A cura degli alunni della 3 A
Proprio nel giorno del suo 80° compleanno, all'alba del 2 novembre 2020, ci ha lasciato Gigi Proietti, a causa di un arresto cardiaco che lo aveva colto il giorno precedente nella clinica romana "Villa Margherita", dove era ricoverato dal 17 ottobre a seguito di un aggravamento delle sue condizioni di salute per una grave cardiopatia. Al suo fianco aveva la compagna Sagitta e le sue figlie Susanna e Carlotta. Fuori dai cancelli d'ingresso dell'ospedale dove era ricoverato ci sono tanti biglietti e fiori, gli omaggi lasciati dai romani.
La macchina con la sua bara ha raggiunto il Globe Theatre, da lui creato nel verde di Villa Borghese, in ricordo di tutti gli spettacoli a cui lui ha partecipato,alla presenza di molti suoi colleghi e allievi. L'ultimo saluto nella Chiesa degli artisti in Piazza del Popolo, a Roma; a causa dell'emergenza COVID-19 non hanno potuto partecipare in presenza moltissime persone. Il funerale e il corteo funebre si sono tenuti giovedì 5 novembre, coperti da una diretta televisiva per permettere a tutti i suoi fans di dargli l'ultimo addio. La sindaca di Roma,Virginia Raggi, ha proclamato il lutto cittadino per il giorno delle esequie. Dopo il funerale i romani hanno proiettato sui monumenti le sue foto. In seguito alla cremazione avvenuta presso il Cimitero Flaminio, le sue ceneri sono conservate, come da suo desiderio, nel cimitero acattolico degli inglesi di Roma.
É lunghissima la lista di messaggi di cordoglio alla famiglia da parte del mondo della cultura e della politica. Nessuno ha mancato di lasciare il proprio omaggio al grande attore. E già si pensa a uno spazio da dedicare alla sua memoria. “Siamo chiaramente molto vicini alla famiglia, agli amici e a tutti quelli che gli volevano bene" ha detto la sindaca Raggi. «Gigi sarà ricordato come merita», assicurano le fonti vicine alla famiglia, «Roma perde una parte della sua anima». «Te possino Mandrà... proprio oggi?», scrive Enrico Montesano, "Er Pomata", che con Proietti fu interprete di uno dei film più celebri “Febbre da Cavallo”, diventato cult-movie… Dal mondo dello spettacolo a quello dello sport e della politica sono centinaia i messaggi in ricordo di Proietti. «Oggi ci lascia un attore gigantesco», così dice su Facebook Carlo Verdone. «Sul palcoscenico tra i migliori se non il migliore. Enorme presenza scenica, maschera da attore dell'antica Roma, tempi recitativi sublimi. Era un volto che rassicurava che l'identità di questa città ancora vive. Discepolo di Ettore Petrolini, forse più volte ha superato il suo maestro. Autorevolezza, cultura, generosità e umiltà. Questo era Gigi Proietti» conclude l'attore.
«Con Gigi Proietti non se ne va non solo uno dei volti più amati dal pubblico, ma anche uno straordinario protagonista della nostra cultura. Proprio nel giorno del suo compleanno ci lascia un genio dello spettacolo che ha saputo divertire e commuovere milioni di italiani. La sua scomparsa addolora tutto il Paese». Così il premier Giuseppe Conte su Facebook. «È stato un grande artista, un grande amico, un grande maestro: è stato tutto, un attore totale, enorme, di una grandiosità pazzesca». È commosso Pippo Baudo nel ricordare Gigi Proietti: «Raccoglieva tutto il massimo che un artista può avere: cantava, ballava, raccontava bene, sapeva coniugare il classico e il leggero. E anche quando raccontava una barzelletta, ne faceva una commedia». Negli anni, racconta Baudo, «l'ho visto recitare malato, con la febbre altissima: la scena lo ingigantiva, lo trasformava. È tipico dei grandi avere momenti di tristezza, di malinconia... ma quando si accendono le luci, partono». Nel 1972 Baudo volle Proietti con lui a Canzonissima: «Lo avevo visto in “Alleluja brava gente”. Lo invitai, si alternava con Monica Vitti: dietro questi nomi c'è un mondo», sospira il conduttore. Baudo ricorda il successo di “A me gli occhi please”: «Fu il primo one man show, in scena al teatro Tenda di piazza Mancini. Partì moscio, poi bisognava fare a cazzotti per entrare. Come i vecchi teatranti, Proietti tirava fuori dal baule i suoi personaggi, che diventavano spunto per i suoi sketch e che oggi sono patrimonio della gente. Uno su tutti? Toto e la saùna..., un capolavoro».
Ma chi era Gigi Proietti?
Gigi Proietti all’anagrafe Luigi Proietti, è stato un artista versatile: attore, comico, regista, conduttore televisivo, cantante, direttore artistico, doppiatore... Nato a Roma, una città che in qualche maniera lo rappresenta, una città di cui continua a rappresentare gli umori e la memoria.
Dopo essersi diplomato al liceo ginnasio decise di prendere la facoltà di Giurisprudenza alla Sapienza, ma a soli sei esami dalla laurea decise di lasciarla perché capì che non era quello che voleva fare nella vita. Appassionato di musica sin da bambino nel tempo libero suona vari strumenti e inizia ad esibirsi come cantante nelle feste studentesche, nei bar all'aperto, e, successivamente, nei night-club più celebri della capitale. I personaggi della Roma dell'epoca sono stati di forte ispirazione per lui.
Inizialmente Gigi non aveva un grande interesse per il mondo del teatro, però si iscrisse al Centro Teatro Ateneo dove fu allievo di grandi volti dello spettacolo. Lasciò del tutto Giurisprudenza e iniziò a frequentare il corso di mimica del Centro universitario teatrale tenuto da Giancarlo Cobelli, che notò fin da subito le sue qualità. Le sue giornate erano molto piene: la mattina seguiva le lezioni, il pomeriggio provava all’ Ateneo e la sera cantava per locali, ma come diceva lui: “Mi diverto e mi pagano pure. È una pacchia”.
Gigi è considerato uno dei massimi esponenti della storia del teatro italiano; il suo spettacolo più popolare, uno show “leggendario” con i suoi esilaranti cavalli di battaglia, con numerosissime repliche e varie versioni è “A me gli occhi please”. Ebbe anche esperienze nel campo televisivo, al quale si dedicò in particolare tra la fine degli anni sessanta e l'inizio degli anni settanta. Verso la fine degli anni settanta ha aperto il Laboratorio di esercitazioni sceniche, che ha visto tra i suoi allievi numerosi personaggi divenuti poi volti noti dello spettacolo italiano. Ha recitato anche in diversi film di rilievo e ha raggiunto la consacrazione cinematografica nel 1976 con “Febbre da cavallo”.
Da un'idea di Gigi Proietti, dal suo amore per il teatro, dalla sua grande consapevolezza che portare Shakespeare ai giovani fosse fondamentale, un teatro “elisabettiano” è nato in epoca contem- poranea nel cuore di Roma. La realizzazione del Silvano Toti Globe Theatre - che oggi diventa Gigi Proietti Globe Theatre – è stata resa possibile grazie alla Fondazione Silvano Toti, associazione creata dalla famiglia Toti, in memoria del mecenate e imprenditore. Il Globe Theatre di Villa Borghese, sul modello dell’originale londinese, di cui Proietti era direttore artistico e che ripropone commedie e tragedie elisabettiane, ha intrapreso, ormai da 17 anni, un incredibile percorso. Per questo, a seguito della scomparsa di Gigi Proietti la sindaca di Roma Virginia Raggi ha comunicato l'intitolazione del teatro al mattatore romano.
Il ritratto-murales di Gigi Proietti appare sulla serranda del Teatro Brancaccio: un omaggio importante, poiché Gigi Proietti era molto legato a questo teatro. Nel 1978, insieme a Gabriele Lavia, lo aveva restaurato e riaperto, dando vita anche al Laboratorio di Esercitazioni sceniche dal quale sono usciti tanti artisti come Rodolfo Laganà, Paola Tiziana Cruciani, Enrico Brignano, Flavio Insinna, Gabriele Cirilli, Giorgio Tirabassi, Edoardo Leo… Dal 2001 al 2007 ne era stato, inoltre, direttore artistico e qualcuno, spera che, presto, anche il Brancaccio sia intitolato al grande Gigi.
E comunque solo Mandrake poteva nasce e morì lo stesso giorno…
Alunni della classe III A