di Oliviero Merlo
26-27-28 ottobre 2018 sono tre giorni di piogge intense ed incessanti, poi, verso la sera del 29, si è registra una tregua e successivamente iniziò l'incubo. Un vento caldo inizia a soffiare sempre più forte fino a superare i 200 Km orari.
Crollano ponti, case scoperchiate, sradicati oltre 14 milioni di alberi.
Oltre 43 mila ettari di boschi, tra Veneto, Friuli e Trentino, vengono completamente distrutti stravolgendo il nostro territorio alpino.
I meteorologi definiscono la "Tempesta Vaia" un uragano, che è un ciclone tropicale, quindi non consueto sul nostro territorio.
Dopo 4 anni da quella catastrofe molte ferite sono ancora aperte.
Nei boschi, in parte ripuliti, ora c'è l'allarme del bostrico che sta infestando le foreste ancora in piedi, favorito da altri eventi eccezionali come la grande siccità e l'aumentata temperatura di questo anno.
Cosa ci insegna questo evento estremo, insieme a tanti altri segnali (straripamento di fiumi e torrenti, maree eccezionali, smottamenti, temperature elevate anche fuori stagione) che rendono il futuro sempre più imprevedibile? Le azioni di contrasto e adattamento al cambiamento climatico, dovuto all'effetto serra, e la cura del territorio e degli ecosistemi devono essere gli obiettivi primari per la salvezza del nostro pianeta.
fonti: urly.it/3_c46
di Adele Piazza
Per colpa del cambiamento climatico molte persone muoiono, per i numerosi fenomeni causati da esso.
In Italia le città più a rischio sono Roma, Bari, Milano, Genova, Palermo, Napoli, Venezia, ma sono in forte difficoltà anche intere regioni ,come Sicilia e Sardegna.
Ciò che più sconvolge, forse, è anche anche
Venezia rischia di sparire sott'acqua
C'è la data di scadenza: entro il 2100 piazza San Marco rischia di finire costantemente sott'acqua e Venezia - insieme ad altri centri urbani costieri - entra di diritto nelle città in via di estinzione.
Il Mose, il sistema a paratie che tiene l’alta marea fuori dalla laguna, è progettato per eventi eccezionali, non per l'inesorabile aumento del livello del mare, legato ai cambiamenti climatici.
A Venezia le stime sono di un incremento di altri 50 centimetri entro la fine del secolo.
fonti: urly.it/3_c47
di Angelica Anna Sartor
L’inquinamento del Mar Mediterraneo sta peggiorando ogni giorno di più.
Dobbiamo fare qualcosa per per la Terra, per noi, e per le generazioni future. Nel Mar Mediterraneo complessivamente ogni anno finiscono 229 mila quintali di plastica, che si distinguono tra micro e macro particelle plastiche, che troviamo dalla superficie al fondale e in tutto il perimetro costiero. In pratica è come se ogni giorno 500 container scaricassero in mare il proprio contenuto. Più della metà di questa plastica proviene solo da 3 PAESI DIVERSI: il 32% proviene dall’Egitto, il 15% proviene dall’Italia e il 10% dalla Turchia.
Per salvare il nostro pianeta dobbiamo imparare ad avere rispetto per tutto quello che ci circonda. Noi, la generazione Z, abbiamo tutto il futuro del mondo nelle nostre mani e dobbiamo proteggerlo partendo anche da piccoli gesti.
fonti: urly.it/3_c48
di Giulia Simonaggio
Il 27/10/2021 un ciclone ha attaccato Catania e gran parte della Sicilia. Catania è stata successivamente inondata da acquazzoni.
Impossibile uscire da casa per i siciliani. Essi dovranno armarsi di una pala per togliere il fango lasciato dall'acqua.
Anche il Duomo è stato sommerso dall' acqua.
La protezione civile si è messa subito al lavoro per garantire la sicurezza dei cittadini, mentre il sindaco di Catania annunciava la chiusura di negozi, scuole e altri esercizi.
I geologi hanno stabilito che sono caduti circa 265 millimetri di pioggia in due giorni.
Il maltempo in Sicilia è durato ancora per una settimana.
Questa catastrofe è causata dal cambiamento climatico e dall'inquinamento.
Non dobbiamo permettere che questa catastrofe succeda ancora:
NO all'inquinamento e al cambiamento climatico!
fonti: urly.it/3_c4b
di Pietro Massolin
Il 1° Maggio 2008 il servizio alpino Valdostano era riuscito a portare in salvo la guida di alcuni alpinisti Francesi che erano morti a causa di una valanga.
La mattina seguente il soccorso alpino cercò di recuperare anche gli alpinisti, ma non ci fu niente da fare.
Sono stati trovati 5 alpinisti Francesi morti a causa di una valanga dovuta al surriscaldamento climatico. Gli alpinisti sono stati trovati a Pian di Basey sotto la punta del parco Nazionale del Gran Paradiso, al confine tra la Valle d'Aosta e il Piemonte.
L'allarme era scattato il tardo pomeriggio del giorno successivo, quando il gestore del rifugio della città di Chivasso, non vedendoli rientrare, si era preoccupato, così chiamò il pronto soccorso che aveva cercato di recuperare i corpi. Non ci fu molto da fare, perché con il clima e le condizioni atmosferiche non riuscivano a cercare i corpi ormai sepolti dalla neve.
fonti: urly.it/3_c4d
di Viola Baldin
Nei mari di oggi c'è sempre più plastica, perché se ci pensate solo da pochi anni si pensa alla plastica e a quello che si compra.
Una volta non si guardava la confezione dei prodotti che si compravano, ma si prendeva quello che avevi davanti. Oggi invece si pensa di più a quello che si compra, e si cerca di comprare e utilizzare alternative più ecologiche (confezioni di carta, bere l'acqua del rubinetto...).
Se lo avessimo pensato prima, ora avremmo meno problemi. Perché la plastica che utilizziamo va a finire nei mari, i pesci la mangiano e muoiono oppure la ingoiano e noi, mangiando, inseriamo nel nostro organismo anche plastica. Per questo sarebbe molto meglio sostituire le confezioni di plastica con quelle di carta.
di Angelica Anna Sartor
Mi trovo a Sirolo, una delle perle delle Riviera del Conero, situata nella regione Marche, bagnata dal Mar Adriatico.
Ricordo con nostalgia questo raffinato paesino soleggiato e ventoso, in vacanza con i miei genitori anni fa: godeva di un’incantevole posizione a picco sul mare e alle spalle si vedevano verdi colline ,coltivate con grano, vite e ulivo.
Sì, proprio con nostalgia lo ricordo perché dopo gli eventi catastrofici del 1 gennaio 2050,tutto è cambiato…
Quel giorno si è abbattuta la tempesta più violenta mai avvenuta sulla Terra; frutto della fusione dell’uragano Avatar formatosi sull’Oceano Atlantico e del ciclone Star Trek formatosi ai Tropici.
Nessuno mai avrebbe immaginato che potesse verificarsi un fenomeno atmosferico del genere essendo così lontana Sirolo dagli Oceani.
Eppure questa tempesta tropicale si è abbattuta su Sirolo con venti che soffiavano a 270 km/h ruotando prima in senso orario, e poi all’improvviso in senso antiorario trascinando con sé tutto quello che ostacolava il loro cammino.
Ora le spiagge bianche bagnate da acque cristalline sono state sostituite da montagne di detriti e macerie, scaricate dall’uragano; le graziose casette dei pescatori non esistono più; e i pochi sopravvissuti si sono rifugiati nelle colline sperando di trovare riparo.
Con la speranza di poter coltivare un giorno quelle terre; il cielo è sempre grigio e il sole non si vede più a causa di quelle nubi, portate dai venti, e non sparirono mai più.
Così anche il mare che ha perso il suo colore turchino; essendo che le correnti marine sono state stravolte da quella violenta tempesta, :gran parte dei pesci sono morti a causa degli infiniti vortici marini creati dal passaggio dell’uragano.
Quanta nostalgia di quella cara Sirolo! Tutto a causa della tempesta più violenta mai avvenuta.
Tutto questo è stato causato dai disastri climatici, scatenati dal cambiamento climatico che l’uomo avrebbe potuto rallentare!
di Elia Tomasi
New York 27/02/2072 (palindromo)
Oggi sul giornale di Mr. Tych c'è un allarmante video-flash in cui si comunica che se gli ultimi milligrammi di ghiaccio (uno per Polo) si sciogliessero le intere dighe oceaniche crollerebbero, quindi che NON si può usare il calore oggi.
Oh no, Mr. Tych aveva già programmato il suo caffè! Allora usò la sesta per arrivare in cucina, ma la caffettiera vibrava già.
"NOOOOOOOOOOOO!!!!!" urlò Mr. Tych. Non fece in tempo a finire l'esclamazione che uno tsunami distrusse tutto.
fonti: urly.it/3_c4f urly.it/3_c4g
Il
Pianeta
Blu
Lo
È
Davvero
Nessuno
Vivo
Solo
Acqua
di Viola Baldin
Treviso oggi è una città abbastanza trafficata con molti negozi e ristoranti. E’ famosa perché è una città d'arte, per questo è una città con molto turismo.
Però qualche giorno fa ha iniziato a nevicare, una cosa abbastanza rara per una città in pianura Padana. Era ormai da più di due settimane che nevicava, ma nessuno si faceva molti problemi, perché una volta senza il riscaldamento globale era già più comune. Dopo un mese e mezzo è finito di nevicare. Ora Treviso era piena di neve e ghiaccio. Dopo le prime settimane di neve alcuni negozi avevano iniziato a chiudere, altri invece per rimanere aperti si mettevano le tuta da sci e accendevano i caloriferi al massimo, ma non facevano molto perché faceva un freddo glaciale fuori. Ormai c’era talmente tanta neve da ricoprire completamente i palazzi, le strade erano piene di ghiaccio, impercorribili dalle auto, le persone tenevano il riscaldamento delle case acceso per riscaldarsi un po’, tutti dormivano con un quantitativo di coperte improponibile oppure con la tuta da sci come pigiama.
La città era deserta: non si vedeva praticamente nessuno, solo quelle poche persone che andavano a fare la spesa, al supermercato che teneva il riscaldamento al massimo per non far congelare il cibo. Ormai nessuno aveva voglia di uscire, erano ormai arrivati a meno 95°, quindi un ambiente invivibile per gli umani. Tutti iniziarono a cercare un posto per trasferirsi ma nessuno riuscì a trovare il modo per spostarsi, visto che era tutto bloccato dal ghiaccio.
Tutti si arresero, tranne un ragazzo di nome Andrea, che convinse i suoi genitori ad uscire da Treviso a piedi. I genitori all’inizio lo credevano pazzo, ma non volevano vivere al freddo ancora un altro giorno, quindi accettarono. Si misero addoso tutti i vestiti che avevano, sembravano dei lottatori di Sumo e iniziarono a camminare. Passarono per le strade ghiacciate, superarono Porta San Tommaso e da lì non si fermarono mai fino a Ponzano. Avevano camminato per più di un’ora, erano arrivati abbastanza distanti da Treviso. Così riuscirono ad uscire dalla città ormai congelata e in questo modo si salvarono.
di Fabio Tottolo
Nel 2073 i ghiacciai della Groenlandia si sono sciolti definitivamente per via del clima molto caldo.
Ed eccoci qua, oggi, nel 2085, ben 13 anni dopo.
Questo fenomeno accaduto 13 anni fa ha sconvolto l'intero equilibrio mondiale.,
L'oceano Atlantico è diventato molto freddo, moltissime specie di pesci e animali marini sono morti per questo.
Le coste di tutta l'Europa sono completamente allagate e l'esercito, per fortuna, ha salvato tutti i cittadini grazie a molti elicotteri di soccorso.
Io, per esempio, abito a Treviso, una città molto grande al confine con il mare, lo stato ha costruito un grande muro che ci difende da eventuali maree alte.
A Treviso abitano 238.091 persone ed è una città molto evoluta; abbiamo macchine volanti, soldati evoluti, grattacieli altissimi: insomma, di tutto.
Io e il mio amico Pietro abbiamo 13 anni e ci hanno sempre detto che al di là del mare non c'era nulla a parte dei mostri marini cattivissimi. Io e lui abbiamo lavorato ad una barca per nove mesi.
Ed eccoci qua, il 30 marzo del 2085, pronti a compiere un'avventura che cambierà la storia.
Abbiamo raccolto molti viveri e molta acqua e siamo partiti.
Diario del capitano giorno 1: oggi la marcia è costante e il cielo è soleggiato.
Diario del capitano giorno 2: anche oggi l'andamento è costante ma sta piovendo molto.
Diario del capitano giorno 3: oggi abbiamo combattuto contro dei piranha e abbiamo vinto, così abbiamo più viveri…
Diario del capitano giorno 104: Terraaaaaa! Finalmente oggi, dopo 104 giorni, siamo arrivati in un'isola.
Eravamo eccitatissimi, finalmente avevamo compiuto la storia, saremmo stati ricordati nei secoli dei secoli.
Finché non ci siamo accorti che eravamo tornati a Treviso: avevamo girato intorno per 104 giorni.
CHE DELUSIONE!
Vabbè, almeno ci siamo divertiti.
FINE
di Filippo Nardin
Giorno 231
È tutto così da circa 2 anni 3 mesi e 7 giorni.
Ttutto è iniziato da un terremoto ,e da un terremoto divennero grandine e tsunami.
Il posto dove ci fu il primo terremoto fu Roma. Da bella e maestosa, è diventata devastata, in rovina e la natura sta inghiottendo le abitazioni.
C'era chi preferiva morire invece di rimanere ancora in quel posto.
Alcune persone si chiudevano in bunker sperando di non morire, e altri da quanta fame avevano mangiavano i loro simili.
E nel mentre io cerco di sopravvivere ai cannibali e agli eventi climatici giorno dopo giorno.
Nessuno, dopo che il Papa è morto, va in chiesa: è pieno di guerre per i territori.
E gli animali carnivori mangiano le persone.
Ormai penso di essere uno degli ultimi umani ancora in vita, ma ho ancora speranza di non essere l'ultima persona in tutto il globo.
Oggi ho scoperto che stanno nascendo nuove specie animali e vegetali piante da delle piante strane a forma di seme e quando il bulbo fa uscire qualcosa si illumina e si apre come un fiore.
Spero che gli umani possano tornare a vivere in pace.
Esploratore-5 passo e chiudo
fonti: urly.it/3_c4h urly.it/3_c4j
di Giulia Simonaggio
12/07/2067
Boom!!!
Si sentì un rumore assordante… Era Doctor Strange, arrivato in Antartide grazie a una navicella spaziale, che stava spingendo un ghiacciaio verso il basso per costruire la sua nuova base sopra i ghiacciai.
Strange pronunciò sottovoce delle parole misteriose e subito apparve un edificio fantastico con tanto di gadget personalizzati.
Così fece sprofondare un intero ghiacciaio già in pericolo.
Questo fatto però provocò una catastrofe, ovvero: l’estinzione degli animali di quel territorio ( soprattutto i pinguini, che erano già in via di estinzione ), l’aumento dei mari con lo scioglimento dei ghiacciai e di conseguenza lo sprofondamento di vasti territori, l’ influenza di correnti oceaniche e così i mari e gli oceani diventano più freddi…
Allora furono mandati dei supereroi in Antartide per cessare questa ingiustizia e per catturare Doctor Strange.
Si scontrarono in una lunga battaglia tra loro e con i poteri di ognuno riuscirono a risolvere la situazione a catturare Strange, ma è rimasto un problema: non si può bloccare lo scioglimento dei ghiacciai. C’è però una possibilità… se smettiamo di inquinare, possiamo salvare il mondo!
Non è giusto che queste povere creature vivano infelici per il resto della loro vita. Con lo scioglimento dei ghiacciai mettiamo a rischio la vita della flora e della fauna, dell’ambiente e la nostra.
There is NO Planet B
fonti: urly.it/3_c4k
di Kristian Emmanuele Bovo
Mi ricordo ancora quel giorno in cui Venezia venne inondata.
Stavo mangiando il mio gelato al cocco, e ad un certo punto vidi uno tsunami non tanto grande, ma devastante.
Quando venne scoperto dagli scienziati era troppo tardi: riuscirono solo a mettere delle piccole dighe davanti a Treviso. Tutto distrutto.
Mi risvegliai, i dottori mi dissero che avevo preso una piccola botta, non era niente di cui preoccuparsi.
Però al giorno d'oggi si può visitare Venezia solo facendo snorkeling o immergendosi, e quel giorno mi sarei immerso per vedere Venezia.
Quando arrivai l'acqua era cristallina e intravedevo già la città.
Quando mi immersi, vidi tutte le case abbastanza distrutte, ma le basi c'erano ed erano ancora là.
Era pieno di alghe ovunque: nelle strade, sulle case... L'acqua era gelida e mi sentivo pesantissimo, c'erano anche varie specie di pesci ed era pieno di rifiuti.
Avremmo dovuto fare qualcosa subito, prima di arrivare a queste situazioni.