ORCHESTRA DI FIATI CITTÀ DI FERENTINO
2 LUGLIO
Programma
1. Children’s of Sanchez
Autore: Chuck Mangione (Rochester, 29 novembre 1940 – in vita)
Anno di composizione: 1978
È la colonna sonora dell'omonimo film, vincitrice di un Grammy Award. Introduce il concerto con una scarica di energia pazzesca: un mix travolgente di sonorità jazz-pop ed epica strumentale, perfetto per esaltare subito la potenza della sezione ottoni dell'Orchestra di Fiati.
2. Giorni di festa
Un brano dal carattere spiccatamente celebrativo e brillante. Inserito all'inizio della scaletta proprio per richiamare lo spirito del Festival e la gioia della condivisione della musica dal vivo in una cornice estiva.
3. Amore lontanissimo
Antonella Ruggiero (Genova, 15 novembre 1953 – in vita) – Scritta con Roberto Colombo.
Anno di composizione: 1998
Presentata al Festival di Sanremo del 1998 (dove si classificò seconda), è una perla di rara eleganza melodica. L'arrangiamento per orchestra di fiati ricama un tappeto sonoro sofisticato che esalta la liricità delle linee melodiche.
4. Sing Sing Sing
Autore: Louis Prima (New Orleans, 1910 – New Orleans, 1978). Resa immortale da Benny Goodman.
Anno di composizione: 1936
È il manifesto assoluto dell'era dello Swing. Un brano ipnotico, guidato da un ritmo di batteria incalzante e da assoli graffianti dei fiati. Ha lo scopo di far "saltare sulle sedie" il pubblico, liberando tutta la verve jazzistica dell'organico.
6. La canzone dell'amore perduto
Autore: Fabrizio De André (Genova, 1940 – Milano, 1999)
Anno di composizione: 1966
Perché questo pezzo: Un pilastro della canzone d'autore italiana. De André scrisse questo capolavoro malinconico basandosi sulla melodia del *Concerto in Re maggiore per tromba* di Georg Philipp Telemann. Eseguirla oggi con un'orchestra di fiati è, in un certo senso, un meraviglioso ritorno alle sue origini classiche.
7. Per un'ora d'amore
Autore: Matia Bazar (Piero Cassano, Carlo Marrale, Aldo Stellita)
Anno di composizione: 1975
Perché questo pezzo: Uno dei primissimi grandi successi dei Matia Bazar. Ha un groove pop-funk irresistibile e sensuale. Dimostra la grande versatilità dell'orchestra, capace di passare dalla coralità classica al ritmo più moderno degli anni '70.
8. Solo tu
Autore: Matia Bazar (Piero Cassano, Carlo Marrale, Aldo Stellita)
Anno di composizione: 1977
Perché questo pezzo: Successo internazionale che scalò le classifiche persino in Francia e Spagna. Un brano pop accattivante, leggero ma strutturato su armonie vocali e strumentali nient'affatto banali, che l'orchestra reinterpreta con freschezza.
9. Caravan
Autore: Juan Tizol (Porto Rico, 1900 – Los Angeles, 1984) e Duke Ellington (Washington, 1899 – New York, 1974)
Anno di composizione: 1936
Perché questo pezzo: Uno dei "jazz standard" più famosi della storia. Ha un'atmosfera esotica, quasi mediorientale e misteriosa (portata dal trombonista Juan Tizol), che si fonde con lo swing di Ellington. Un banco di prova eccezionale per i colori e le sfumature timbriche dei legni e degli ottoni.
10. Il terzo fuochista
Autore: Testo di Massimo Venturiello (Roccadaspide, 1957), musica di Ruggiero Mascellino (Palermo, 1963). Portata al successo da Tosca.
Anno di composizione: 2007
Perché questo pezzo: Presentato a Sanremo 2007, è un brano fortemente teatrale e folk, dal ritmo travolgente che ricorda le atmosfere balcaniche e circensi. Racconta la storia del fuochista dei fuochi d'artificio, una figura poetica che si sposa divinamente con la tradizione delle feste popolari e delle bande/orchestre di fiati del centro-sud Italia.
11. Vacanze romane
Autore: Matia Bazar (Carlo Marrale, Giancarlo Golzi)
Anno di composizione: 1983
Perché questo pezzo: Il capolavoro assoluto dei Matia Bazar. Un elegantissimo contrasto tra synth-pop elettronico degli anni '80, melodie retrò che guardano al melodramma e un testo che fotografa una Roma nostalgica ed eterna. Chiudere il concerto con questo brano garantisce un impatto emotivo immenso sul pubblico.