L'infanzia non è una gara a chi cammina, parla, legge prima... l'infanzia è una fase della vita nella quale ogni bambino e ogni bambina ha il diritto di imparare nel rispetto dei suoi tempi.
Il progetto si sviluppa da una semplice riflessione : "affinché le regole vengano rispettate è necessario che siano comprese, discusse e condivise dagli adulti e dai bambini.
L'educazione alla cittadinanza e alla legalità è centrata sul quotidiano, sulle percezioni dei bambini, sul senso delle regole e della libertà, sul valore della convivenza.
Il Campo di esperienza " Il Sé e l'altro" è l'ambito didattico relazionale, dei valori condivisi: solidarietà, amicizia, lavorare e cooperare con gli altri, far proprie e rispettare le regole del gruppo.
Nel percorso educativo- didattico si intrecciano altri campi di esperienza con attività interdisciplinari:
3. Discutere e ragionare con i bambini sul senso e il valore delle regole a fondamento della convivenza civile all'interno e al di fuori della scuola;
4. Favorire la scelta di modalità di risoluzione dei conflitti interni alla classe basati sulla comunicazione, sullo scambio e sul rispetto del punto di vista altrui;
5.Riconoscere il valore del rispetto del nostro pianeta;
Per mettere in atto interventi e proposte di educazione alla cittadinanza verranno adottate diverse metodologie: il circle-time per favorire la conoscenza reciproca, la comunicazione e la collaborazione.
L’interesse dei bambini sarà continuamente stimolato attraverso domande, la visione di filmati ascolto di canzoni, filastrocche sulle regole, giochi di gruppo e attività- grafico pittoriche.
Il percorso è incominciato con la "Giornata Internazionale dei Diritti del Fanciullo" che l' Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato il 20 Novembre 1989. In Italia è diventata legge dello Stato il 27 maggio 1991(L n.176). Con molteplici attività i bambini si sono avvicinati al mondo dei diritti.
L'inclusione scolastica rappresenta un passo avanti nella "scuola delle differenze" per evitare qualsiasi forma di discriminazione per gli alunni con disabilità, assicurando le stesse opportunità degli altri bambini. L'inclusione si concretizza nell'organizzazione scolastica che coinvolge contesti, metodi e atteggiamenti delle figure professionali in funzione dei bambini disabili.
In questa prospettiva la diversità di ognuno è una condizione di base, infatti i bisogni del bambino affetto da disturbo di Autismo sono davvero speciali, ma da considerarsi in una dimensione sociale e non come un semplice deficit.
Partendo dalle esperienze, dalle esigenze personali e dalle capacità cognitive prevalentemente senso- percettive del bambino, sono state proposte attività ludico manipolative molto semplici , da suscitare il suo interesse e allo stesso tempo l'interazione con l'adulto e gli amici di sezione.
OBIETTIVI: