Gruppo Lettori

l servizio della parola, servizio per la fede del popolo di Dio.

L'ufficio del lettore non consiste solo nel leggere ad alta voce, ma significa e richiede: che uno si impegni con tutte le forze a capire un testo; metta a disposizione la propria voce come uno strumento; si metta al servizio della parola di Dio.

Esso è un servizio particolare reso alla fede del popolo di Dio, dal momento che questa è radicata nella parola di Dio.

La nostra fede si nutre del Silenzio come della Parola. In questa tensione tutto avviene, è qui che si rivela significato e direzione dell’arco della esistenza umana …

E allora dobbiamo accostarci alla lettura e al suo servizio con avidità e cautela, con gioia e con rispetto. Osserviamo il bambino che legge, forse per la prima volta, la “Preghiera dei Fedeli”: ancora incerto sul significato del testo, ma cosciente della sua importanza; in punta di piedi per far giungere i suoi occhi a tu per tu con le lettere, il corpo che si allunga per aggrappare il microfono … e il suo senso di sollievo quando, espletato il compito, ha voltato le spalle al Sacro e riprende il suo posto tra i compagni.

Penso che anche noi lettori dovremmo ritrovare in noi qualcosa dell’atteggiamento che quel bambino prova nei confronti della Parola …

Dovremmo anche valutare l’opportunità di meditare la Parola, in un tempo che precede la Sua pronuncia in assemblea. Se veramente è nostra intenzione condividere la Parola, Essa deve aver già operato qualche effetto dentro di noi. In tal modo essere convincenti e chiari sarà un pò più facile e naturale. Se invece leggiamo in modo distaccato e meccanico, senza essere partecipi del messaggio, come potrebbe essere efficace la nostra voce?

Ma nella lettura c’è molto di più di tutto ciò. Ogni Parola ha infatti il Suo contesto, la Sua collocazione, il Suo equilibrio. Ogni Parola grida giustizia nel pronunciarla. Ogni sillaba è necessaria, ogni lettera ha il suo potere. Noi non siamo altro che veicoli attraverso cui tale potere rinasce e si trasmette. Ogni Parola desidera risplendere della propria Luce, e noi abbiamo il dovere di rispettare tale desiderio, e quindi siamo chiamati a prestare aiuto alla Parola. Ma non potremmo mai venire incontro allo splendore della Parola se non avessimo insieme rispetto del Silenzio. Ogni Parola è avvolta dal Suo Silenzio, che talvolta appare impercettibile, e altre volte è denso e più lungo della Parola stessa. Talvolta il Silenzio può esprimere ciò che la Parola non può. Dal Silenzio nascono le Parole, senza Silenzio la voce non avrebbe senso e ritmo. E ogni Parola muore nel Silenzio, nella dignità che la morte merita, al pari della vita. Salviamo la Parola dall’usura, dalla banalità. PreserviamoLa dallo spaventoso abisso della superficialità.

Eric Kamp

Tale servizio nella nostra comunità di San Vincenzo è regolato da un turno bimestrale (che si può scaricare dal sito di volta in volta) che permette ai lettori di conoscere per tempo il giorno e l’orario della messa nella quale prestare il proprio servizio. Ciò facilita la programmazione e offre la possibilità di prepararsi per tempo. Chiediamo ai lettori di prendere visione del foglio dei turni e, qualora fossero impossibilitati a svolgere il servizio in qualche data, di trovare il sostituto così da garantire la copertura.

Se qualcuno avesse piacere leggere in chiesa ed essere inserito nel turno, si rivolga al parroco e lasci il suo nominativo, indichi la messa a cui partecipa abitualmente e durante la quale è disponibile prestare il suo servizio.

Grazie!

LE REGOLE D’ORO DEL BUON LETTORE

  • Durante la settimana leggi/ri-leggi la Parola che dovrai proclamare alla domenica
  • Recati in Chiesa 10 minuti prima della S. Messa così da poter leggere dal Lezionario e distribuire i compiti.
  • Ricordati, sia andando che tornando, di fare un inchino di riverenza non al celebrante presidente, non alla croce ma all’altare, centro dell’azione liturgica
  • Recati all’ambone non per le strettoie di servizio come se ti vergognassi di ciò che sei
  • Il servizio alla parola nella liturgia non deve insuperbire, né essere vissuto come un diritto; esso è, sempre un dono e un servizio: svolgilo con fierezza.
  • Regola con calma il microfono, secondo la tua statura e la tua voce, la tua distanza
  • Aspetta che tutti siano seduti, in silenzio e attenti
  • Soltanto dopo prendi contatto con lo sguardo e comincia: leggi il titolo/guardali di nuovo/prosegui
  • Un testo è come un paesaggio: costituisce un insieme; non spezzettarlo, fanne sentire l’unità, comunicane la poesia
  • Prevedi le parole che l’assemblea rischia di non capire; sforzati di pronunciarle bene
  • Rispetta e fai sentire i segni di punteggiatura
  • Vedi un inciso, una parentesi: falla sentire cambiando leggermente il tono della tua voce
  • Non lasciar cadere la fine di una frase: sostieni la tua voce
  • Per far intuire la fine del brano, rallenta le ultime parole
  • Un racconto, un testo meditativo, un inno trionfale, la preghiera di un salmo esigono un tono diverso, un’andatura diversa
  • Al termine della lettura soffermati un istante e poi acclama con fede: “Parola di Dio”
  • Se hai dei dubbi sulla dizione corretta di una parola o di un nome, non aver paura a chiedere al celebrante, prima dell’inizio della celebrazione, come si legge correttamente.

PREGHIERA DEL LETTORE (Sant’Isidoro)

Apri i miei occhi Signore,

perché io riconosca le meraviglie della tua Parola.

La potenza del tuo Santo Spirito

sia nel mio cuore e sulle mie labbra

perché io proclami degnamente

e con rettitudine le tue parole.

Tu, che come carbone ardente

toccasti le labbra del profeta

purificandole dal peccato,

ora tocca anche le mie;

liberami da ogni male

e rendimi capace di proclamare

i tuoi insegnamenti. Amen!