Lorenzo De' Medici, detto il Magnifico, fu signore di Firenze; nacque nel 1449 e morì nel 1492. Poco più che sedicenne, partecipò in modo attivo alla vita politica come membro del Consiglio dei Cento, e affinò le sue doti di diplomatico come ambasciatore a Napoli, Roma e Venezia. Nel 1469 Lorenzo condusse un matrimonio che serviva a rafforzare il prestigio della famiglia. Riuscì sempre a conservare il favore del popolo, al quale concesse un livello di benessere mai raggiunto prima e che distrasse, durante un lento ma progressivo annullamento delle libertà democratiche, con feste e manifestazioni pubbliche di inaudito splendore. Specialmente dopo la congiura dei Pazzi il trapasso dei poteri alla signoria divenne più rapido. I congiurati ferirono Lorenzo che però riuscì a scamparla; infine il Papa scomunicò il Magnifico, rimasto armai solo a capo del suo partito e della sua città. Lorenzo va ricordato per la sua opera letteraria, assai vasta e ricca di aspetti diversi. Grande amante di tutte le arti, protegge e sostiene economicamente molti pittori, scultori, letterati e filosofi del suo tempo, che riunisce intorno a sé nel suo palazzo fiorentino San Marco, tra cui filosofi come Pico della Mirandola, pittori come Sandro Botticelli e Leonardo da Vinci e il giovane Michelangelo Buonarroti. La familiarità con questi umanisti aveva arricchito la sua personalità e probabilmente influì su di lui l'eclettismo, cioè la volontà di apprendere le cose migliori da ciascun autore precedente o contemporaneo.
Le opere del Lorenzo possono essere divise in tre grandi gruppi: quelle che riguardano l'amore e gli insegnamenti inerenti a questo argomento; quelle di intonazione popolare, scanzonate e briose, ma temperate dalla raffinata ironia dell'autore ("Canti Carnascialeschi", "I trionfi", "Canzoni a Ballo", "L'Uccellagione", "La Nencia da Barberino"); le opere di devozione ("Laudi Spirituali" e "la Rappresentazione dei santi Giovanni e Paolo").
Canti Carnascialeshi
Il Trionfo di Bacco e Arianna
Canti carnascialeschi (sopra a sinistra): genere musicale in voga a Firenze nel Quattrocento ai tempi di Lorenzo il Magnifico, a cui viene attribuita pure la loro paternità. I canti carnascialeschi assomigliano ai carri e ai trionfi, dato che tutti questi generi seguono una forma metrica popolare, come la barzelletta o la ballata, intervallata da un ritornello ed arricchita, talvolta dalla simulazione della caccia e della frottola. Questi canti abitualmente venivano eseguiti durante le feste di carnevale da un gruppo di maschere camminanti sulla strada o collocate sui carri.
Le maschere rappresentavano principalmente i mestieri e lo scopo della rappresentazione era quello di descrivere sia i gesti e le abitudini della categoria sia di alludere e riferirsi grazie a doppi sensi alla grande tematica della pratica dell'amore. Tra i mestieri raffigurati all'epoca erano immancabili quelli dello spazzacamino, del tessitore, del dipintore. È proprio di Lorenzo il Magnifico il canto più rinomato, intitolato Il trionfo di Bacco e Arianna (sopra a destra), nel quale si ritrova mirabilmente lo spirito della sua epoca.