LA RIPRODUZIONE
Di Chiara Paolini, Associazione Allevatori Pecora D'Ouessant, 2025
Il calore
Le pecore d'Ouessant vanno ciclicamente in calore nel periodo autunno-inverno, grazie all'accorciarsi delle ore di luce solare e al calo delle temperature. La diminuzione del fotoperiodo (ore di luce solare) dopo il solstizio d’estate causa la secrezione di melatonina che stimola la produzione della gonadotropina. La locazione geografica e la temperatura modificano la lunghezza dell’anestro, cioè il completo riposo ormonale. Il ciclo estrale nelle pecore femmine dura mediamente 16-17 giorni. Sebbene non ci siano studi specifici sulla pecora d'Ouessant, si può considerare per similitudine che vi siano calori con la stessa cadenza, con una finestra fertile, unico momento in cui la pecora resterà immobile e si farà coprire dal maschio, di circa 24, massimo 36 ore. La finestra fertile non è individuabile osservando il comportamento della pecora, che non mostra alcuna particolare differenza o vivacità come ad esempio accade per certi animali. Per questa ragione negli allevamenti di altre razze vengono utilizzati appositi grembiuli che impediscono la fecondazione, o maschi vasectomizzati, in modo che il “becco” possa indicare all'allevatore quali siano le pecore fertili in quel momento, da mettere assieme al riproduttore.
Gestione maschi-femmine
Le greggi familiari di pecore d'Ouessant, sono di solito formate da un solo ariete intero ed alcune femmine. Il maschio trascorre tutto l'anno assieme alle femmine che andranno in calore seguendo il ritmo naturale, generalmente da settembre a novembre per le pecore che già hanno partorito, ed anche a dicembre/gennaio per le primipare.
Negli allevamenti professionali spesso i maschi riproduttori vengono tenuti separati dalle femmine per almeno otto settimane precedenti l'inizio della riproduzione e si introduce un montone per gruppo di femmine nel periodo che va da settembre a dicembre. Questo genera l' "effetto maschio", (più efficace nelle pecore in anestro): la sola presenza del maschio, grazie ai ferormoni che emette, stimola la ripresa dell'attività ovarica nelle femmine che andranno in calore tutte contemporaneamente o quasi. L'effetto maschio è utilizzato per sincronizzate non solo i calori, ma sopratutto i parti che avverranno nello stesso periodo.
Le pecore d'Ouessant molto giovani, di età inferiore all'anno, possono non andare in calore saltando la prima stagione riproduttiva, oppure andare in calore molto tardi, anche a gennaio/febbraio; alcuni allevatori preferiscono non utilizzarle affatto nel loro primo anno. I maschi molto giovani, di età inferiore all'anno sono generalmente fertili, ma poiché il loro sviluppo corporeo è ancora indeterminabile, non andrebbero utilizzati in riproduzione preferendo invece maschi adulti con caratteristiche morfologiche certe.
Parimenti pecore anziane, fisicamente provate, non andrebbero messe in riproduzione o almeno non ogni anno.
Scelta dei riproduttori in base all’altezza
Lo Standard italiano, identico a quello francese, individua il massimo dell’altezza nell’età adulta (3 anni o più) in 49 cm al garrese per i maschi e 46 cm al garrese per le femmine. La raccomandazione quindi è di scegliere come riproduttori:
Adulti (3 anni o più):
Maschi da 42 cm. a 48 cm.
Femmine da 38 cm a 44 cm.
Adolescenti /Antenais (18 mesi)
Maschi da 40 a 46 cm
Femmine da 38 a 44 cm
Come obiettivo finale la taglia migliore dei riproduttori dovrebbe essere 45cm per i maschi e 43 cm per le femmine. Per poter preservare la taglia originale e restare dentro lo standard si consiglia di abbinare:
Femmina 44/45 cm (grande) + maschio 42/43 cm (piccolo)
Femmina 40/43 cm (piccole) + maschio 45/47 cm (grande)
Per ogni riproduttore maschio bisognerebbe individuare quali siano i punti di debolezza e di forza ( buona corporatura, belle corna, colore etc) in modo da comporre i gruppi di riproduzione adeguatamente per fissare i caratteri desiderabili.
Nella pratica può essere utile dividere il gregge in “femmine grandi” da far riprodurre con un maschio piccolo e un gruppo di “femmine piccole” da far riprodurre con un maschio grande.
Ovviamente è importante che in ogni gruppo sia presente un solo maschio riproduttore per stabilire una genealogia certa.
In caso di greggi piccole o di un solo maschio riproduttore da scegliere per tutte, la scelta, in base all’altezza, dovrebbe ricadere su un montone che misuri meno di 45 cm al garrese. E’ importante restare molto vigilanti sulla taglia perché può essere difficile mantenerla in standard e una cattiva scelta può distruggere anni di impegno.
Scelta dei riproduttori in base alla parentela
Il coefficiente di consanguineità si definisce come la proporzione del genoma che è identico a causa della discendenza da antenati comuni. La consanguineità è tipica delle razze pure. L’eccessiva consanguineità però, ha ripercussioni sfavorevoli a causa della “depressione da consanguineità” ed erode la varietà genetica limitandone il patrimonio. La consanguineità in una razza come la pecora d’Ouessant pura non è infrequente, sia per l’origine della razza che ha subito diversi “colli di bottiglia genetici” e a volte ricercata per favorire genotipi o fenotipi favorevoli. Troppa consanguineità è legata invece ad animali che crescono lentamente, con un tasso di sopravvivenza inferiore delle femmine e degli agnelli, debolezza, propensione alle malattie, infertilità e minore capacità di rispondere alla selezione a causa dell’erosione genetica.
Nelle razze pure la consanguineità è individuabile nell’ordine del 2%-5%,(basso), 10% (moderato) e 25% (alto). Nelle Ouessant può essere normale una consanguineità dell’ordine del 10% (moderato), ma non dovrebbe essere superiore, con un accettabile compromesso intorno al 6.25%.
Non si dovrebbero mai riprodurre parenti di primo grado ( genitori e figli o pieni fratelli -stesso padre e madre) perché si ottiene un coefficiente del 50% che porta con sè un alto rischio di difetti e mutazioni genetiche. La riproduzione di parenti di secondo grado (mezzi fratelli, doppiamente cugini di primo grado, zia/zio e nipote) ottengono un coefficiente del 25%. La riproduzione di primi cugini (un nonno in comune) dà un coefficiente del 12,5% e i secondi cugini (un bisnonno in comune) ottengono un coefficiente del 6,25% che è buono. I cosiddetti “richiami di sangue” vengono effettuati solo da allevatori molto esperti, con estesa conoscenza delle origine genealogiche e genetiche del gregge e per precisi scopi selettivi, non andrebbero tentati dai neofiti.
Preparazione
La riproduzione sia per i maschi che per le femmine, ma maggiormente per quest'ultime, è un processo che impegna molte energie e può essere debilitante.
Gli animali perciò dovrebbero arrivare all'inizio della stagione riproduttiva in condizioni fisiche ottimali. In particolare la BMI delle femmine dovrebbe essere intorno a 3-3,5, mentre per i maschi intorno a 3,5-4,0: questo significa che la pecora è in carne, ma non è grassa ( si veda tabella in fondo). Qualora ci siano animali con BMI scarsa si può pensare ad un miglioramento dell'alimentazione con maggior apporto di nutrienti e calorie per un periodo non inferiore a 2 settimane, idealmente da 8 a 10 settimane, precedenti l'inizio della riproduzione. Questo si può ottenere spostando le pecore interessate su un pascolo più ricco, qualitativamente migliore, integrando l'alimentazione con mangime apposito aumentato gradualmente, foraggio di alta qualità e fornendo integratori vitaminici specifici ( vit. A e E). Nessuna pecora, specialmente femmina, dovrebbe avere una BMI di 5 (obesità). Nelle femmine l'obesità può minare la fertilità, durante la gravidanza può causare problemi metabolici ed essere alla base di una eventuale distocia da parto. Nei maschi l'obesità può causare calo della libido e particolare affaticabilitá.
Prima della riproduzione è opportuno testare per le parassitosi e procedere a sverminare gli animali che ne abbiano bisogno, eseguire eventuali vaccini o richiami, controllare le pecore per qualsiasi problematica sanitaria.
Per ottimizzare la fertilità è opportuno mettere un maschio ogni 25 pecore femmine o meno. Altra possibilità è ruotare i maschi con una pausa fra uno e l'altro di alcuni giorni. Questo serve per ovviare ad eventuali problemi di ipofertilità, avendo un'indicazione comunque su chi sia il padre anche in assenza di esecuzione del test del DNA.
Si sconsiglia caldamente di tenere più di un maschio intero nello stesso gruppo di femmine, anche se fossero fratelli o padre e figlio, perché i due si sfideranno pesantemente. Allo stesso modo, durante il periodo riproduttivo non è consigliabile tenere un gruppo di maschi interi in prossimità di femmine in calore perché l'istinto sarà quello di combattere molto duramente per la supremazia, con rischio di ferite importanti e anche la morte per gli avversari che soccombono. Uno o più maschi che sentano l'odore delle femmine in calore sono in grado, incuranti del dolore, della fatica, ma anche della fame e della sete, di cercare di raggiungerle ad ogni costo, senza demordere, sfondando recinzioni, palizzate, recinti elettrici, porte, cancelli, rovi e siepi a scapito personale e causando danni all'allevatore. Perciò, per la stagione riproduttiva i luoghi in cui stazioneranno gli animali vanno pensati in anticipo prevedendo più distanza possibile fra i maschi interi che non si intendono riprodurre e le femmine.
Ulteriori informazioni
Esiste la possibilità di marcare la monta delle pecore con appositi pastelli colorati che si attaccano allo sterno dei maschi attraverso delle cinghie o un'imbragatura. I sistemi presenti in commercio attualmente sono però troppo larghi per i piccoli montoni d'Ouessant e rischiano di causare incidenti, ferite e limitare la deambulazione. Oltre al fai-da-te per adattare il sistema, è possibile colorare ogni giorno con il pastello direttamente lo sterno del maschio, che lascerà una traccia sul vello delle femmine coperte.
Il corteggiamento dei maschi nei confronti delle femmine può essere insistente e pressante, (in inglese il maschio viene denominato anche “ teaser” cioè “annoiatore”) a volte cercano di leccarle, morderle o danno loro cornate da poca distanza. Questo è assolutamente normale, la femmina allontanerà il maschio o scapperà da lui, finché non è pronta.
Le pecore non fecondate ripeteranno il calore, così come pecore che perdano precocemente un embrione o un feto per riassorbimento o a causa di un aborto precoce.
Bibliografia:
-“Reproductive Pysiology of Sheep”, John WA Larsen, BVSc, PhD, Facultyof Veterinary and Agricultural Science, University of Melbourne, 2024
-“Induction and synchronization of oestrus in sheep and goats” Pavlo Skliarov, Carlos Perez, Valerii Petrusha, Sergij Fedorenko, Dmytro Bilyi, Journal of Central European Agriculture, 2021
-“Élevage du mouton d'Ouessant- choix des reproducteurs”, GEMO, 2025
- ”Revealing the selection history of adaptive loci using genome-wide scans for selection: an example from domestic sheep”, Rochus, Tortereau, Plissin-Petit, Restoux, Romieux, Tosser-Klopp, Servin, 2018
-“Inbreeding trends and genetic diversity in purebred sheep population”P. Rafter, A. N. McHugh, T. Pabiou, D.P. Berry, 2022
-“The genetics of inbreeding depression” D. Charlesworth, J.H. Wills, 2009
-“inbreeding: its Meaning, Uses, and Effects on Farm Animals” Reviewd, Dale Vogt, Helen A. Swartz, John Massey Department of Animal Sciences, University of Missouri, 2021
- “Sheep Preparation for the Breeding Season”Glen Corbett, S&E Drystock Adviser, Teagasc, Galway/Clare, 2023