Un gruppo di persone che condivide un obiettivo comune può raggiungere l’impossibile.
Per evitare i rischi della sezione chiusa è indispensabile programmare anche occasioni di attività di intersezione, che creano rapporti più stimolanti fra gli insegnanti e fra i bambini e consentono una più articolata fruizione degli spazi, dei materiali ludici, delle attrezzature e dei sussidi didattici.
La sezione aperta e l’interazione fra bambini di età diversa consente di allargare le esperienze e di ampliare le opportunità di scambio, di confronto e di arricchimento anche mediante occasioni di aiuto reciproco e forme di apprendimento socializzato.
Il curricolo della scuola dell’infanzia non coincide con la sola organizzazione delle attività didattiche che si realizzano nella sezione e nelle intersezioni, negli spazi esterni, nei laboratori, negli ambienti di vita comune, ma si esplica in un’equilibrata integrazione di momenti di cura, di relazione, di apprendimento, dove le stesse routine (l’ingresso, il pasto, la cura del corpo, il riposo, ecc.) svolgono una funzione di regolazione dei ritmi della giornata e si offrono come “base sicura”.
Da oltre quarant' anni a livello nazionale e internazionale le scuole dell’infanzia si sono orientate verso il modello della classe eterogenea per età. Si tratta di un sistema di organizzazione scolastica basato sui risultati delle ricerche che sono state effettuate per esplorare i meccanismi di apprendimento e di socializzazione dei bambini e creare modalità educative più adeguate a favorirne la crescita.
Il progettare in un contesto volto principalmente al benessere dei bambini (Goodlad e Anderson, 1987) la cui organizzazione permetta agli insegnanti di adeguare la scuola alle esigenze dei bambini e non viceversa.
Il sistema eterogeneo ha il vantaggio di rispettare il ritmo di apprendimento di ogni bambino, in un contesto più naturale che può essere paragonato a quello che il bambino vive in famiglia.
I bambini più piccoli interagiscono in maniera positiva con i compagni più grandi e questi ultimi hanno l’opportunità di rafforzare le loro competenze relazionali e cognitive. Infatti la presenza di bambini piccoli favorisce lo sviluppo di capacità intellettive e comunicative (Roopnarine e Johnson, 1983); mentre i bambini più piccoli traggono beneficio dall’osservazione e dall’imitazione dei comportamenti dei compagni più grandi che dimostrano maggiori competenze (Roopnarine e Johnson, 1984; Stone e Christie, 1986). Nella sezione eterogenea i bambini più grandi sono maggiormente sensibili alla complessità dell’interazione sociale, in presenza di compagni più piccoli (Graziano, French, Brownell e Hartup, 1976) i grandi infatti diventano socialmente più attivi coinvolgendo i piccoli nelle attività scolastiche.
Le sezioni eterogenee, inoltre, promuovono l’apprendimento sociale, cioè danno la possibilità ai bambini di imparare gli uni dagli altri (Vygotsky, 1978), spesso secondo procedure “imitative” (A. Bandura, 1977), in un’atmosfera che è più collaborativa piuttosto che competitiva. Tale organizzazione pare più rispettosa del principio delle intelligenze multiple (H. Gardner, 1999), cogliendo le peculiarità dei bambini e rispondendo attraverso un’educazione personalizzata e non standardizzata all’età.