LA TOSATURA
Di Chiara Paolini, Associazione Allevatori Pecora D'Ouessant, 2025
Le pecore d'Ouessant sono tra le pecore primitive le più piccole, ma hanno una lana densa ad alto volume. Sebbene alcune linee arcaiche possano perdere il vello naturalmente in primavera, come accade ai mufloni, la maggior parte delle pecore d'Ouessant deve essere tosata per restare in salute.
CHI TOSARE
- Tutti i maschi non nati nell'anno (non gli agnelli).
- Tutte le femmine non nate nell'anno (non le agnelle) sicuramente non gravide.
- Le femmine che hanno partorito da almeno 4 settimane.
Le femmine gravide, in questo periodo a fine gravidanza, si tosano solo a circa 4 settimane dopo il parto salvo rarissimi casi (eccesso di lana sporca che copre le mammelle o condizioni sanitarie particolari)
Gli agnelli, nati nell'anno NON si tosano.*
Le 4 settimane circa dopo il parto che sarebbe bene aspettare prima di tosare una pecora servono alla mamma per riprendersi dall'evento, avviare bene l'allattamento e il legame con l'agnello riducendo lo stress. Inoltre, poiché le mamme subiscono con la tosatura un cambiamento nell'aspetto e nell'odore, questo può confondere i piccoli per breve tempo, un agnellino più grande è in grado proseguire più facilmente il legame. Alcuni allevatori permettono all'agnello di assistere alla tosatura della mamma. L'evento può essere traumatizzante perché l'agnello non sa cosa le stia avvenendo, ma gli permette di "vedere" la trasformazione. In questo modo gli agnelli più maturi riconoscono immediatamente la loro mamma, senza problemi di distacco.
QUANDO TOSARE
Una sola volta all'anno, secondo le zone climatiche la tosatura si effettua da maggio a giugno, comunque prima del caldo estivo. Se per qualche ragione le pecore vengono tosate durante il periodo del picco solare estivo è buona norma evitare per alcuni giorni che siano esposte direttamente ai raggi del sole. Le pecore, come le persone, possono ustionarsi la pelle o andare incontro a fenomeni dermatologici di fotosensibilizzazione.
COSA SERVE
- Tosatrice elettrica o forbici per tosa manuale.
Le lame di entrambi gli strumenti devono essere affilate e pulite. Le lame vanno pulite e disinfettate tra una pecora e l'altra.
- Disinfettante per piccole ferite.
- Forbici piccole affilate per rifiniture e zone difficili.
- Cesoie per unghie (la tosatura è un'ottima occasione anche per fare la pedicure alle pecorelle!)
- Sacchetti per la raccolta della lana in plastica, carta, cotone, etc.
- Una scopa e una pattumiera.
PREPARA IL POSTO
Scegli un luogo adeguato. Uno spazio calmo, pulito, asciutto.
Va bene un pavimento non scivoloso, pulito, puoi utilizzare un lenzuolo, un tappeto antiscivolo e anche un tavolo da tosa.
Evitare di tosare su suolo umido, polveroso o con residui di paglia e lettiera.
Un amico che aiuta fa molto comodo.
Alcuni allevatori preferiscono legare le pecore per tosarle. In molti casi questo non è necessario, specialmente se l'operazione viene effettuata da un esperto che le pecore conoscono bene e di cui si fidano, ad esempio il loro stesso pastore. Qualora ci sia il rischio che le pecore più agitate si feriscano o la persona si dovesse trovare da sola a tosare pecore particolarmente vivaci, potrebbe essere più sicuro per il tosatore e la pecora che quest’ultima venga legata.
PREPARA LA PECORA
È buona prassi lasciare a digiuno per alcune ore (6-8 massimo) le pecore da tosare e quindi effettuare l'operazione ad esempio la mattina. Questo per evitare il fenomeno chiamato "gasper" che in rari casi può portare al soffocamento e alla morte.
Non tosare le pecore quando hanno il vello umido o bagnato: è più difficile e la lana umida non si conserva bene. Tosa in un giorno sereno e asciutto.
Alcuni tosatori professionisti preferiscono "bagnare" il vello delle pecore prima di tosarle per evitare il "disconfort" causato dal calore delle lame e rendere più agevole il distacco unitario della lana. I velli successivamente vanno fatti asciugare prima di essere riposti. Questa tecnica di tosatura, praticata anche in Italia, è potenzialmente pericolosa per la pecora e anche per il tosatore, per il rischio di chock elettrico, ed è perciò riservata esclusivamente a personale professionista.
Controlla che la pecora non abbia ferite, infezioni, corpi estranei ad esempio fora-sacchi infilati nella carne, segni di miasi (vermi che nascono dalle uova delle mosche e si infiltrano nel vello e nella carne) o altre parassitosi ( es: zecche, pidocchi, scabbia delle pecore - bovicola ovis e psorptes ovis etc.). È possibile e anzi opportuno tosare tali pecore, per poi curarle, ma bisogna valutare se la lana sia utilizzabile o no. Ricordarsi di pulire e disinfettare bene gli attrezzi dopo aver tosato una pecora malata per non diffondere il problema nel gregge. Per sicurezza pulire e disinfettare sempre le lame tra una pecora e l'altra.
Se non ti senti sicuro di tosare le tue pecore d’Ouessant da solo, puoi chiamare un tosatore professionista oppure un pastore esperto che possa insegnarti e guidarti nell'operazione. Occasionalmente possono essere svolti corsi per tosatori organizzati da associazioni o dalle stesse Regioni.
TECNICHE DI TOSATURA
Che si inizi sdraiati dalla coscia o dal sottopancia mettendo la pecora a sedere, è importante ricordare, se si vuole utilizzare la lana di:
- realizzare un vello unico senza tagli di ritorno.
I tagli di ritorno creano pezzi di fibra corta che rendono il filato molto più fragile: minimizzare il più possibile la presenza di questa fibra corta.
- Fare particolare attenzione alle zone morbide dell'attaccatura delle cosce che sono quelle dove più frequentemente si verificano tagli e abrasioni.
- Nelle pecore d'Ouessant non è quasi mai necessario tosare sotto il garretto. Qualora sia indispensabile, si consiglia di farlo con le forbici e con calma perché un taglio del tendine, incidente purtroppo non così raro, significa per la pecora potenzialmente perdere una zampa.
A FINE TOSATURA (prima di rilasciare la pecora).
Utilizza questo tempo di immobilizzazione per controllare tutto l'animale e prendere eventuali provvedimenti istantanei.
Le pecore d' d’Ouessant che sembrano tutte cicciottelle in primavera, da tosate possono rivelare sorprendentemente addirittura magrezza o malnutrizione: prendere provvedimenti!
La cute: controlla la presenza di lesioni, irritazioni e corpi estranei inclusi parassiti.
Le corna nei maschi: controlla che l'attaccatura non presenti irritazioni, parassiti, lesioni o micosi, che il corno non presenti fratture o gravi abrasioni.
Le mammelle nelle femmine: controlla che la mammella sia morbida e non arrossata o dolorante.
Gli occhi: controlla la palpebra per eventuali corpi estranei, per valutare lo stato di salute (stati carenziali), per lavare e iniziare a curare eventuali scoli e cheratite.
Le orecchie e il naso: controlla la presenza di scolo, corpi estranei (fora-sacchi, ma anche fibre di truciolo inalate), parassiti, in particolare vermi e quindi presenza di oestrosi.
Le zampe: questo è un ottimo momento per la pedicure! Le unghie delle pecore dovrebbero essere controllate con regolarità e se necessario tagliate perché non diventino troppo lunghe. Se le unghie di una pecora non sono state tagliate da molto tempo ci vorrà pazienza e diverse operazioni successive per riportare l'unghia allo stato adeguato perché la madre interna, che contiene fibre nervose e vascolari può essere cresciuta proporzionalmente e tagliarla tutta assieme causerebbe una lesione troppo grave.
DOPO LA TOSATURA
Mantieni le pecore e i piccoli al caldo lontani dal vento, se tosi in una stagione fresca e lontani dal sole diretto specialmente se tosi in un periodo caldo. Evita di mescolare le pecore appena tosate con quelle con la lana ancora intatta per prevenire atti di bullismo.
Quando le pecore vengono tosate infatti, a causa del cambio dell'aspetto e dell'odore possono faticare a riconoscersi e quindi iniziare comportamenti aggressivi o di ristrutturazione del branco.
Per evitare atti di bullismo è consigliabile non mettere una sola pecora tosata nel gregge non tosato.
Alcuni allevatori utilizzano tecniche per allentare la tensione nel gregge, tra queste ricordiamo:
1) spruzzare sulla cute delle pecore tosate acqua e aceto, (avendo cura di evitare occhi, mucose ed eventuali lesioni). L'aceto confonde l'odore della pecora e può essere rinvenuto come “odore simile” anche nelle altre pecore tosate.
2) Realizzare la sciarpina: con la lana tosata di ogni pecora, realizzare una "sciarpa" infeltrita a mano, rotolando la lana con le mani e metterla al collo della pecora. Serve per mantenere per un breve periodo di tempo l'odore della pecora, intanto che tutti si abituano al nuovo aspetto.
COME TRATTARE LA LANA
- stendere il vello su un piano pulito (un tavolo, il pavimento etc.) e "bordarlo", cioè togliere tutto il vello palesemente sporco di feci o terra. Scartare il sottopancia e le zone troppo sporche ( parte superiore del collo, lana vicino all'ano etc.)
- togliere lo sporco che si vede grossolanamente presente (bardana, fili di ferro, sassi impigliati etc). Si può procedere anche alla vera e propria " apertura" manuale della fibra per renderla più uniforme, pulita e migliorare la qualità di un filato.
- se non utilizzato immediatamente piegare il vello in tre e arrotolarlo dalla coda alla testa.
- Riporre i velli, divisi per colore, in sacchi appositi, in carta, plastica, cotone, iuta etc. dopo essersi assicurati che non presentino evidenti anomalie (parassiti o riduzione della trama dovuta a malattia etc).
- Riporre in un posto asciutto e ventilato, facendo attenzione alla presenza di tarme e roditori. Un vello sucido, ben riposto, può essere conservato per 2 o più anni.
COSA PUOI FARE CON LA LANA?
La lana di pecora d' d’Ouessant è di qualità buona e a volte fino ad ottima. Può essere cardata e lavorata per creazioni artistiche tridimensionali, filata e utilizzata con il telaio o con ferri ed uncinetto oppure infeltrita per realizzare abbigliamento rustico e cappelli. Può essere utilizzata così come è per pacciamatura. Ci sono usi innovativi della lana, come diserbante biologico o isolante termico in edilizia. Il vello intero può essere fissato con un procedimento di infeltritura manuale e utilizzato come base antidecubito sotto le lenzuola. La lana cardata, filata o lavata è adatta per attività manipolative con i bambini e per persone allergiche alle fibre sintetiche. Il vello d’Ouessant è di tipo “antico” e si presta molto bene per creazioni artistiche e realizzazioni di indumenti e accessori per rievocazioni storiche e ambientazioni cinematografiche e fantasy.
(*) Il pallio del Papa e dei Vescovi, un paramento liturgico costituito da una fascia di lana bianca di circa 5 cm, con delle croci, incurvata al centro in modo da essere appoggiato sulle spalle sopra la casula, viene realizzato con la lana degli agnelli. Il pallio del Papa in particolare, viene ancora oggi realizzato con la lana di due agnelli speciali, donati al Capitolo di San Giovanni in Laterano dai monaci Trappisti dell’Abbazia delle Tre Fontane a Roma. I due agnelli, dopo essere stati preparati dalle Suore della Famiglia di Nazareth con un mantello rosso e uno bianco, segno della verginità e del martirio di S. Agnese, vengono messi in una cesta e portati nella Basilica Minore di S. Agnese Martire fuori le mura a Roma, nel giorno della festa della santa, il 21 gennaio, dove vengono benedetti. Da lì vengono portati dalle monache Benedettine di Santa Cecilia a Trastevere, dove vengono allevati con amore e allattati al biberon. In primavera vengono tosati e la lavorazione del pallio inizia subito perché richiede molti mesi di lavorazione. Tutto il processo è ancora svolto manualmente, con telai che risalgono anche al 1600. Il pallio viene consegnato all’ufficio delle celebrazioni liturgiche del Papa, il 24 giugno, festa di San. Giovanni Battista, che per primo ha indicato Gesù come “L’Agnello di Dio”.