LO SVEZZAMENTO DEGLI AGNELLI
Di Chiara Paolini, Associazione Allevatori Pecora D'Ouessant, 2025
Lo svezzamento è quel processo per cui un agnello si distacca dalla mamma e smette di prendere il suo latte.
Lo svezzamento può essere naturale o artificiale.
SVEZZAMENTO NATURALE
In natura le pecore e i mufloni hanno una lattazione che dura circa 12 mesi o più (1). E’ possibile quindi, anche se infrequente, vedere una pecora di un anno, con un suo agnello, prendere occasionalmente il latte dalla propria mamma, che allatta a sua volta un nuovo piccolo dell’anno.
Le pecore hanno forti legami familiari e non è raro che il capo del branco, la pecora più autorevole, sia la femmina che ha avuto più discendenti in quel gregge.
Lo svezzamento naturale prevede di non fare assolutamente nulla. L’agnello non viene separato dalla mamma, smette di prendere il latte progressivamente, a partire dai 3-4 mesi si alimenta sempre di più con altro cibo solido. Questo favorisce il graduale sviluppo del rumine (2). Durante questo processo l’agnello acquisisce indipendenza non solo alimentare, ma anche sociale perché incrementa, con i propri tempi, le relazioni con il gruppo dei pari e degli adulti del gregge (3). Anche dopo il completo svezzamento l’agnello continuerà per diverso tempo a preferire la compagnia della mamma alle altre pecore.
Sia la pecora che l’agnello hanno il massimo beneficio da questo tipo di svezzamento che non provoca stress negli animali e non necessita di interventi da parte dell’allevatore, i rischi di mastite o altri problemi sanitari infatti sono pressochè zero.
Lo svezzamento naturale è praticabile negli allevamenti solo con agnelli femmina che verranno comunque tenute nello stesso gruppo di riproduzione della mamma. Non è affatto consigliabile tenere un agnello maschio di oltre 5-6 mesi con la madre perché ci sono concreti rischi che possa fecondarla!
SVEZZAMENTO ARTIFICIALE
Lo svezzamento artificiale prevede l’intervento dell’allevatore per separare la diade pecora-agnello e sostituire il latte della mamma con un altro alimento. Viene praticato per molte ragioni.
Lo svezzamento artificiale può essere un processo brusco o graduale.
Comporta sempre uno stress per la pecora e l’agnello, sia fisico che psico-sociale, ma con variabili che dipendono dall’età e dal peso dell’agnello, dallo stato di salute, dal sesso, dalle caratteristiche genetiche individuali, la disponibilità di alimenti e altri fattori ambientali.
In base all’età dell’agnello lo svezzamento nella pecora d’Ouessant viene definito:
Precoce: da 24 ore a 29 giorni
Anticipato: da 30 a 60 giorni
Tradizionale: da 61 giorni a 90/120 giorni
Tardivo: dopo 90/120 giorni
Nessun agnello dovrebbe essere separato dalla mamma immediatamente dopo il parto, salvo per insormontabili ragioni sanitarie, perché ogni animale, per il proprio benessere, dovrebbe poter ricevere, nelle prime 24 ore il colostro della madre (4)
SVEZZAMENTO PRECOCE
Lo svezzamento precoce, che si pratica per le razze di pecora da latte in produzione intensiva o semintensiva, non viene normalmente utilizzato per la Pecora d’Ouessant, in quanto la produzione di latte è comunque esigua e non è presente un proficuo mercato per questo prodotto.
Esiste però la possibilità che sia necessario, per ragioni mediche, separare pecora e agnello, ad esempio per evitare la trasmissione verticale, attraverso colostro e latte, dalla mamma al figlio, di importanti malattie ( agalassia contagiosa, brucellosi, scrapie, salmonellosi, listeriosi etc.).
In questo caso sarà opportuno procurarsi non solo il latte, ma anche il colostro di altre pecore sane o adeguati sostituti commerciali.
Se l’agnello è stato immediatamente sottratto alla madre e non si è creato il legame, la madre vive la perdita generalmente come quando avviene a causa di un predatore opportunista, ad esempio una volpe, che normalmente aspetta con pazienza la fuoriuscita del cucciolo per sottrarlo subito. Questo significa che la pecora probabilmente belerà e cercherà disperatamente l’agnello, nel punto dove lo ha partorito, per un paio giorni, riducendo poi le vocalizzazioni e l’agitazione. Se la mammella non è mai stata stimolata dall’agnello, la probabilità che incorra una mastite è bassa e di solito si può evitare di mungere la mamma per mandarla progressivamente in asciutta e optare, se necessario, per impacchi freddi ed eventuali creme decongestionanti, monitorando sempre la salute generale dell’animale.
L’agnello che viene svezzato precocemente e prima delle 24 ore ha invece un rischio maggiore di problemi sanitari e deficit immunitari (5), diarrea cronica, problemi digestivi dovuti ai sostituti del latte materno (6) e stress cronico. Per l’allevatore questo comporta comunque un impegno economico più grande per l’acquisto del latte artificiale e degli utensili, la sterilizzazione degli strumenti (biberon, siringhe etc), il far fronte ai maggiori problemi di salute degli agnelli e un ulteriore dispendio di tempo (7).
SVEZZAMENTO ANTICIPATO
Nelle Pecore d’Ouessant non viene quasi mai praticato, salvo per ragioni sanitarie, ad esempio se la mamma diventa particolarmente debilitata a causa dell’allattamento. Alcune aziende che vendono animali da compagnia possono utilizzare questo svezzamento precoce, con passaggio al latte artificiale, (che comporta i problemi di cui sopra), per far si che gli agnelli si leghino molto all’essere umano che li acquista e li allatta al biberon. La mamma in questo caso deve affrontare un grave stress ed è a rischio di problemi di salute anche importanti, come mastiti ed infezioni secondarie, l’agnello oltre allo stress, subisce una distruzione e uno snaturamento nei processi di socializzazione e destrutturazione dei meccanismi comportamentali naturali (8), negli agnelli maschi questo può comportare effetti a lungo termine sulla riproduzione (9).
SVEZZAMENTO TRADIZIONALE E TARDIVO
Spesso nelle Pecore d’Ouessant lo svezzamento avviene dopo il terzo mese e indicativamente intorno alle 16-18 settimane di vita.
Per la maggior parte degli agnelli si verifica in modo brusco al momento in cui l’agnello o la mamma vengono ceduti ad un altro allevamento (10). Lo stress aumenta se vengono accasati con agnelli che non conoscono o se immediatamente dopo la separazione segue un trasporto di durata media o lunga (11).
Normalmente il rischio di mastite o problemi sanitari della mamma è molto ridotto e di solito si deve solo monitorare la pecora. La vocalizzazione e l’incremento dell’attività fisica per chiamare e cercare l’agnello può durare uno o due giorni al massimo se l’agnello non è più nelle vicinanze.
Se invece l’agnello viene separato dalla mamma, ma i due hanno la possibilità di vedersi e sentirsi lo stress è minore, ma la vocalizzazione e i tentativi di raggiungersi, ad esempio se sono separati solo da un recinto, possono continuare per giorni (12).
Nelle pecore d’Ouessant non viene frequentemente praticato lo svezzamento graduale, limitando cioè l’accesso alla suzione, ad esempio con l’utilizzo di anelli da naso per gli agnelli, sia perché non ne esistono di sufficientemente piccoli, sia perché non se ne vede alcuna necessità, non essendo razza da latte.
DIMINUIRE LE CONSEGUENZE NEGATIVE, AUMENTARE IL BENESSERE
Esistono alcune strategie per diminuire lo stress e le conseguenze negative di uno svezzamento artificiale:
Se gli animali restano in azienda:
1) Non svezzare mai un agnello mettendolo da solo. La migliore situazione si verifica quando può essere svezzato assieme ad agnelli di pari età del proprio gregge in un pascolo o ambiente noto, o assieme a femmine adulte che conosce, ad esempio anziane non più fertili. (13)
2) Fornire lo stesso tipo di alimentazione che veniva data prima dello svezzamento.
3) Per il pastore: andare spesso a visitare gli agnelli! Si è dimostrato infatti che una sola ora al giorno di presenza di un essere umano conosciuto che parla tranquillamente, fa compagnia e tocca/carezza gli agnelli li rassicura diminuendone lo stress e favorendo l’adattamento in modo meno traumatico e più rapido. (14)
4) ATTENZIONE AGLI AGNELLI MASCHI, specialmente quelli nati un po’ tardivamente, che non sembrano mai troppo grandi per essere svezzati, sono quelli più a rischio di ingravidare le femmine del proprio gregge se tenuti troppo a lungo. In linea di principio, salvo casi eccezionali, tutti gli agnelli maschi di Ouessant, che non si vogliono riprodurre, dovrebbero essere allontanati dalle femmine e dalla propria mamma al massimo entro la fine di luglio/ metà agosto .
5) Se gli agnelli femmina sono destinati a riprodursi assieme alla mamma con un montone non loro padre, non occorre svezzarle. Se invece verranno destinate ad un altro montone diverso da quello della mamma oppure ad un gruppo di femmine che non si riproducono (alcuni allevatori non riproducono le femmine d’Ouessant sotto l’anno di vita), possono essere separate all’ultimo. L’introduzione del maschio in un gruppo di femmine che hanno appena fatto uno svezzamento, contribuisce a ridurre lo stress poiché stimola l’inizio dell’estro (15).
Se gli animali vengono ceduti:
1) NON CEDERE/ACQUISTARE MAI UN SOLO AGNELLO PER CHI NON POSSIEDE ALTRE PECORE!
Questa indicazione è assolutamente categorica! Le pecore sono animali gregari e sebbene possano sopravvivere anche con l’uomo o in compagnia di altre specie, andranno incontro a stress cronico ed è molto probabile che belino in continuazione alla ricerca dei loro simili. Non sarà una esperienza piacevole neppure per chi acquista, sebbene con le migliori intenzioni, perché presto si renderà conto di quanto sia penoso non riuscire in alcun modo a consolare un agnellino anche dopo giorni e settimane.
2) Se possibile cedere e acquistare le pecore a gruppi di 3, o almeno 2: un agnello con una pecora adulta nota, o con un altro agnello dello stesso gregge, evitando gruppi misti di diversi allevatori.
3) Se le pecore devono affrontare un lungo viaggio verso la nuova abitazione, svezzare PRIMA e non a ridosso del viaggio, questo per evitare un inutile accumulo di stress.
4) Fornire al nuovo proprietario/ farsi dare dall’allevatore, se disponibile, un po’ del mangime a cui le pecore sono abituate, ad esempio pellettato, fioccato, fieno specifico etc, o indicazioni dove reperirne uno analogo.
5) Rimanere in contatto per un po’ di tempo tra chi cede e chi adotta le pecorelle, per far fronte assieme ad eventuali dubbi o problemi che dovessero sorgere.
IMPORTANTE:
NON ESISTE UNA REGOLA PER TUTTI! Non c’è un “giusto” e “sbagliato” nello svezzamento: ogni allevatore deve scegliere in modo saggio in base alle proprie esigenze, informandosi bene, cercando, nella propria situazione, secondo i personali obiettivi di allevamento, di rispettare, il più possibile, il benessere dei propri animali.
BIBLIOGRAFIA
(1) Geist, V. (1971). Mountain Sheep: A Study in Behaviour Evolution. Chicago: University of Chicago Press.
Grubb, P. (1974). “Social organization of Soay sheep and the behaviour of ewes and lambs” in The Ecology of the Soay Sheep of St. Kilda, ed. P. Jewell, C. Milner, J. Boyd (London: Athlone Press), 131–159.
(2) Lyford, S. J. (1988). “Growth and development of the ruminant digestive system” in The Ruminant Animal, ed. D.C. Curch (New Jersey: Prentice-Hall), 44–63.
(3) Weary, D. M., Jasper, J., and Hötzel, M. J. (2008). Understanding weaning distress. Appl. Anim. Behav. Sci. 110, 24–41. doi: 10.1016/j.applanim.2007.03.025
(4) Napolitano, F., Rosa, D., and Sevi, A. (2008). Welfare implications of artificial rearing and early weaning in sheep. Appl. Anim. Behav. Sci. 110, 58–72. doi: 10.1016/j.applanim.2007.03.020
(5) Napolitano, F., Marino, V., De Rosa, G., Capparelli, R., and Bordi, A. (1995). Influence of artificial rearing on behavioral and immune response of lambs. Appl. Anim. Behav. Sci. 45, 245–253. doi: 10.1016/0168-1591(95)00637-8
(6) Wang, S., Ma, T., Zhao, G., Zhang, N., Tu, Y., Li, F., et al. (2019). Effect of age and weaning on growth performance, rumen fermentation, and serum parameters in lambs fed starter with limited ewe–lamb interaction. Animals 9, 825. doi: 10.3390/ani9100825
(7) Bimczok, D., Röhl, F. W., and Ganter, M. (2005). Evaluation of lamb performance and costs in motherless rearing of German Grey Heath sheep under field conditions using automatic feeding systems. Small Rumin. Res. 60, 255. doi: 10.1016/j.smallrumres.2004.12.008
(8) Mepham, T. B., and Kuhn, N. J. (1994). “Physiology and biochemistry of lactation” in Marshall's physiology of reproduction, Pregnancy and Lactation Part One: Ovulation and early pregnancy., ed. G.E. Lamming (New York, NY: Springer), 1102–1186
(9) Damián, J. P., Hötzel, M. J., Banchero, G., and Ungerfeld, R. (2017). Competition for oestrous ewes between rams reared by their mothers or artificially reared: Effects on sexual behaviour and testosterone and cortisol serum concentrations. Theriogenology 100, 134–138. doi: 10.1016/j.theriogenology.2017.06.009
(10) Freitas-de-Melo, A., and Ungerfeld, R. (2016a). Destete artificial en ovinos: respuesta de estrés y bienestar animal. Revisión. Rev. Mex. Cienc. Pecu. 7, 361–375. doi: 10.22319/rmcp.v7i3.4215
(11) Tadich, N., Gallo, C., Brito, M. L., and Broom, D. M. (2009). Effects of weaning and 48 h transport by road and ferry on some blood indicators of welfare in lambs. Livest. Sci. 121, 132–136. doi: 10.1016/j.livsci.2008.06.001
(12) Orgeur, P., Mavric, N., Yvore, P., Bernard, S., Nowak, R., Schaal, B., et al. (1998). Artificial weaning in sheep: consequences on behavioural, hormonal and immuno-pathological indicators of welfare. Appl. Anim. Behav. Sci. 58, 87–103. doi: 10.1016/S0168-1591(97)00140-8
(13) Youssef, M. Y. I., Phillips, C. J. C., and Metwally, M. (1995). The effect of pre-weaning grazing experience and presence of adult ewes on grazing behaviour of weaned lambs. Appl. Anim. Behav. Sci. 2, 281. doi: 10.1016/0168-1591(95)92372-Z
(14) Pascual-Alonso, M., Miranda-de la Lama, G. C., Aguayo-Ulloa, L., Ezquerro, L., Villarroel, M., Marín, R. H., et al. (2015). Effect of postweaning handling strategies on welfare and productive traits in lambs. J. Appl. Anim. Welfare Sci. 18, 42–56. doi: 10.1080/10888705.2014.941107
(15) Pérez-León, I., Orihuela, A., Lidfors, L., and Aguirre, V. (2006). Reducing mother young separation distress by inducing ewes into oestrous into day of weaning. Anim. Welfare 15, 383–389.