E quando arrivarono i treni piombati per i lager era pronta per fingere di non vedere, di non sapere.
“Ho avuto occhi per non vedere” é il titolo del lavoro che abbiamo dedicato alla Shoah. E' un lavoro che nasce da una domanda: “Come é stato possibile che accadesse?”’ La nostra risposta sta tutta in una parola: Indifferenza!
Tra il 1941 e il 1945, durante la Seconda Guerra Mondiale, sei milioni di ebrei vengono sterminati nei campi di concentramento di Auschwitz, Dakau, Birkenau, Bergen Belsen, Terezine, oltre che nelle esecuzioni di massa in Polonia, Cecoslovacchia, Ungheria, nell’Europa dell’Est, nel nome di una presunta superiorità razziale. Con gli ebrei vengono sterminati rom, sinti, comunisti, omosessuali, malati di mente, Pentecostali, Testimoni di Geova, russi, polacchi ed altre popolazioni slave. C’é una parola a scandire questo sterminio: INDIFFERENZA.
E' la parola incisa a caratteri cubitali lungo il Binario 21 della Stazione Centrale di Milano, divenuto Memoriale della Shoah, binario dal quale partivano dall'Italia i treni destinati ad Auschwitz. La parola fu scelta con cura per rappresentare il sentimento che piu di ogni altro aveva fatto patire gli ebrei: l’indifferenza della gente comune nei confronti di ciò che stava accadendo in quegli anni.
Dopotutto gli ebrei italiani erano molto ben integrati nella società di allora, cosi come lo erano gli ebrei francesi, olandesi, tedeschi, polacchi o ungheresi. Ma l’indifferenza che subirono fu devastante, come ricorda sempre Liliana Segre, senatrice a vita sopravvissuta ad Auschwitz.
“Mi fa paura quella parola che mi faceva paura anche allora e che ho voluto fortissimamente scritta al binario 21: INDIFFERENZA. L’indifferenza é stata colpevole allora perché non ci si può difendere da chi volta la faccia dall’altra parte, si cerca di difendersi da chi e violento, ma non da chi fa finta di non vederti e di non vedere. Ed é lo stesso pericolo che c’é anche oggi”. E' da un anno che lavoriamo al nostro progetto. Abbiamo fotografato i nostri occhi e gli occhi di tutti quanti compongono questa nostra famiglia scolastica...li abbiamo fotografati per guardarci dentro, nel profondo. Sono sguardi diretti, che non voltano la testa dall'altra parte, che fanno i conti con la memoria, che vogliono essere testimoni di ciò che e stato.
2^A Produzioni Audiovisive dell'Ipss "De Lilla"
seguiti dal
prof. Francesco Scagliusi, Tecniche fotografiche
e dalla prof.ssa Valentina Ventura, Italiano