Questo tipo di accensione, detta breakerless (“senza contatti”), è caratterizzata dal fatto di non avere più le puntine all’interno dello spinterogeno, sostituite da un impulsore di tipo induttivo che, posto in prossimità della camma dello spinterogeno opportunamente sagomata, genera al ruotare di questa un segnale elettrico grazie alla variazione di traferro e quindi di flusso magnetico.
Quando il dente della camma e la bobinetta sono allineati, il segnale elettrico è nullo; quando il dente è in fase di avvicinamento rispetto alla bobinetta, il segnale è positivo; quando il dente è in fase di allontanamento rispetto alla bobinetta il segnale è negativo. Tale segnale viene inviato a una centralina elettronica (o modulo) permettendole di rilevare il numero di giri del motore e anche la sua fasatura.
In funzione di questi due parametri (i giri del motore e la fasatura) la centralina, comandando un transistor di potenza posto al suo interno, determina l’inizio e la fine del passaggio di corrente nel primario della bobina, consentendo la variazione dell’angolo di chiusura in funzione del numero di giri del motore. Infatti, mentre nell’accensione tradizionale l’angolo di chiusura, essendo fisso e prestabilito a un valore medio, fa sì che il tempo di conduzione sia abbondante a bassi regimi e scarso o insufficiente a regimi elevati, con l’accensione elettronica l’angolo di chiusura può essere variato dalla centralina in modo che a bassi regimi sia basso, ma comunque sufficiente a far circolare una corrente che, una volta interrotta, genererà una scintilla adeguata a innescare la combustione.
Figura 1: Accenzione elettronica induttiva
I cavi che portano il segnale elettrico dall’ impulsore alla centralina devono essere elettricamente ben schermati per evitare
interferenze che potrebbero modificare la forma dell’onda, ingannando la centralina stessa che potrebbe iniziare o terminare la conduzione della corrente primaria negli istanti sbagliati.
Il vantaggio principale dei sistemi di accensione Breakerless è la sostituzione dei dispositivi di correzione dell'anticipo (a masse centrifughe) con quelli elettronici di tipo digitale a memoria mappata.
La correzione digitale dell’anticipo permette di:
ottenere la regolazione dell'anticipo d'accensione più opportuna per ogni condizione di funzionamento del motore (per ogni carico e velocità del motore)
evitare l’insorgere della detonazione riducendo l’anticipo nel caso in cui si verifichi tale fenomeno
Le masse centrifughe non riescono a fornire l’anticipo ideale al motore in ogni regime di funzionamento; infatti l’anticipo ideale del motore varia in funzione del numero di giri al minuto seguendo una curva particolare.
Le curve ideali di anticipo vengono ricavate al banco prova e successivamente inserite come dati durante la programmazione della centralina (detta in questo caso anche unità centrale di calcolo, abbreviato UCE).
Il motore viene poi dotato di appositi sensori che segnalano alla centralina tutti i parametri necessari perché possa comandare l’accensione con l’anticipo richiesto in quelle particolari condizioni di funzionamento (in questo caso i parametri sono: numero di giri, depressione nel collettore e posizione del punto morto superiore dei cilindri).
Figura 2: Accensione con anticipo digitale