LA POTENZA È NULLA SENZA CONTROLLO…

Si parla sempre di gluteo, petto e bicipiti ma mai di loro… Eppure, senza il loro aiuto, saremmo una barca senza timone in balia del mare. Parlo dei muscoli stabilizzatori.

I muscoli stabilizzatori si possono dividere in due gruppi, quelli che agiscono contro la forza di gravità e che ci tengono in equilibrio ,chiamati stabilizzatori profondi, e quelli che stabilizzano l’articolazione chiamati di mobilità o stabilizzatori globali.

Il CORE è il centro del nostro movimento, il nucleo del nostro corpo. Qualsiasi azione, legata agli arti distali o alla parte prossimale del corpo.

Un allenamento corretto di questa porzione del corpo ed il mantenimento di una buona mobilità dello stesso, risultano importantissimi per ottenere un atteggiamento posturale corretto ed evitare di andare incontro a problemi legati al nostro portamento, quali piccoli dolori o vere e proprie patologie.

Si possono riconoscere come muscoli principali che vanno a costituire questo gruppo cosi importante:

– il trasverso dell’addome, situato sotto il retto addominale, è il più profondo dei muscoli addominali, importante anche per la fase di espirazione ed il contenimento dei visceri;

– l’obliquo interno che si trova sotto l’obliquo esterno. Contraendosi agisce sulla parete addominale e sulla gabbia toracica, aiutando nella respirazione;

– trasverso spinale Lombare, origina dai processi traversi e si inserisce su quelli spinosi, è formato da m. semispinale, dal multifido e dai muscoli rotatori profondi

– il multifido, ha il compito di estensore della colonna vertebrale, si sviluppa a livello lombare fino la superficie superiore paravertebrale, ed è uno stabilizzatore delle vertebre.

Ogni muscolo che lavora per mantenerci in posizione eretta, e che controlla il nostro equilibrio,può essere incluso in questo importante gruppo.

Il potenziamento del CORE ottimizza la produzione della forza dal proprio centro, che sarà in grado di controllarla e trasferirla nella maniera ottimale alle periferie, o viceversa di impattare forze esterne verso l’interno. Oltre ad un aspetto puramente posturale, il CORE agisce in catena con gli altri muscoli degli arti appendicolari.

Le catene cinetiche

Ogni movimento degli arti distali infatti, ha origine dalla stabilizzazione del nostro nucleo, che coopera nella qualità dell’azione, questo fenomeno viene definito lavoro in catena cinetica.

4 catene differenti:

– la catena posteriore

– la catena antero-interiore

– la catena brachiale anteriore

– la catena anteriore del collo.

Come detto prima è molto importante allenare il CORE, e le catene cinetiche, potenziandole ed allungandole, ma quando questi elementi non sono curati a dovere si può andare incontro a problemi più o meno gravi.

L’eccessiva tonicità di una porzione delle catene e dei muscoli, può determinare deviazioni della colonna vertebrale, che creano problemi posturali quali, iperlordosi e atteggiamenti errati, spalle di altezza diversa, o il bacino ruotato in avanti più da un lato, e possono peggiorare condizioni patologiche come la scoliosi. Non serve dire che tutti questi compensi si traducono in dolori, dati da paraformismi correggibili migliorando il portamento del corpo, o più gravi disformismi, curabili solo con trattamenti ortopedici adeguati. Anche problemi considerati secondari, se non vengono curati, possono portare a compensazioni più grandi, e quindi includere parti diverse del corpo. Ad esempio una semplice distorsione al piede, può coinvolgere prima i legamenti del ginocchio, che dovranno faticare di più per compensare la mancanza di supporto dalla base, arrivando poi al bacino, alla schiena…

Quindi non sempre il dolore che percepiamo in una parte determinata del corpo, può essersi generato dallo stesso punto.

Questo fa capire quanto ogni parte del corpo deve essere ritenuta importante allo stesso modo, e curata ed allenata per portarci ad un benessere generale. Da questa collaborazione intensa a livello muscolare, articolare, tendinea ed ossea, si deduce che cercare di allenare in isolamento un muscolo può essere poco funzionale, sia che si parli in ambito di fitness o puramente sportivo.

“Immaginate di sollevare un auto con un crick poggiato sulla sabbia”

I muscoli stabilizzatori globali sono una componente importante da tenere conto nell’allenamento e nel fitness, per la prevenzione di infortuni, e la cura delle articolazioni, sempre soggette a traumi, e in molti casi deboli e poco compatte.

Ogni articolazione è mantenuta fissa da una serie di muscoli profondi di mobilità, che servono appunto a stabilizzarla.

Pur essendo importantissimi sono spesso dimenticati nelle sedute di allenamento classico, questo perché ci si concentra troppo su quelli che risultano più in vista,anche se rinforzare i muscoli stabilizzatori giova non solo all’ articolazione , ma migliora la forza sprigionata dal gruppo muscolare stesso, e quindi gioverebbe anche il Body Builder più incallito, che riuscirebbe ad aumentare il carico sul bilanciere senza farsi male.

Ancora ad oggi, alla maggior parte delle persone, importa solo ingrossare i muscoli più in vista per essere più “belli”…