La pecora d'Ouessant è un animale rustico. Abbisogna di erba fresca possibilmente protetta da recinzione e, secondo la normativa vigente per ogni singolo comune, di un riparo. Essendo di taglia molto piccola è caldamente consigliato tenerlo al riparo la notte, specialmente se il luogo è frequentato da predatori importanti come il lupo, la volpe, la lince, cani inselvatichiti, ma anche poiaiane (per gli agnelli), aquile e orsi. L'allevamento di queste pecore valorizza il giardino e il parco e serve a manuterere il prato in autonomia, senza dover ricorrere al tosaerba. La pecora d'Ouessant, come tutte le pecore, è un animale gregario e non deve essere allevata da sola. Un compagno di un'altra specie animale (gatto, cane, equidi, caprette etc.) non basta a farla stare "bene". Ma in realtà la maggior parte dei greggi europei è costituita da poche unità familiari. Un solo ariete e due o tre pecore sono sufficienti alla maggior parte degli appassionati.
La riproduzione inizia già a settembre, ma il picco di fertilità si ha in ottobre/novembre con il calo delle temperature e delle ore di luce. Le nascite si verificano dopo circo 145-150 giorni. Puoi controllare la tabella che alleghiamo per un calcolo più preciso. L'agnellatura non necessita di intervento umano e avviene in completa discrezione, in stalla o al pascolo, ma lontano dal gregge. Le pecore d'Ouessnt sono OTTIME MADRI. Immediatamente proteggono l'agnello lo leccano, lo invitano ad alzarsi, lo difendono e lo invitano a poppare. La prima poppata, che si verifica generalmente entro una o due ore dal parto fornisce il colostro ricco di anticorpi e nutrienti all'agnello.
Le pecore d'Ouessant partoriscono un solo agnello all'anno. Molto frequentemente le pecore nate nell'anno non partoriscono subito, ma l'anno successivo. Lo svezzamento avviene in modo naturale o artificiale.
I maschi invece sono in grado di coprire le femmine già nel primo anno a soli 5/6 mesi di vita e quindi, per evitare incesto e troppa consanguineità questo è da tenere in considerazione.
Gli agnelli neri di pecora d'Ouessant alla nascita lo sono completamente ( è accettata una piccola macchia sulla testa della misura massima di una moneta da 2 euro), mentre gli agnelli bianchi hanno generalmente ombreggiatura rossastra (tan) sul collo, la coda, le zampe. Questa "abbronzatura" si schiarirà nel tempo senza scomparire completamente. Esistono linee geneticamente pure di Ouessant che presentano la colorazione "abbronzata" sull'intero corpo sono dette anche "all tanned" o in altre nazioni europee "caramel", restando però geneticamente pecore bianche.
Le pecore anziane possono presentare, già a partire dai 4 anni di vita la canizie, come avviene per gli esseri umani.
Le pecore d'Ouessant vivono naturalmente 12-15 anni, ma esistono casi documentati di linea genetica francese (Mrs. Yvonne) di pecore di oltre 20 anni in buona o ottima salute.
La pecora d'Ouessant è un ottimo animale per la valorizzazione artistica di parchi e residenze importanti, un eccellente rasaerba ecologico, di facile gestione. Viene utilizzata con successo anche in pendii ripidi di zone di produzione dell'olio d'oliva ( es: Toscana, provincia di Pisa e Lucca) e si è visto che risulta un efficace alleato nella pulizia dei terreni altrimenti abbandonati e quindi nella prevenzione degli incendi estivi in Italia. E' uno degli animali non convenzionali, che comincia ad essere utilizzato in Italia, per le Attività Assistite con Animali (AAA o Pet Therapy), particolarmente docile e utile nella relazione con persone con disabilità e bisogni comunicativi complessi. Le pecore devono essere tosate una volta l'anno, in tarda primavera. La lana della pecora d'Ouessant è di buona qualità e da essa si ricava ottimo feltro, per cappelli e borse, ma anche filato di qualità medio alta, utile per la produzione di indumenti, coperte e componenti d'arredo. La carne della pecora d'Ouessant, molto difficile da trovare, comunue in esigue quantità, è considerata una prelibatezza rara e preziosa. Il latte non viene utilizzato per la troppo esigua produzione e viene normalmente lasciato agli agnelli. Può essere comunque ricavato, in autoproduzione familiare, un formaggio pecorino molto corposo, dal sapore forte e leggermente aspro.