La Chiesa della Pentecoste

Una chiesa, una storia

Una data: 1 Agosto 1972: il rev. prof. Fortunato Pozza, residente poco lontano dalla antica chiesa di San Vincenzo, scrive il testamento ove lascia tutta la sua eredità per la "costruenda chiesa nuova di San Vincenzo".

Con il rev. Don Francesco Longhin San Vincenzo viene eretta a Parrocchia (1 gennaio 1980). Il problema si fa più pressante sia per l'accresciuto numero degli abitanti (la piccola chiesa di San Vincenzo può contenere solo 80 persone), sia per danni subiti dall'antica chiesa che costringe la Comunità ad "emigrare" nei locali della Scuola dell'infanzia, via M.Paù.

Le soluzioni pensate si rivelano tutte inadeguate: il problema della chiesa sta diventando ormai il nostro problema, così scrive Don Francesco Longhin nella Cronistoria. Anche la popolazione, nella stragrande maggioranza, opta per una chiesa nuova (inchiesta nel 1986). Il vescovo di Padova, Mons. Filippo Franceschini, a conclusione della Visita Pastorale (15 marzo 1987) auspica di trovare una chiesa nuova alla sua prossima Visita.

Lo stesso Vescovo Franceschini, allorchè invita il Rev. Piergiorgio Sandonà ad assumere la guida della Parrocchia di San Vincenzo, ingiunge l'impegno a darsi da fare per la nuova chiesa (maggio 1987).

Il Nome: Chiesa della Pentecoste

Camminavamo sugli assolati sentieri del Cammino verso Santiago de Compostela (Agosto 1990) con gli Scout del Thiene 2. Il tema della chiesa nuova era frequente nei nostri dialoghi.

Come genitori e fratelli che penasano al nome del prossimo nascituro, anche noi cercavamo un nome: un fatto della vita di Gesù o della Chiesa. Il capo Scout, Giorgio Pegoraro, esprime una preferenza: la Pentecoste. Più tardi la scelta sarà approvata dal Consiglio Pastorale. Scelta di fondamentale importanza perchè poi tutta la progettazione sarà finalizzata ad esprimere il mistero della Pentecoste, evento cerniera tra Cristo e il dono dello Spirito Santo all'umanità mediante la Chiesa.

I Lavori

Il Vescovo di Padova, Mons. Antonio Mattiazzo, in occasione della Visita Pastorale, benedice la "prime pietre" della chiesa della Pentecoste e del Centro Parrocchiale Antonio Ferrarin: sabato 7 ottobre 1995, festa della Madonna del Rosario. A ricordo, a tutte le famiglie viene fatta recapitare una piccola formella in terra cotta (10x15) riproducente la "contrà di San Vincenzo", da una mappa del 1700. Su quella mappa-formella abbiamo indicato I punti delle due nuove costruzioni.Il 7 aprile (la liturgia celebrava la Festa della Annunciazione di Maria) del 1997, si segna e si picchetta il perimetro della chiesa nuova. Il luglio 1997 entrano in funzione le ruspe. Il 15 dicembre 2001, il Vescovo Antonio Mattiazzo benedisce la nuova chiesa della Pentecoste. Sul rosone sovrastante l'ingresso principale, il logo del Giubileo 2000.

La Comunità Parrocchiale

La chiesa è della comunità e per la Comunità. Essenziale il contratto, la comunicazione, il dialogo con le famiglie. Periodicamente vengono indette delle Assemblee per mettere la comunità al corrente sulla situazione della chiesa, sui finanziamenti e relative vie da percorrere per far fronte alle spese e alle scelte della Commissione Affari Economici e del Consiglio pastorale. Sulla situazione economica si inserisce un fatto di grande portata.

La Conferenza Episcopale Italiana (CEI), in data 6 giugno 1996, nella persona del Card. Ennio Antonelli, dà comunicazione al Vescovo di Padova che, per i lavori della nuova chiesa e del centro parrocchiale, ci è stato stabilito un contributo di €671.393,97 (Lit. 1.300.000.000). Nuovo segno della Provvidenza che si unisce a molti altri. A riconoscenza di ciò, verranno poi apposte su appositi riquadri, sovrastanti il portale d'ingresso, le formelle di undici città-luoghi d'Italia. La nostra chiesa è chiesa, un po', di tanti Italiani che con la loro firma sull'8 per mille alla Chiesa Cattolica hanno permesso a noi un grande passo per la realizzazione del nostro progetto.

La storia è il luogo del dialogo, della presenza di Dio con il suo popolo. La Chiesa ne è lo strumento. La nostra chiesa entra in questa scia: la storia diventa storia di salvezza, di servizio alla elevazione e santificazione. La riconoscenza, allora, innanzi tutto va al Signore della storia che effonde il suo Spirito per guidare i nostri incerti passi verso la Risurrezione: lì la nostra sorgente, quindi la nostra speranza. La riconoscenza va a tutte quelle persone e istituzioni che hanno dato il loro lavoro alla chiesa nuova. Soprattutto a quanti, nel silenzio, hanno dato il loro contributo in denaro quale frutto del loro lavoro. A conclusione di “questa” storia, ci viene riproposto quanto già scritto nel fascicolo fatto pervenire alle famiglie in occasione della benedizione della chiesa nuova.

In epoca di regime, così scrive una rivista sovietica di sociologia: “Una volta, nelle vie tortuose del centro di Mosca, ogni segmento rettilineo finiva con una chiesa. Dovunque girasse la strada essa portava sempre ad un tempio. Negli anni trenta, il partito ha provveduto a distruggere la maggior parte delle chiese, e adesso solo di rado una cupola illumina le sinuosità ormai insensate delle vie”. Questa annotazione è particolarmente significativa quando la si accosti alle parole con cui chiude il film “Pentimento” del regista russo Abuladze. E’ una anziana pellegrina che parla: “A che serve una strada se non porta ad una chiesa?” Noi siamo contenti di lasciare alla storia questa nostra chiesa. Possa essere guida ed aiuto a quanti la frequenteranno a divenire le “pietre vive” della storia dell’uomo nuovo, nato e redento dal Risorto Gesù.