Gennaio 2026
PERICOLO ESTINZIONE PER LE TARTARUGHE MARINE!
Da almeno trent'anni le tartarughe marine sono costrette ad affrontare le minacce causate dalle azioni e dal comportamento delľ uomo. Vengono incastrate, ad esempio, da reti da pesca abbandonate in mare con le quali potrebbero addirittura trovare la morte! Le tartarughe, molto spesso, scambiano la plastica presente nei mari per meduse o per qualcosa di commestibile e così possono soffocare!! Oltre a questo inquinamento, c'è anche ľ inquinamento luminoso che disorienta le piccole tartarughe, le quali non riescono a raggiungere il mare. C'è anche ľ inquinamento nelle spiagge dove ci sono i rifiuti che ostacolano le tartarughe femmine durante la nidificazione o le tartarughe appena nate che vanno verso il mare. Inoltre, ľ uomo scatta foto alle tartarughe e questo potrebbe dar loro fastidio! Ci sono sostanze tossiche come le PoPs che danno fastidio alle tartarughe e creano alti livelli di inquinamento. Specialmente in Calabria,Puglia,Toscana,Lazio e Basilicata ci sono tantissimi rifiuti abbandonati nei mari! Oltre il 52% delle tartarughe globali soffrono per l'inquinamento; e nel Mediterraneo si accumulano ogni anno 3.760 tonnellate di rifiuti che fanno morire migliaia di tartarughe!!!
Oggi, 27 gennaio 2026, Giornata della Memoria, in classe abbiamo visto un film di animazione su Anne Frank: “Anne Frank e il diario segreto”.
Questo film è stato realizzato da Ari Folman nel 2021, in Belgio, Francia, Israele, Lussemburgo e Paesi Bassi.
La protagonista è una ragazza di nome Kitty, che dice di essere l’amica immaginaria di Anne Frank. Kitty vive solo se il diario è con lei, ma finché si trova nel museo (la Casa dei Frank) rimane invisibile. Si risveglia con il look e i vestiti degli anni ’40, come “amica immaginaria” di Anne.
Il suo obiettivo è scoprire che fine ha fatto Anne Frank, quindi chiede informazioni ai poliziotti. Un poliziotto si accorge che ha rubato il diario, così Kitty decide di cambiare look. Durante uno spettacolo teatrale su Anne Frank, però, Kitty interrompe la recita perché ricorda che Anne aveva detto un’altra cosa. Gli altri si accorgono così che lei è la ladra del diario.
Un altro obiettivo di Kitty è quello di non far cacciare i rifugiati da Amsterdam; altrimenti avrebbe bruciato il diario. Alla fine il bus che doveva portarli all’aeroporto cambia programma e li porta in varie case.
Il diario di Anne Frank venne scritto a partire dal suo tredicesimo compleanno fino a pochi giorni prima della sua deportazione ad Auschwitz, il 3 agosto 1944. L’ultima pagina del diario è datata 1º agosto 1944. Nel marzo del 1945 Anne Frank morì di tifo.
Otto Frank, il padre di Anne Frank, scoprì il diario quando tornò a casa da solo, come unico superstite di Auschwitz. Dopo averlo trovato, lo pubblicò in due versioni: la prima è quella originale, la seconda è quella riscritta da Otto Frank.
G.L., E.M., K.F., B.R., classe II D Primo Levi
Ieri a scuola, per la Giornata della Memoria, abbiamo visto un film di animazione ricordando Anna Frank che si intitola “Anna Frank e il diario segreto”; è stato diretto da Ari Folman e creato nel 2021.
Anna Frank era una ragazza di 13 anni a cui, per il compleanno, i genitori regalarono un diario. Lei inventò un’amica immaginaria, Kitty, alla quale raccontava tutto quello che succedeva ogni giorno. Kitty prendeva vita quando Anna apriva il diario.
Anna aveva paura di essere scoperta da un momento all’altro e catturata con i suoi cari, ed era innamorata di Peter, il figlio dei Van Pels.
Il film di Anna Frank è molto drammatico perché fa capire come erano trattati gli ebrei 90 anni fa e come soffrivano.
Kitty poi scoprì che Anna era morta in un campo di concentramento. Lei vide la lapide di Anna e Margot, si mise a piangere e a un certo punto scomparve per sempre.
Il film su Anna Frank ci ha colpito, ci ha fatto pensare che è incredibile che una ragazza così giovane, anche vivendo nascosta e con tanta paura, abbia potuto scrivere un diario così pieno di speranza e voglia di vivere. Nel film ad Anna erano intitolati un ponte, una scuola e un teatro; nel nostro Istituto uno dei plessi è dedicato a lei.
Di S.S. e D.E., classe II D
Il Diario di Anna Frank, scritto tra il 1942 e il 1944, è la testimonianza autobiografica di una tredicenne ebrea tedesca nascostasi con la famiglia ad Amsterdam per sfuggire ai nazisti. Nelle sue pagine, indirizzate all’amica immaginaria Kitty, Anna racconta la vita in clandestinità, le paure e la maturazione personale fino all’arresto.
Ecco i dettagli principali sulla ricerca del Diario di Anna Frank:
● Contesto e trama: Anna, trasferitasi in Olanda con la famiglia nel 1933, iniziò a scrivere il diario nel giugno 1942 per il suo tredicesimo compleanno. A luglio la famiglia si rifugiò in un “alloggio segreto” dietro la ditta del padre, Otto Frank, a causa delle deportazioni naziste. Il diario descrive la convivenza con la famiglia Van Daan e il dentista Dussel, la paura della cattura, la fame e il legame con Peter.
● Significato storico: Il diario è una delle testimonianze più potenti e lette dell’Olocausto, rappresentando la voce delle vittime. Offre uno spaccato intimo della persecuzione, evidenziando il rapido passaggio di Anna dall’adolescenza all’età adulta.
● Pubblicazione e versioni: Anna morì nel campo di concentramento di Bergen-Belsen nel 1945; il padre, Otto Frank, unico superstite, trovò il diario e lo fece pubblicare nel 1947. Esistono due versioni autografe: la versione A (originale) e la versione B (riscritta da Anna in vista di una possibile pubblicazione dopo la guerra).
● L’ultima annotazione: L’ultima pagina del diario porta la data del 1° agosto 1944, pochi giorni prima dell’arresto, avvenuto il 4 agosto, a seguito della scoperta del rifugio.
● Il luogo: Oggi l’alloggio segreto ad Amsterdam è diventato un museo noto come la Casa di Anne Frank.
Il diario rappresenta un pilastro della letteratura memorialistica sulla Shoah, fondamentale per la memoria storica.
Questo film parlava della vita di Anna Frank, che era una ragazzina come tutti noi.
La sua passione era la scrittura e nel suo diario si rivolgeva a una ragazza, la sua amica immaginaria di nome Kitty.
Mi ha colpito molto il fatto che per tanto tempo lei si sia dovuta nascondere dai nazisti insieme alla sua famiglia.
Per molto tempo vissero nascosti in un posto segreto dietro una libreria; ma dopo due anni furono scoperti.
Appena catturati furono caricati su un treno e trasportati nel campo di concentramento di Auschwitz. All’arrivo la famiglia Frank fu divisa e le figlie furono separate dai genitori. Le ragazze furono mandate in una zona più pericolosa dei genitori e dopo poco tempo morirono entrambe a breve distanza.
Finita la guerra il padre era sopravvissuto e pubblicò il diario di sua figlia, per far capire la tragedia vissuta a quei tempi.
Questo film mi ha fatto riflettere moltissimo sulla tragedia dello sterminio degli ebrei e su quanto una persona possa essere crudele verso gli altri.
Ho capito che è importante rispettare tutti e che nessuno deve essere discriminato per colore della pelle o religione.
Inoltre mi ha colpito molto il fatto che Anna, anche nel momento della difficoltà, abbia continuato a inseguire la sua passione per la scrittura. Infatti Margot era un po’ “gelosa” di questa cosa, perché Anna riusciva a sdrammatizzare anche nei momenti più difficili.
Questo film mi ha lasciato un importante insegnamento.
L.R., classe II D
Basta violenza!
I FEMMINICIDI STANNO AUMENTANDO
MA LE DONNE INSIEME STANNO PROTESTANDO.
ERI IN SILENZIO E CONTINUAVI A SOFFRIRE ,
CON IL DOLORE CHE CONTINUAVI A SENTIRE.
GLI UOMINI TI CONTINUAVANO A MALTRATTARE
MA TU LO CONTINUAVI A SOPPORTARE.
TU NON CAPIVI CHE TI STAVA USANDO
E LA TUA VITA STAVA CONTROLLANDO .
TU, DONNA, DEVI REAGIRE
E QUELLO CHE SUCCEDE DEVI CAPIRE!
PER COLPA DI UN UOMO LA TUA VITA STA CAMBIANDO
E LA TUA DIGNITA’ SI STA SACRIFICANDO.
SE UN DOMANI NON RISPONDI ALLE CHIAMATE,
LE SUE MANI SARANNO INSANGUINATE...
OGNI DONNA VA RISPETTATA,
VA DIFESA E VA ASCOLTATA!
G.A., F. A., Classe II A
Sintesi delle riflessioni degli alunni della classe II B
Tutto è iniziato a Wuhan in Cina con i primi casi di Covid-19; pian piano il temuto coronavirus si è diffuso in tanti altri paesi ed è arrivato anche in Italia; a Marzo dello scorso anno davanti al televisore abbiamo ascoltato l’annuncio del Presidente del Consiglio…. a causa di questa pandemia in tutta Italia eravamo in lockdown, in zona rossa, ovvero chiusura forzata, si poteva uscire solo per fare la spesa, con lunghe file ai supermercati, e in caso di necessità (visite mediche, ecc.). C’erano molti infettati; molte persone finivano in terapia intensiva e i dottori lottavano ogni giorno per salvare le vite dei loro pazienti. Dai balconi si gridavano frasi di speranza e di motivazione: “Andrà tutto bene”. Poi la dad: con le scuole chiuse le lezioni si facevano a distanza, per vederci e parlare facevamo le videochiamate, non abbiamo potuto più fare uscite nè il camposcuola. Inizialmente eravamo quasi contenti per i giorni in cui non si andava a scuola, per la novità nella didattica e con le videolezioni ma poi volevamo rivedere i nostri amici e parenti, ci siamo resi conto che prima del coronavirus era tutto normale: uscire, fare sport, andare al cinema o festeggiare tutti insieme un compleanno con gli amici, viaggiare, fare una passeggiata al primo sole di primavera…. poi con la pandemia ci è venuta a mancare quella libertà così preziosa che davamo per scontata. La situazione metteva ansia e paura un po’ a tutti, la gente doveva igienizzare spesso le mani, stare con la mascherina e il distanziamento, era triste non vedere le persone in faccia e non poterle abbracciare; col tempo è diventato quasi normale, ma quando cresceremo questo periodo certamente rimarrà impresso nella memoria e anche nella storia. Non si pensava che ci sarebbero stati tutti questi cambiamenti, la vita di oggi non è più come quella di ieri, ma non si può prevedere l’imprevedibile, giusto?
Gradualmente hanno ricominciato ad aprire: negozi, ristoranti, centri commerciali, palestre, teatri, cinema…. In estate si è potuto andare al mare e in vacanza rispettando le norme e indossando le mascherine nei luoghi al chiuso, usciti dal lockdown viviamo le nostre giornate con un po’ più di leggerezza. Sono riprese le attività scolastiche in presenza, abbiamo nuove regole, è stato bello ritrovarci coi compagni e i professori. La scienza ha continuato a indagare sulle cause del virus e ha sperimentato i vaccini e speriamo tutti in una cura per sconfiggere questo nemico invisibile. In confronto allo scorso anno anche se siamo ancora in emergenza sanitaria con molti casi al giorno ci sentiamo più fiduciosi, speriamo che presto usciremo da questo incubo, più forti. Anche se sembra difficile, non significa che è impossibile! Non dobbiamo abbatterci ma stringere i denti e affrontare l’emergenza il più possibile con serenità, ottimismo e con l’energia che caratterizza noi giovani, cercando di non disperdere quello che abbiamo imparato da questa situazione difficile, soprattutto il valore della libertà e che “tutti insieme si vince”.