Vescovato tirò i primi calci al pallone negli anni venti, quando ancora non esisteva un vero campo sportivo. La squadra si chiamava Sport Club Vescovato e si affiliò alla Federazione Italiana Gioco Calcio nel 1922. Negli anni immediatamente successivi trionfò in parecchie occasioni, imponendosi a livello provinciale: si ricordano le vittorie del 1923 del campionato cremonese Ulic, della coppa Farinacci, della coppa del Littorio e più in là del campionato cremonese nel 1929.
Nel 1928, alla presenza di importanti dirigenti fascisti, venne inaugurato il primo campo sportivo ufficiale in occasione dell’avvio del campionato di Prima categoria. Questa prima rustica struttura fu poi trasformata nella colonia fascista, sorta nelle vicinanze dell'attuale campo sportivo. Dopo qualche tempo la squadra cambiò nome in Dopolavoro Sportivo Vescovato, adeguandosi alle direttive del regime, che non ammetteva l’utilizzo di parole inglesi.
Il soprannome della squadra divenne ben presto quello di "Leoni".
Nel 1945 la ex colonia, che già durante la guerra era stata convertita ad uso militare, fu chiusa. A margine di questa fu edificato il nuovo campo sportivo, inaugurato nel 1945. La squadra vescovatina continuò a militare in campionato fino al deludente risultato del 1948, quando la società si sciolse.
Nel frattempo una nuova generazione di giovani appassionati decise di impegnarsi per riportare il calcio a Vescovato: nel 1949 nacque ufficialmente la Leoncelli con Giuseppe Boccoli primo presidente. La squadra partì bene, ma a metà campionato una crisi finanziaria gettò la società in uno stato di seria difficoltà, tanto da arrivare allo scioglimento. La Leoncelli fu ricostituita nuovamente per la stagione 1952-53. Con la lezione del '49 e l'aiuto della parrocchia e dei paesani, la nuova squadra ottenne subito la vittoria al campionato Ragazzi del CSI, inaugurando una fase crescente nei risultati.
Nel 1961 si procedette ad una riforma della società, per renderla più adatta alle nuove sfide. Si trovò anche una sponsorizzazione con la ditta "Spim" di Giannino Santini e Palmiro Sartori, due ex giocatori dei "Vecchi Leoni". Fu la seconda sponsorizzazione nella storia del calcio italiano dopo la Talamone con il Torino.
Dal 1961 al 1964 la Leoncelli scalò dalla terza alla prima categoria, aggiudicandosi infine la straordinaria promozione in IV serie. In questi anni gloriosi, segnati dai maggiori successi storici, l'intero paese era mobilitato per il tifo della squadra, con lunghe carovane anche in trasferta.
I Vescovatini, grazie soprattutto al dirigente Ugo Sartori, inventano una impensabile operazione d'immagine, affittando come mascotte per la stagione 1964-65, un cucciolo di leonessa di proprietà di un signore di Cremona che non poteva prestarle le dovute cure. Tra le incredibili vicende della leonessa bianco-rossa ci fu la gloriosa trasferta a Crema: con autocolonna di 170 mezzi, guidata dall'autocarro che portava la gabbia della leonessa Dolly. Il corteo passò senza incidenti per Cremona e per tutti i paesi fino a Crema e ritorno, suscitando grande stupore tra la gente. Dolly però, una volta cresciuta divenne sempre più difficile da gestire (ruggiva durante la notte), così fu ceduta ad un circo di passaggio a Cremona.
La stagione 1967-1968 è ricordata per la vittoria dei bianco-rossi sulla Cremonese allo Zini. Nella successiva stagione però, finì la magia, con la retrocessione nelle categorie dilettantistiche.
Dal 1970 al 1977 la Leoncelli militò in Promozione, fino alla termine della disastrosa stagione 1977-78, che costò la retrocessione in prima categoria. Negli anni '80 la squadra difese la sua posizione fino alla retrocessione nel 1991-92 in seconda categoria. Con questa caduta iniziò un periodo altalenante tra le due serie, fino al cambio di vertice del 1997-98, con l'arrivo di Walter Guerreschi e il ritorno in prima categoria.
La squadra inaugurò il nuovo millennio con l'arrivo in Promozione (stagione 2000-2001). La posizione venne mantenuta fino alla retrocessione del 2008-2009 che inaugurò un periodo di crisi: inizialmente legata solo al settore giovanile, da sempre fiore all'occhiello della società, fino a mettere in crisi l'intero gruppo che nel 2016 fu sull'orlo del fallimento. Alla fine il rischio fallimento venne scongiurato, ma si dovette procedere ad un pesante ridimensionamento della società, che precipitò in terza categoria.
Dopo il momento più difficile degli ultimi decenni la Leoncelli ha intrapreso un percorso di ripresa, che ha visto una ricostruzione del fondamentale settore giovanile e la ripartenza in seconda categoria.
Con la promozione ottenuta nel maggio 2022, i leoni sono finalmente tornati in prima categoria!
FONTE: "Hic sunt leones", Giorgio Barbieri, Lions Club Vescovato (DISPONIBILE IN BIBLIOTECA COMUNALE)
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