di Tommaso Fantechi
Quest'anno la scuola ha riproposto il progetto sci per le seguenti classi:
Classi terze: 13 e 16 gennaio
Classi seconde: 20 e 23 gennaio
Classi prime: 27 e 30 gennaio.
Io ho partecipato con le classi 2° ed è stata una bellissima esperienza.
Siamo partiti dal parcheggio del Lidl alle ore 7:30 e siamo arrivati a Pecol verso le 9:00.
Una volta giunti a destinazione, siamo andati subito al noleggio dove abbiamo dovuto fare circa 10 minuti di fila.
Terminato il noleggio alle 10:00, i maestri ci aspettavano per le prime due ore di lezione.
I gruppi erano divisi in base al livello:
Base
Intermedio-base
Intermedio-avanzato
Avanzato.
Finito il corso mattutino... si mangia! Per il pranzo c'erano diverse opzioni: il Mc Bepi (un ristoro a base di hamburger), la baita oppure il pranzo al sacco.
Dopo aver mangiato abbiamo ripreso i corsi pomeridiani, della durata di altre due ore.
Al termine delle lezioni abbiamo riconsegnato gli sci a noleggio e siamo ripartiti in autobus.
C'è stato anche il tempo per una pausa merenda e, una volta che tutti hanno terminato, siamo rientrati.
Al nostro arrivo al parcheggio del Lidl i genitori erano lì ad aspettarci per riportarci a casa.
di Enrico Maneiro Collazo
Il 21 Gennaio 2026, presso la nostra scuola, si è svolto un incontro riguardante un tema che ormai sta entrando nella nostra vita tutti i giorni: l'intelligenza artificiale.
La signora Lorella Gatto ha spiegato il funzionamento e i rischi dell'AI, essendone molto informata per via del suo lavoro.
Beh, ammettiamolo, ormai tutti noi abbiamo usato un'intelligenza artificiale per fare una ricerca, spiegarci la lezione e, beh, magari anche aiutarci con i compiti…
L'uso dell'AI è diventato un fenomeno a livello globale (questo testo potrebbe anche essere stato scritto da AI, per quanto ne sappiate) e sempre più persone la usano, tra cui noi ragazzi. Ho fatto un sondaggio a tutta la redazione e quasi tutti la usano. Le principali sono Chat GPT e Gemini, ma anche CanvaAI e Meta sono molto utilizzate. Gli scopi principali di ricerca sono interessi personali e motivi scolastici. Questi ultimi riguardano ricerche, presentazioni, spiegazioni e ripasso in vista di una verifica, ma spesso anche i compiti. Pensate che OpenAI ha dichiarato che durante l'estate l'uso di Chat GPT era calato del 30%: quasi un terzo.
Riprenderemo questo argomento dopo, e ora ci concentreremo più sul funzionamento dell'AI:
Gli dai un input, il prompt
Cerca un legame tra le parole (esempio: si confonde quando metti pizza e batterie vicine, mentre trova un legame con batterie e alcaline)
Fa un calcolo di probabilità, cercando la risposta più probabile
Ti invia la risposta statisticamente più giusta.
La AI non capisce, non ragiona e non sa riflettere, calcola solo la probabilità e ciò che “suona meglio”.
Questo è il funzionamento di base. E la parte “ciò che suona meglio” è probabilmente una delle più pericolose. Quella frase genera il problema delle ALLUCINAZIONI.
La AI può inventare dati, fatti e citazioni, ma raccontarle così bene da farle sembrare vere, rischiando di condividere involontariamente notizie false.
Per questo, quando si citano le fonti su cui si è basato il chatbot, è meglio andare a controllare se sono affidabili o meno.
Altre problematiche
EROSIONE DEL PENSIERO CRITICO: delegare alla macchina la selezione delle fonti crea dipendenza cognitiva, cioè non siamo più in grado di ragionare e non sappiamo distinguere tra cose vere, verosimili e improbabili
Non ha pregiudizi
Non si stanca di rispondere
Sa come rispondere per farci sentire a “nostro agio”.
Ed è per questo che a volte decidiamo che sia meglio lui, il chatbot, che un amico vero, che si può vedere e con cui si può parlare senza stare davanti a un cavolo di schermo. Ma questo sentimento di “amicizia” può causare DIPENDENZA. Chiudendo questa lunga parentesi, il 35% dei ragazzi lo usa per ricerche e un altro 35% per, beh, i compiti (immagino che ce lo aspettassimo tutti).
Ma, quando uno studente usa un bot per fare i compiti:
Bara
Crea una “conoscenza senza valore”, spesso errata
Non allena le sue capacità cognitive
Un'altra problematica è il TRAINING DEL MODELLO. OpenAI, Google, Meta o qualsiasi altra AI usa i vostri dati, domande e risposte per migliorare il modello futuro.
Perciò sappiate che tutto ciò che scrivete al vostro “Amico” verrà salvato e spedito al suo padrone.
Inoltre c'è anche il rischio della privacy. MAI dire informazioni private al chatbot, perché, come detto prima, anche se non hai un account, OpenAI (per esempio) registra tutto.
Infine, dobbiamo parlare dell'AI generativa. È un tool fantastico a mio parere, per creare foto legali da pubblicare sul giornalino (come quelle che ci sono su questo articolo) ma anche molto pericoloso. Esistono molti generatori con molte censure e limitazioni, come Sora, mentre in altre non ce ne sono. Per fortuna, mio padre, che è un 3D designer, ci mette sempre alla prova per farci capire se un'immagine è render, AI oppure no.
Insomma, soprattutto negli ultimi mesi, la situazione sta nettamente peggiorando per quanto riguarda le AI generative.
Poi ci sono problemi legali.
Se una persona pubblica foto e video umilianti o clona la voce di un'altra persona generata con AI rischia da 1 a 5 anni di prigione per DEEPFAKE (questo in Italia).
Il rischio più grande
Quando si chiede una risposta di un problema di logica o i compiti di geometria non si sta allenando la capacità cognitiva del nostro cervello. Le più grandi vittime sono i ragazzi come noi, che devono pensare piuttosto che avere già la risposta sfornata. Ciò causa la non crescita della nostra capacità di pensare, elaborare.
Come si usa?
Bene, abbiamo capito che:
Non è un “intelligenza” e che è una macchina come le altre (tipo un tostapane)
Spesso sbaglia o inventa
L'AI generativa può causare uno sfracello di problemi
Può creare DIPENDENZA
Ma la possiamo usare? E se sì, come?
Beh, io direi di sì, perché può essere usato come strumento di ricerca o magari può aiutarci a riassumere degli argomenti che abbiamo capito poco. Però dobbiamo usare degli IMPORTANTISSIMI CRITERI.
Scrivere un Prompt engineering critico.
Non bisogna trattarlo come un amico, ma come una macchina.
Bisogna fare una caccia all'errore, e correggerlo.
Fonti e verifica, perché a volte INVENTA; in cose recenti sbaglia, perciò dobbiamo dirgli di fare una ricerca
La mia esperienza e i miei consigli
Io ho già usato un'intelligenza artificiale, in particolare Gemini, nonché la mia preferita. Io di solito non la uso tanto. E quando la uso semplicemente mi faccio spiegare, che ne so, il coefficiente binomiale, che mi serve per il corso di “potenziamento di matematica" e magari la spiegazione di qualche problema che non ho capito. Ma una cosa che faccio sempre è chiedere di non darmi la risposta. Così alleno le mie capacità cognitive.
Perciò consiglio a tutti Gemini perché è efficiente, professionale e direi abbastanza preciso. Chat GPT invece no, perché secondo me manipola troppo la chat per sembrare una persona. Comunque, anche con Gemini o qualsiasi altra AI utilizzate, bisogna trattarlo come un bot.
Facciamo il punto della situazione
L'intelligenza artificiale è uno strumento sempre più importante e utilizzato nell’ambito lavorativo e scolastico. A mio parere dev'essere utilizzato come uno strumento per aiutarci a capire, non per fare le cose al posto nostro. Spero lo farete anche voi, adesso che forse ne sapete di più.
*Immagine generata con Canva AI
a cura della prof.ssa Gessica Indorato
Altro giro, altra corsa. Quest'anno il giornalino cambia completamente la sua redazione, accogliendo alunni volontari di tutte le classi iscritti a un laboratorio pomeridiano, e altri alunni coinvolti o che ne richiedono il coinvolgimento.
Nel frattempo la scuola si arricchisce di molte esperienze, attività extrascolastiche, opportunità didattiche sempre nuove e innovative, in linea con lo spirito che ci contraddistingue ormai da tanti anni.
I viaggi Erasmus si sono moltiplicati, aggiungendo molte nuove destinazioni europee in Francia, Germania, Olanda, Islanda...
La società cambia rapidamente, l'intelligenza artificiale permea ormai prepotentemente le nostre vite e, per forza, le nostre abitudini.
Non ne sono certo esenti gli studenti, che oramai hanno a disposizione molte applicazioni che utlizzano le IA rendendole molto accessibili ma non per questo meno insidiose. Numerosi sono i pericoli nascosti nell'uso delle IA, e questo giornalino vuole essere uno strumento al passo coi tempi ma che dimostra la superiorità della scrittura umana su quella asettica di un bot.
I redattori hanno così a disposizione degli strumenti da usare con cautela, soprattutto nel reperimento di informazioni e fonti. Ogni articolo è comunque frutto dello spirito critico e della voglia di condividere le proprie idee e passioni, in un'epoca confusa e disordinata, in cui siamo iperconnessi ma non per questo distratti dalla realtà.
Anche i regolamenti sulla citazione delle fonti si fanno più stringenti. Vogliamo forse scoraggiarci?? Assolutamente no. I redattori dovranno fare più attenzione a riportare le fonti consultate, sia in fatto di testi sia in fatto di immagini, anche quando generate con l'uso delle IA.
a cura della redazione
Il 31 maggio 2024 in Aula Magna la classe 1B ha messo in scena lo spettacolo I vestiti nuovi dell’imperatore, una fiaba di C. Andersen con testo in rima di Gianni Rodari. Gli alunni si sono impegnati durante tutto l’anno e noi della 2C siamo stati invitati a vedere un paio di prove prima dell’esibizione ufficiale.
La storia parla di un re e una regina e della loro corte, in cui ci sono vari servitori, ciambellani e cortigiani. I sovrani sono un po’ vanitosi e vogliono dei vestiti nuovi, perciò i sarti, venuti da fuori del regno, consigliano qualcosa di speciale con una stoffa innovativa e preziosissima, adatta a pochi e quindi pregiata. Ma quando i vestiti sono pronti si scopre che sono invisibili. Nessuno ha il coraggio di dirlo, perché ha paura di sembrare stupido o indegno di quella stoffa speciale o della propria carica. In effetti, i sarti truffano il re, ma nessuno lo dice. Quando i sovrani escono con la corte al balcone, per salutare il popolo, però, un ragazzino svela la menzogna, dicendo che il re è nudo! Solo in quel momento, qualcuno della corte ammette la verità e ridono tutti del re, che deve scappare. Viene mandato il boia a cercare il ragazzino che aveva osato mettere in ridicolo il re, ma alla fine il boia lo protegge, chiedendo anche al pubblico di fare lo stesso in futuro, perché bisogna proteggere chi ha il coraggio di dire la verità. A questo punto si chiude il sipario e tutto il pubblico applaude gli attori.
Ci è piaciuto molto questo spettacolo, perché ha delle belle ambientazioni che si capiscono subito, anche se non c’è una scenografia particolare. Però i costumi sono molto curati e ci sono oggetti di scena molto carini, ad esempio le corone dei sovrani, il manichino dei sarti, la trombetta del professor Polon. Anche i costumi sono molto belli, in particolare abbiamo apprezzato la calzamaglia color carne del re, che è stato divertente notare solamente verso la fine.
La colonna sonora dello spettacolo era suonata dal vivo dall’orchestra, composta dalla classe 2A: sono stati bravissimi e molto professionali, anche se durante le prove a volte ci sono stati dei problemi nell’attacco: il giorno dello spettacolo (31 maggio) però non c’è stato nessun errore e tutti sono stati impeccabili. La regina era anche caduta da poco, ma nonostante questo è riuscita a esibirsi senza stampelle e senza intoppi.
Durante le prove generali anche altri personaggi hanno avuto qualche difficoltà tecnica: ad esempio, uno dei sarti ha perso i baffi ed è stato saltato un pezzetto in cui il prof. Polon doveva far squillare la tromba (nello specifico, una bellissima trombetta da carnevale piena di festoni). Si vedeva il narratore parlare nel buio con il professore in platea, perché si era confuso nei passaggi tra la sua parte e l'orchestra. Inoltre, il giorno della prova generale le luci del palcoscenico hanno deciso di rompersi d’improvviso, ma per fortuna il prof. Gavagnin ha salvato tutti, come sempre. La storia, tutta in rima, era facile da capire e molto divertente, ma anche gli attori erano bravi: a volte parlavano tutti insieme e c’era un narratore che per tutto il tempo spiegava ciò che succedeva in scena.
Se dobbiamo trovare delle criticità, in questo spettacolo gli attori principali (protagonisti) hanno molta visibilità in più rispetto agli altri, anche se più o meno tutti sono sempre in scena. Questo aspetto non ci è piaciuto molto, e si notava perché invece nello spettacolo di 1F non c’era qualcuno che emergeva rispetto a un altro, ma tutti erano importanti allo stesso modo. Un altro lato negativo è che i servitori di corte vengono chiamati “servi” del re (c’è anche una scena in cui vengono proprio spostati in maniera un po’ brusca dal giullare quando i sovrani devono affacciarsi al balcone), e non ci è piaciuto molto: ma questa forse è colpa di Gianni Rodari, non della 1B.
Come primo anno di esperienza dell’indirizzo espressivo, ci è sembrato che sia andata molto bene e che siano stati tutti davvero bravi: sul palco sembravano tutti sicuri di sé, anche se magari qualcuno si vergognava un po’, essendo solo la prima esperienza sul palco. Non tutti ci riuscirebbero.
Chissà cosa prepareranno l’anno prossimo??
di Elia Tomasi e Matilde Manfrin
Lo spettacolo della classe 1F, in scena il 31/05/2024, è un’opera ben strutturata in 2 fasi, corrispondenti alle due emozioni principali (paura e uguaglianza) che intende raccontare, e che si sviluppano in due ambientazioni diverse: una società in cui si possono figurare anche gli attori e una grotta con un lupo e una pecora, rappresentanti di due personalità opposte e complementari.
Io e la mia classe abbiamo avuto il privilegio di assistere a più di una prova pre-spettacolo. Se guardiamo la recitazione, a volte mi è sembrata fredda e macchinosa e il fatto che sia basata su una storia unitaria vera e propria, in una recita che parla di emozioni, non va tanto bene secondo me, ma niente di importante, contando che mancavano alcuni attori, era solo una prova e per molti era la prima recita della loro vita. Fare teatro è impegnativo, e gli attori sono tutti di prima media, perciò hanno fatto un grande lavoro quest’anno.
C'erano varie paure in scena: quelle semplici causate dai temporali o quelle più complesse come l’ansia sociale, però in ogni caso tratta ottimi temi sentiti più volte ma che non saranno mai vecchi. La paura viene quindi rappresentata in due ambientazioni diverse: il primo comprende anche la diversità, perché ci sono due animali (una pecora e un lupo), che per il temporale si rifugiano in una grotta buia dove non si vedono in faccia. Lì iniziano a parlare e si accorgono di quanto siano simili mentre si raccontano la loro paura del temporale, a un certo punto si danno appuntamento, però non si sa come vada a finire perché il regista, il professor Meli, ha voluto lasciare un po’ di suspense.
Il secondo luogo è in un centro commerciale, in cui ci sono tanti ragazzi pieni di varie paure da adolescenti, e a un certo punto al centro ci sono 2 ragazze, di cui una con un sacco di ansie e l'altra no: la ragazza sicura di sé chiede all’altra se vuole venire a studiare con lei a casa sua, ma l’altra dice di no perché ha troppa paura, e a un certo punto tutti i ragazzi si immobilizzano e uno ad uno dicono le proprie paure e poi si chiude il sipario.
Quello che conta quando si raccontano emozioni così grandi è la fantasia dello/a sceneggiatore/trice, ma anche il modo in cui gli attori le interpretano: in questo spettacolo si sente che gli attori sono anche sceneggiatori, perché tutto viene raccontato dal loro punto di vista.
Un aspetto strano che ho notato è il fatto che parlavano solo di paure dell’ignoto senza inserire le paure di ciò che è già accaduto.
Lo spettacolo di 1F parla anche e soprattutto della diversità delle persone in tutti gli aspetti fisici e mentali e di come si riesca comunque a stare insieme con diverse emozioni, in particolare la paura e la gioia.
La diversità è stata rappresentata con dei ragazzi con tutte le passioni e gusti diversi che si confrontavano su ogni aspetto che non avessero in comune, e a un certo punto appare in scena una specie di angelo che fa partire una musica e chiede ai ragazzi se gli piacesse: nonostante ognuno era molto diverso e amava cose diverse, tutti loro accettano, perciò l’angelo consegna degli strumenti musicali immaginari e iniziano a suonare tutti insieme; infine tutti i ragazzi si mettono a ballare, compresi la pecora e il lupo.
Alla fine, si chiude il sipario e tutti applaudono lo spettacolo in un’esplosione di gioia.
La nostra parte preferita è quella del lupo e della pecora dentro la grotta, perché alla fine lascia della suspense e vuoi sapere come va a finire la storia.
di Fabio Tottolo
La biblioteca Martini, aperta proprio quest'anno, è un fantastico luogo accessibile a tutti gli alunni della nostra scuola Media.
Questo progetto, ideato dalle professoresse Galeani e Simonetto, ha permesso di organizzare uno spazio di lettura con un'immensa quantità di categorie e racconti da leggere.
Si può accedere alla biblioteca per il prestito:
il lunedi alla quarta ora,
il giovedì alla terza e la quarta ora,
il venerdì alla quarta ora.
Per prendere in prestito un libro bisogna innanzitutto avere o farsi fare la tessera della biblioteca, per poi recarsi in biblioteca, non senza aver prima prenotato e ricevuto il consenso tramite la mail “biblioteca.martini@ic1martini.edu.it”; chiaramente negli orari prestabiliti, salvo diverse indicazioni dei docenti. E poi, una volta finito il prestito, dopo un mese bisogna consegnare il libro, oppure si deve mandare una richiesta di prolungamento, se non lo si ha già finito. Per la consegna del libro si può usare l’apposita scatola posta davanti alla porta della biblioteca, in qualsiasi orario (quindi quando la biblioteca è chiusa non è un problema consegnare in tempo il libro che avete preso).
In conclusione, se vi piace leggere e volete trovare molti libri in cui immedesimarsi ve la consiglio.
Ci sono molti generi, sicuramente troverete qualcosa che si avvicina ai vostri gusti.
Immagine creata con AI
NOTA BENE: La biblioteca chiude al prestito dal 2 maggio 2024 a settembre 2024.
della prof.ssa Gessica Indorato
Va bene, lo ammetto: ci abbiamo preso gusto. Il giornalino, da progetto di italiano, è diventato orgoglio e identità, mentre continua ad essere un eccezionale strumento didattico su molti versanti.
E allora, eccoci qui, per il secondo anno in questa redazione, che è pronta ad accogliere anche un paio di altri redattori della scuola. Le rubriche si arricchiscono di contenuti nuovi, lo stile si fa via via meno acerbo e i ragazzi possono mostrare se stessi e il loro mondo, con i loro occhi e dedicandosi alle tematiche che più li interessano.
Il lettore potrà via via notare come questi ragazzi, nel frattempo, crescano, evidenziando commenti e pensieri più maturi.
L'importante, alla fine, è imparare a leggere la realtà applicando uno spirito critico, e saper esprimere sempre un'opinione sulle cose, liberi dalla gabbia della comoda passività di fronte allo schermo.
foto creata con IA.
di Vittoria Martini e Angelica Anna Sartor; reporter: Samuele Selimaj, Serena Mustafaj, Alessia Sponchiado
Buongiorno, gentili lettori del Martini News, questo articolo nasce dalla collaborazione di molti dello staff, e siamo certi che soddisferà le curiosità di tanti.
Oggi vi parleremo dei Few Lights, la rock band nata qui nella nostra scuola, che è intervenuta al concerto di Natale del 21/12/2022 e che abbiamo intervistato in esclusiva per voi.
Dopo aver raccolto in classe tutte le nostre domande e curiosità, tre reporter hanno intervistato i musicisti ex-allievi della Martini, l'intervista è stata registrata e trascritta e adesso siamo pronti a raccontarvi quello che ne è emerso.
La band è nata quando i nostri musicisti oggi quindicenni Samuel, Marco, Gabriele e Lorenzo stavano attraversando l’avventura della seconda media (proprio qui alle Martini). Marco e Gabriele erano compagni di classe, mentre Samuel e Lorenzo erano entrambi in altre classi. L’indirizzo musicale a scuola, la passione, le prove settimanali e la loro amicizia di lunga data li hanno resi un gruppo musicale, che si è esibito in alcune occasioni scolastiche alla fine dell’anno scorso (festa di inaugurazione della Galleria Martini LaFamosa e concerto di fine anno), con grande soddisfazione di pubblico.
Chi sono i nostri protagonisti? Samuel, ciuffo lungo sempre un po’ davanti agli occhi, è appassionato, intenso e impossibile da tenere fermo. Guai a nominargli la trap. Marco, sicuro di sé e posato, ha sempre la risposta pronta e un sorriso a mezza bocca. Eccelle in molte attività e suona diversi strumenti. Gabriele, capelli ricci lunghi e fisico da rugbista, è riflessivo, curioso e dedito al suo sport preferito: la dormita in lungo. Lorenzo, sguardo vispo e bacchette sempre alla mano, è silenzioso e osservatore, ma sa bene il fatto suo. Pare che gli sia impossibile stare fermo sentendo un ritmo. Durante la lunga intervista condotta dai nostri reporter, abbiamo scoperto che hanno in comune la passione per il cibo (tutto, purché sia commestibile), il colore nero (ovviamente, perché fa rock), ma anche sogni e speranze, che per qualcuno contemplano solo la musica e per qualcuno vanno insieme alla passione per le tecnologie informatiche, che stanno studiando alle superiori.
Ma cerchiamo di conoscerli meglio attraverso alcune domande a cui hanno risposto:
Che canzoni avete fatto?
Samuel: Siamo partiti due anni fa a fare canzoni dei Green Day, io, Lorenzo e Samu. Dopo un po' è arrivato anche Gabri e abbiamo iniziato a spaziare un po', tra cover e canzoni nostre.
Marco: All'inizio provavamo in una vecchia saletta, che era ancora l'ufficio attuale del papà di Lorenzo, poi abbiamo preso un ex-ufficio che è diventato la nostra saletta attuale, insonorizzato e lì ci troviamo circo una volta alla settimana, di domenica a provare canzoni nostre...
Samuele: E soprattutto cercare di finire di scrivere canzoni nostre, visto che vengono in mente a caso, vengono registrate e poi ci si dimentica.
Gabriele: Sì, infatti c’è una canzone su cui lavoriamo circa da un anno.
Samuele: Poi c’è una canzone che abbiamo scritto d’estate io e Marco, un po’ come intermezzo…
Siete su Youtube?
Marco: Sì, ma è un po’ preso male il canale, siamo io e Gabri che stiamo cercando di trovare un modo di registrare, in modo che si capisca la canzone e abbia un minimo di qualità per caricarlo su Youtube; e poi metteremo dei pezzi su Instagram e altri social. Noi per ora abbiamo caricato solo un video fatto malissimo mentre stiamo suonando una cover di American Idiot.
[Sono obiettivi perché ammettono che a volte le loro canzoni non vengono sempre bene.]
Chi è il Frontman tra voi?
Lorenzo: Si potrebbe dire Marco, perché è il cantante.
Gabriele: Marco sarebbe quello su cui per più tempo viene posto lo sguardo, perché principalmente, quando facciamo i concerti, lui è posizionato davanti al pubblico, però Samuel nei momenti di assolo è l’anima del palcoscenico.
Samuel: Però non ce n'è uno davvero… Alla fine non abbiamo un’esperienza tale per cui possiamo dire che uno è più importante dell’altro, siamo una band molto unita. Lorenzo, per dire, per quanto bravissimo non riuscirebbe a suonare la chitarra, io la batteria e Gabriele il piano; è per questo che siamo una band.
Marco: Io suono vari strumenti, ma principalmente sono la voce. Tutto serve ma ognuno fa meglio il suo, insomma.
Quanti anni avete?
Gabriel: Io e Samuel tra poco ne facciamo 15, Marco ad agosto 14 e Lorenzo a settembre 14.
Lorenzo: Sono il più giovane, sì...
Samuel: E io il vecchio...
Ma dicono che con la maturità crescano le capacità artistiche, perché hai più cose da raccontare...
Samuel: Beh, sì, è vero.
Gabriele: Io ho fatto 6 anni di chitarra classica e mi è servita come esperienza per suonare la chitarra elettrica.
Tutti voi avete un’esperienza così lunga con la musica?
Samuel: Io ho iniziato in prima media con la chitarra classica, e adesso suono la chitarra elettrica da 2 anni, ma in casa c’è sempre stata la musica.
Gabriele: io invece ho un'esperienza particolare. In casa ho sempre avuto un basso che era di mio padre. Non sapevo cosa fosse: per me era uno scrigno da non poter mai toccare. Quando ho saputo che c’era una band, e mi avevano chiesto di unirmi a loro, mio padre mi ha detto: -Ho questo basso, tieni!-. Quindi non ho mai preso lezioni… So qualche cosa di teoria, ma veramente il minimo.
Lorenzo: Io suono la batteria da sempre.
Marco: Lui suona da 14 anni, e ha 14 anni. Praticamente ha iniziato col biberon... Io suono e canto, anche io ho fatto il musicale ma la musica per me è una cosa seria da sempre.
Da quanto suonate insieme?
Gabriele: Da circa due anni. Inizialmente eravamo in tre, io ero il primo che accettò di suonare con loro, ma non andavo mai alle prove per pigrizia. Poi col tempo siamo diventati grandi amici, ci consideriamo come una famiglia.
Samuel: Io all’asilo odiavo Lorenzo, ma poi è cambiato tutto. Io e Marco alle elementari volevamo fare un concerto, ma non c’è stato concesso. Poi quando volevamo fondare la band abbiamo avuto la stessa idea che avevamo avuto anche alle elementari, praticamente insieme, e ce lo siamo detti lo stesso giorno. Poi a rugby ho conosciuto Gabriele… Il gruppo è nato un po’ così.
Cosa vi spinge a dare il massimo sul palco?
Marco: una cosa che mi è piaciuta tantissimo è stata quando siamo tornati per la prima volta dal concerto di fine anno l’anno scorso. Alla fine del concerto ci eravamo riempiti di fan tra genitori e ragazzi, che ci acclamavano come pazzi. Non ce lo aspettavamo.
Samuel: Concordo, queste esperienze ti fanno sentire fiero e felice dell’impegno che ci mettiamo. Hai una soddisfazione personale quando riesci ad ottenere i tuoi obiettivi. Ma quando riesci a far sentire la tua arte a molte persone ti da una soddisfazione che puoi capire solo tu...
Dove vorrete esibirvi da grandi?
Samuel: Wembley. Bisogna sempre sognare in grande!
Marco: alla sagra della salsiccia mi va benissimo
Siete mai riusciti a ottenere un ingaggio con una proposta di pagamento?
Samuel: lunedì scorso, mentre eravamo qui (alle Martini) per le prove generali, sono venuti una signora e suo marito che cercavano dei giovani musicisti che non facessero addormentare il pubblico. C’è un evento in autunno al teatro Del Monaco e serve qualcuno che animi un po’ la serata ma che sia coinvolgente con il pubblico, perciò ci hanno sentito e ci hanno chiesto se siamo disponibili.
Marco: Dovremmo suonare a Conegliano verso primavera (insieme ad altre band) e in Friuli più avanti, ma lì è una specie di festival, non pagano.
Partecipereste a un concorso?
Marco: Sì. Ma non per i soldi o il premio. Il soldi sono un in più, un mezzo, che viene dopo… Ma lo fai per il pubblico, per farti conoscere…
Cosa vorreste fare da grandi? Solo suonare?
Samuel: Io e Marco suonare, sicuramente. Abbiamo scelto il liceo musicale per questo.
Marco: Confermo. Non ci sono opzioni B.
Gabriele: Qualcosa che a me e Lorenzo piacerebbe tantissimo, ed è da un bel po’ che vorrei fare, è l'informatico programmatore. Una cosa bella è che puoi farla ovunque, basta avere un pc. Vorrei mettere insieme due passioni così.
Lorenzo: Io, oltre che alla musica, mi sono appassionato un po’ alla parte elettronica. Mi è piaciuta nel tempo, diciamo. Durante la quarantena si stava a casa e la tecnologia c’era la maggior parte del tempo. Però a me non piace programmare, anche se poi vado a fare elettronica a scuola…
Gabriele: Programmare è ripetitivo e a volte basta un errore minuscolo e ti fa impazzire… Ho fatto un concorso di programmazione con C64, che poi ho vinto, e uno 0 al posto della O, il punto e virgola al posto della virgola mi hanno tolto il sonno... Devi essere bravo per farlo, ma anche paziente.
Praticate qualche sport?
Samuel: Netflix vale?
Lorenzo: Pattinaggio artistico.
Gabriele: Rugby, da 9 anni.
Marco: Anche io ho fatto 9 anni di Rugby, 9 anni di nuoto, 2 anni di calcio.
Samuel: Io ho fatto break dance per 3 anni.
Gelato, pizza o sushi?
Marco e Lorenzo: Va bene tutto, dipende.
Samuel: Pizza.
Gabriel: Sushi a pranzo con gli amici, pizza la sera, poi gelato. di solito ci troviamo noi la sera a mangiare la pizza assieme, tipo le tartarughe ninja.
Beh… Wow…!
Ci viene la pelle d’oca quando pensiamo a tutto l’impegno che ci mettono questi ragazzi ancora oggi. Conciliare questa passione con la scuola e tutti gli impegni della vita quotidiana non dev’essere facile. Grazie alla loro unione, poi, si è formato un legame di amicizia indistruttibile. Questo ci mostra anche che a volte la scuola è un luogo di incontri davvero preziosi, durante i quali possiamo scoprire e mettere insieme dei talenti!
Alcuni dei nostri compagni di classe hanno avuto l’occasione di poterli ascoltare dal vivo, proprio nell’aula Magna della scuola Martini. Sono molto bravi e ce la mettono tutta per esprimere quello che hanno dentro. E allora gli auguriamo in bocca al lupo, sperando di risentirli presto!
Spero che questo articolo vi sia piaciuto. Seguite i Few Lights!
di Emma Mattiuzzo e Serena Mustafaj
Il 20 marzo 2023 la classe 1°C della scuola Martini è andata in gita nel centro di Treviso per vedere gli affreschi della città.
C’era una guida che ha condotto la classe all’interno della chiesa di San Francesco e ha spiegato la storia di Treviso, dopo è stato proposto un gioco e ha messo a disposizione degli oggetti da raccogliere; alcuni servivano per formare un affresco. Dopo di che, il gruppo è andato a vedere la Loggia Dei Cavalieri.
Sono stati mostrati anche lì degli affreschi ed è stato spiegato che la Loggia è stata per metà ricostruita perché era stata bombardata per metà durante la seconda guerra mondiale. Poi è stato proposto una specie di giochino in gruppo, consisteva nel trovare il posto indicato da un pezzetto piccolo di carta con una piccola parte della Loggia.
Mentre la classe tornava a scuola, si è fermata a prendere un gelato.
fonti:urly.it/3_n7r urly.it/3_n7s
di Emma Mattiuzzo e Serena Mustafaj
I primi di marzo, degli alunni della scuola Martini sono andati fuori dalla scuola per fare una gara di nuoto alla piscina di Selvana. Gli alunni sono partiti alle meno cinque alle otto meno cinque e si sono diretti verso Selvana per la gara. Dopo essere arrivati hanno aspettato per qualche minuto e poi sono entrati negli spogliatoi e si sono preparati.
Sono andati in piscina e si sono allenati prima che iniziasse la competizione, verso le nove è iniziato tutto.
Per prime hanno gareggiato le ragazze con lo stile libero (50 m), poi i maschi hanno fatto la stessa cosa. Dopo di che le ragazze hanno iniziato a fare dorso, quando le ragazze hanno finito i cinquanta metri, hanno iniziato i ragazzi; dopo le ragazze hanno iniziato a fare il delfino e dopo la rana, stessa cosa anche i maschi.
Quando è terminata la gara i ragazzi e le ragazze sono andati agli spogliatoi e dopo ci sono state le premiazioni.
Per i ragazzi e le ragazze é stato molto faticoso ma divertente.
RISULTATI RAGGIUNTI:
2° posto squadra maschile di staffetta
5°posto squadra femminile
Fonti: urly.it/3_n7v
di Matteo Bolzan
Ognuno è un genio.
Ma se si giudica un pesce
dalla sua abilità
di arrampicarsi sugli alberi
lui passerà tutta la sua vita
a credersi stupido.
[Albert Einstein]
Il nostro cervello è unico come un'impronta digitale, e per quanto sembri uguale ad un altro, ognuno funziona in modo diverso.
Abbiamo punti di forza e di debolezza. Vediamo il mondo in modi diversi e uno di questi si chiama dislessia.
Un dislessico può confondere le lettere (ad esempio q, p, d, b), leggere lentamente, non ricordarsi come si scrive una parola, vedere le lettere "ballare", confondere la destra dalla sinistra, non ricordare le sequenze, necessitare di più tempo per trovare la parola giusta e avere poca memorria.
La dislessia è un modo diverso per elaborare le idee, ad esempio un dislessico è molto bravo a visualizzare schemi, risolvere problemi, smontare cose e capire come funzionano per poi rimontarle e immaginare oggetti.
Molti dislessici sono diventati famosi per le loro capacità speciali: grandi scienziati come Albert Einstein, imprenditori come Steve Jobs, cantanti come Mika, geni come Leonardo da Vinci, creatori come Walt Disney e tanti altri.
Questo non vuol dire che ogni dislessico è un genio, ma molti geni sono dislessici.
Ho posto alcune domande alla Dott.ssa Paola Bellato di Liberamente Onlus:
Cosa si può consigliare ad un ragazzo dislessico che ha difficoltà nello studio?
“Quando ti senti disorientato o in confusione, fermati un attimo e pensa che anche questo fa parte di te e ti rende speciale. Basta solo trovare le strategie giuste per iniziare a “volare”.
Ma come si trovano queste strategie?
"Le strategie sono nascoste da qualche parte e piano piano vanno scovate. Come si può fare? Noi a Liberamente crediamo che sia importante capire come funziona la propria mente e che esistono tanti tipi di intelligenze. Insieme lavoriamo per stimolare nei bambini e nei ragazzi il piacere di imparare anche collegando concetti che servono a scuola ad esperienze della vita di tutti i giorni."
Mika, un cantante famoso, da piccolo ha avuto molti problemi a scuola per causa della dislessia, ma poi ha trovato la sua strada nella musica.
Mi è piaciuto ciò che ha detto in una intervista: "L'idea della normalità è un'illusione totale, la normalità non esiste! Ognuno di noi ha delle particolarità che dobbiamo sviluppare e difendere. È importante incontrare persone che credono in noi e le difficoltà possono essere superate. Sembra un problema che non può essere sistemato, ma non è così; c'è sempre una soluzione".
Molti dislessici hanno cambiato il mondo.
Guarda la dislessia con occhi diversi.
Per chi volesse cercare maggiori informazioni, vi consiglio di seguire Giacomo Cutrera, un dislessico ora laureato in ingegneria. Ha scritto un libro "IL DEMONE BIANCO", che si può scaricare GRATIS.
INFO: Un film molto bello sull'argomento si intitola STELLE SULLA TERRA (film completo disponibile su YouTube).
Fonte: Guarda la dislessia con occhi diversi! -Versione italiana di "See Dyslexia Differently"
INFO: Pagina facebook Liberamente Onlus:
https://www.facebook.com/associazioneliberamenteonlus
Fonti: Mika: "Problemi a scuola ma c'è sempre soluzione". Il suo messaggio e il commento del Prof.Stella (video su YouTube)
di Fabio Tottolo
Alle Martini ci sono tantissime cose da fare, non ci si annoia mai.
Si potrebbe scegliere la classe tecnologica per imparare e divertirsi allo stesso tempo, peccato però per chi vuole fare francese tecnologico: non lo può fare perché al posto del francese c'è tedesco; se non fa per te e se si vuole diventare il nuovo Mozart si può sempre scegliere la classe musicale.
Essendo una scuola importante a Treviso si può fare anche il trilinguismo per chi vuole andare a lavorare all'estero: si studiano infatti il francese, lo spagnolo e l'inglese.
Oppure se queste attività non ti ispirano si può sempre scegliere l'indirizzo classico a impronta teatrale.
Novità
Per chi vuole scoprire altre attività oltre a quelle scolastiche, si possono fare molti laboratori, tra cui:
Robotica, stampante 3D, Photoshop, spagnolo, Trinity…
Oltre ai progetti extrascolastici ci sono anche le gite, ad esempio 3 volte all'anno si può andare a teatro a vedere degli spettacoli mozzafiato, si va se si vuole anche a sciare nelle bellissime Dolomiti, si va in gita al Dragon Boat di Treviso…
Partecipanti
Oltre alle gite e alle attività ci sono i professori e i ragazzi.
I professori sono molto gentili e dosano bene i compiti, i ragazzi sono molto simpatici e accoglienti, sono anche un po' timidi ma dopo averli conosciuti bene sono molto euforici.
Ecco perché bisognerebbe venire alle Martini!
(ci sono anche le caramelle)
Fonti: urly.it/3_n7z
della prof.ssa Gessica Indorato
Un po' per caso e un po' per passione, è partito quest'anno un progetto di classe all'insegna della scrittura giornalistica nella 1C delle Medie dall'Istituto Martini. Si tratta di una classe a indirizzo 4.0, con la quale ho prediletto un approccio alla scrittura, alla lettura e all'informazione che coinvolgesse spesso la tecnologia informatica.
Ben presto, gli alunni hanno imparato a scrivere un articolo di giornale, a commentarne e/o correggerne uno, a individuare notizie e fonti attendibili e a scrivere una loro opinione su di essi.
In seguito, abbiamo scoperto i vari ruoli necessari all'interno di una redazione: il reporter a caccia di informazioni, il grafico attento anche alla privacy, il correttore di bozze e l'indiscusso Direttore del giornale, onnipresente ad ogni passaggio, guida, attento a mantenere una linea coerente nonostante le molte rubriche sorte e le differenze di stile tra i vari redattori.
Il risultato è questo giornale digitale, fluido e colorato come la nostra società, divertente e curioso come i nostri alunni, ma anche intenzionato a raccontarci e a raccontare la nostra scuola e il nostro mondo con i nostri occhi.
Le rubriche sono accessibili dai menù in alto (per chi usa un PC) o dal menù ad hamburger in alto a sinistra (per chi usa un dispositivo mobile).