La Dieta Mediterranea è divenuta patrimonio culturale immateriale dell'umanità il 17 novembre del 2010 dall’UNESCO.
È consuetudine raffigurare la dieta mediterranea come una piramide per fornire un senso generale delle proporzioni e della frequenza di assunzione dei vari cibi. Alla base troviamo i cibi che devono essere consumati giornalmente e quindi i cereali (pane, pasta, riso, cous cous, polenta, altre granaglie e patate). Sempre con frequenza giornaliera, ma con quantitativi decrescenti, abbiamo gli ortaggi, la frutta fresca e secca, olio extra vergine di oliva, latte e yogurt e moderate quantità di vino. Carni bianche, pesce, formaggio e uova consumo settimanale. Per la carne rossa e processate se ne consiglia il consumo mensile. Per quanto riguarda i dolci e alcolici devono essere consumati in modo molto moderato. IL TUTTO ASSOCIATO AD UN’ADEGUTA ATTIVITA’ FISICA.
Recentemente è stata pubblicata una nuova piramide della Dieta Mediterranea che coniuga gli aspetti nutrizionali con aspetti di sostenibilità alimentare. Tra le novità della “nuova piramide sostenibile” vi è la presenza, in ciascun livello, di una terza dimensione che rappresenta gli aspetti ambientali e l’impatto specifico di ciascuna categoria di alimenti, evidenziando l’importanza basilare dell’attività fisica, della socializzazione, della sostenibilità.
I recenti sviluppi scientifici sull’invecchiamento e le malattie tipiche della società industrializzate (malattie cardiovascolari, tumori, osteoporosi), sottolineano e ripropongono l’importanza del regime alimentare, quale fattore di terapia e di prevenzione infatti, lo stile di vita della dieta mediterranea può rivelarsi utile nella gestione del diabete, obesità, sindrome metabolica e delle malattie cronico-degenerative, soprattutto cardiovascolari.