Bovolone ha una ricchezza di personalità storiche e culturali che nel corso dei secoli hanno contribuito alla crescita della città e ne hanno portato il nome in tutto il mondo
Personalità storiche e culturali
Don Filippo Accordi
Don Filippo Accordi, nato nel 1781 a Bovolone e originario di Minerbe, venne nominato Arciprete nel 1833 e diede inizio alla costruzione del Duomo del paese. Nonostante i tempi difficili del Regno Lombardo-Veneto controllato dagli Austriaci, riuscì a unire la comunità per la realizzazione della nuova chiesa parrocchiale. Nel 1844, pose la prima pietra del Duomo e alla sua morte nel 1857, i muri perimetrali erano già alti due metri. Le sue spoglie furono sepolte accanto all'altare del Santuario della Madonna della Cintura, a cui era particolarmente devoto.
Alfredo Brasioli
Alfredo Brasioli nasce a Bovolone nel 1935 in una famiglia radicata nell’area della Bassa veronese fin dal XVI secolo. Trasferito giovanissimo a Verona, nei primi anni '50 vince nei due concorsi nazionali di illustrazione per "Yoga Club" e per la "Giornata Nazionale del Mutilato del Lavoro", ottenendo un riconoscimento a livello nazionale tra il pubblico, gli studi grafici e gli editori e pertanto viene chiamato a Roma da case editrici di rilevanza nazionale. Nel 1976 espone a Roma in una sperimentale mostra d'arte personale di pittura e scultura, nella "Galleria La Pigna" dell’Unione cattolica artisti italiani. Parallelamente all’attività professionale, si dedica alla pittura, alla scultura in legno, marmo e terracotta e all’incisione a bulino ed acquaforte. Continua a lavorare e disegnare fino agli ultimi giorni di vita. È sepolto al cimitero Flaminio a Roma, e sulla lapide è stato posto un disegno del Cristo da lui eseguito anni prima per la "Giornata Mondiale del Malato".
Franco Cappa
Nasce a Bovolone nel 1916. Dopo aver conseguito la maturità classica si iscrisse alla facoltà di medicina presso l’Università di Padova. Venne successivamente chiamato a prestare servizio militare presso la Regia Aeronautica nel 1937 e ottenne il brevetto di pilota civile lo stesso anno e quello di pilota militare nell’anno successivo.L’11 aprile 1941 fu promosso a tenente. Fu un importante aviatore e militare italiano e durante la seconda guerra mondiale ottenne la Medaglia d’oro al valor militare. Muore l’8 maggio 1941 in combattimento nel Mar Mediterraneo.
Angelo Cappa
Angelo Cappa fu un medico, chirurgo e benefattore durante la prima guerra mondiale e venne segnalato dal sindaco Remo Gagliardi al Prefetto di Verona per l’eroismo del Dottor Cappa durante il periodo dell’influenza Spagnola. Morì nel 1956.
Luigi Capuzzo
Maresciallo dei Carabinieri Reali di Bovolone, si distinse per aver offerto la sua vita pur di non collaborare con gli occupanti tedeschi morendo deportato.
Mario Donadoni
Mario Donadoni, nato il 18 ottobre 1906 a Bovolone, è stato un famoso scrittore e critico letterario italiano. Morto il 6 marzo 1974 a Firenze, Donadoni era noto per le sue eccezionali capacità nel campo della poesia e della letteratura italiana. Era anche un prolifico scrittore, saggista e poeta appassionato. La sua vasta conoscenza letteraria e la sua personalità distintiva lo resero celebre non solo in Italia, ma anche in tutta Europa e in Africa. Donadoni era tanto stimato che fu invitato a parlare di Dante alla Sorbona di Parigi, un traguardo prestigioso raggiunto da pochi. La sua erudizione e talento venivano ammirati e applauditi ovunque si presentasse.
Vitaliano Marsotto
Scultore e artista locale molto noto in tutto il territorio, la sua opera più conosciuta, e ancora oggi visibile davanti a Corte Salvi, è una pietra scolpita rappresentante le varie fasi della storia di Bovolone, dal periodo delle palafitte fino ai giorni nostri.
Maria Pia Mastena
Maria Pia nasce a Bovolone nel 1881 da una famiglia religiosa e caritatevole. Diventa insegnante e direttrice presso un istituto delle Suore della Misericordia a Miane. Nel 1927 riesce a entrare in clausura, ma viene successivamente fatta uscire per il suo operato sociale. Decide di fondare una congregazione dedicata al Volto di Cristo, che diventa la Pia opera del soccorso, per aiutare bambini bisognosi e ragazzi poveri. Dopo varie difficoltà, ottiene il riconoscimento della sua congregazione nel 1936 nonostante l'opposizione di alcuni parroci. Nel 1947 viene nominata madre superiora con il riconoscimento pontificio di Pio XII. Nel 1949 fondò una clinica a Roma gestita dalle Suore del Sacro Volto. Negli anni successivi, nonostante problemi di salute, continua la sua attività benefica. Muore improvvisamente nel 1951 all'età di 69 anni. Il 13 novembre 2005 viene nominata Beata da Papa Benedetto XVI.
Francesco Modena
Francesco Modena nasce nel 1882 a Bovolone, in provincia di Verona. Dopo aver frequentato l’Accademia di Belle Arti di Verona, presenta le sue opere alla biennale cittadina, ottenendo il favore della critica e della stampa locale.Prosegue la sua attività realizzando alcuni monumenti funebri per il Cimitero Monumentale di Verona, eseguendo importanti ritratti, come il busto del poeta Berto Barbarani. Altre sue opere funerarie sono conservate nel Cimitero di Lecco. Negli anni Venti esegue i Monumenti ai Caduti per Bovolone e per Roverchiaretta. Successivamente si trasferisce a Venezia, dove prosegue la sua attività di scultore, ottenendo numerosi premi. Muore a Mestre il 22 novembre 1960.
Niccolò Ormaneto
Nasce a Verona nel 1516, studia diritto a Padova e lì partecipa al Circolo del Gilberti, un centro ricreativo culturale, dove nel 1543 viene consacrato sacerdote dal Vescovo Giberti. A ventotto anni viene nominato parroco di Bovolone per i 27 anni consecutivi.'Ormaneto diventa uomo di spicco della Chiesa e viene inviato in Europa e in Italia per risolvere controversie religiose. Le missioni lo fanno allontanare dalla Parrocchia di Bovolone. Viene inviato da Papa Gregorio XIII alla corte di Filippo II a Madrid, che dopo aver riformato la chiesa, muore lì nel 1577.
Giovanni Battista Perbellini
Nasce in una famiglia di pasticcieri a Bovolone. Nel 1872 è stata fondata l’azienda di famiglia dal padre Luigi Perbellini che solo dopo vent’anni lascia il posto al figlio. Sarà lui, nel 1891, a pubblicare nel suo libro «Pasta lievitata», la ricetta base dell'Offella d'Oro, il dolce sarà la fortuna della pasticceria.
Mons. Bartolomeo Pezzo
Don Bartolomeo Pezzo, noto come il "prete montanaro", nacque nel 1886 e fu ordinato sacerdote nel 1911. Arrivò a Bovolone nel 1927, prendendo il posto del Mons. Lugoboni, e si dedicò intensamente al benessere spirituale e sociale dei parrocchiani. Si impegnò a completare la costruzione del Duomo di Bovolone, che fu consacrato nel 1945. Nel 1935 ricevette il titolo di Cameriere Segreto di Sua Santità per il suo impegno e dedizione. Era noto per la sua personalità rocciosa e come un eccellente predicatore. Don Pezzo è stato anche colui che ha consacrato la parrocchia alla Madonna di Fatima. La sua morte avvenne nel 1964.
Lino Turrini
Nato nel 1922 a Bovolone, iniziò la sua carriera nella CISL di Verona negli anni '40 e divenne una figura di riferimento per i lavoratori della zona. Viaggiò spesso a Roma per rappresentare i lavoratori e approfondire la storia locale, dedicando libri a personaggi illustri. Nel 1974, insieme ad altri, portò il sarcofago di monsignor Ormaneto da Verona a Bovolone. L'operazione richiese due anni di permessi, ma alla fine i resti furono identificati come quelli del vescovo. La tomba monumentale è tuttora visibile nel duomo di San Giuseppe, testimoniando l'impegno e la passione di Turrini per la storia del suo paese.
Nadia Zanini
Nasce nel 1953 a Bovolone, dopo aver completato la Scuola Magistrale, ha ottenuto il diploma di Infermiera Professionale dove ha lavorato per trentasei anni presso l’Ospedale di Bovolone Appassionata di letteratura fin da giovane, ha iniziato a scrivere nel 1997 e ha ottenuto diversi riconoscimenti nazionali per le sue opere. Ha pubblicato la sua prima raccolta di poesie in dialetto veronese nel luglio 2008.
Armando Zago
Nato a Bovolone nel 1879, dimostrò fin da giovane una grande inclinazione per l'arte presso la bottega del fratello marmista. Venne iscritto all'Accademia Cignaroli di Verona e successivamente all'Accademia di Brera a Milano, dove eseguì la statua dello zio Vincenzo Zago. Nel 1913, si spostò in Brasile per partecipare a un concorso per un monumento a Giuseppe Verdi, classificandosi secondo. In Brasile, Zago concentrò la sua attività principalmente sull'arte funeraria. Nel 1934 aprì un laboratorio a S. Paolo insieme ad Eugenio Prati, un altro scultore italiano emigrato in Brasile. Armando Zago continuò la sua prolifica attività artistica nel campo dell'arte funeraria fino alla sua morte avvenuta nel 1952, lasciando un importante contributo artistico sia in Italia che in Brasile.
Egisto Zago
Egisto Zago è nato a Bovolone nel 1884 e ha imparato le basi della lavorazione del marmo dal padre. Da giovane è stato iscritto all'Accademia di Belle Arti di Verona e successivamente all'Accademia di Brera, dove ha ricevuto riconoscimenti per il suo lavoro. Durante la Prima Guerra Mondiale è stato reclutato, ma è comunque riuscito a continuare la sua attività di scultore. Dopo la guerra ha collaborato con lo scultore Eugenio Prati per realizzare monumenti ai Caduti e ha continuato a lavorare anche all'estero. Ha avuto difficoltà durante il regime fascista a causa della sua opposizione al regime, ma ha continuato a lavorare per privati e ha eccelso nella ritrattistica e nell'arte cimiteriale. È morto nel 1960 a Verona.
Erma Zago
Nasce nel 1880 a Bovolone. Sin da piccolo manifesta grandi doti artistiche e supportato dai genitori inizia a frequentare una scuola di disegno a Bovolone (una delle poche nel territorio veronese. Lavora con passione e a 13 anni fa domanda per proseguire gli studi all'Accademia di Belle Arti “G.B Cignaroli” di Verona di cui all’epoca era direttore Napoleone Nani. Nel 1897 consegue il Diploma. Nel 1901 lascia il paese e la famiglia per trasferirsi a Milano. Il riconoscimento più importante gli viene attribuito nel 1924 dal Consiglio Accademico dell’Accademia di Brera che lo inserisce tra gli artisti di maggior valore eleggendolo Socio Onorario della Regia Accademia. Morirà nel 1942 a Milano.
Concetta Fiorio
Concetta Fiorio nacque a Bovolone il 10 dicembre 1922, in una famiglia di modeste condizioni che, a causa di difficoltà economiche, si trasferì a Verona. Cresciuta in un ambiente altruista, fu influenzata dall'indole generosa dei suoi genitori. Ancora studentessa, incontrò Emilio Moretto, ufficiale alpino sopravvissuto alla ritirata di Russia, che sposò nel maggio del 1943. Dopo l'8 settembre 1943, il marito divenne un attivo partigiano e Concetta, nonostante fosse incinta, lo supportò nelle sue azioni resistenti. Divenne una staffetta partigiana, portando messaggi, raccogliendo rifornimenti e nascondendo altri resistenti. Nel 1944, dopo un fallito tentativo di liberare Giovanni Roveda dal carcere, Concetta fu catturata dai nazifascisti e imprigionata. Sottoposta a torture per rivelare la posizione del marito e degli altri partigiani, non tradì mai. Durante la prigionia, ebbe una gravidanza difficile a causa delle violenze subite, ma riuscì a essere liberata grazie all'intervento di Don Giuseppe Chiot. Dopo il parto, che avvenne il 28 ottobre 1944, Concetta si dedicò alla protezione di altre persone e alla distruzione di prove compromettenti.Dopo la guerra, Concetta divenne maestra e continuò la sua professione per tutta la vita. Nel 1947, il marito partì per l'America e rientrò in Italia dopo qualche anno. Concetta, nel corso degli anni, fu decorata per la sua attività partigiana e nel 1974 ricevette la Croce al merito di guerra. Morì il 25 settembre 2002 a San Bonifacio. Il suo diario è conservato presso l'Istituto veronese per la Resistenza.