Now they were quiet, so he leans in and says to her—
this is not the first joke, he leans in and before he can speak—
the shape of her face as it profiles, like a lost child
the ear a burden to him, it hurts to see the curve
and its restless volute, her semi-circular canals
like a polished bed in some fragrant idea of lovemaking—
he could name her, starting at her petalled feet,
her toes, the little carapace
of nail, hard to his hard,
all that dream of leg and scent, he knows her—
what if he takes her to him? To name:
all the parts of her. Doesn’t she think to smile? But her face
is dynamic as sound, the reach of it like
a missed letter. He can glance her pelvis into several
names, her inheritance of muscle
traveling like a gift to him, all her challenges, her chest,
for instance, a private warning, its desires, plus
her weird, bad, bad love for fruit, it worries him.
What was he going to say? What was he thinking? He was
leaning in to name her parts, the salmon of her breasts,
the tips, flashing like a world, what did he mean,
what language would he say, I saw, I see your shapes?
Your fresh guile? Letters lining up to pair with each line of your
mouth?
the L, for instance, its hard point, and the more applicable M
and O,
against the vivid crash your cheekbone takes to air
and all that crazy, crazy, errant hair.
Adesso erano zitti, allora lui si piega verso di lei e le dice—
questo non è il primo scherzo, si piega verso di lei e prima di
riuscire a parlare—
la forma del suo viso che si staglia di profilo, come un
bambino che si è perso
l’orecchio gli pesa, i suoi canali semicircolari
come un letto lucidato in un’idea fragrante d’amore—
potrebbe nominarla, a partire dai suoi piedi di petali,
i suoi alluci, il piccolo carapace
d’unghia, duro sul suo duro,
tutto quel sogno di gamba e di odore, la conosce—
cosa succede se la porta a lui? Da nominare:
tutte le parti di lei. Non pensa a sorridere? Ma la faccia
ha la mobilità del suono, la portata di
una lettera smarrita. Può adocchiare la sua pelvi in vari
nomi, l’eredità muscolare
in viaggio come un dono per lui, tutte le sue sfide, il petto,
per esempio, un avvertimento personale, i desideri, più
quel suo strano, malsano, malsano amore per la frutta, lo
preoccupa.
Cosa stava per dire? Cosa stava pensando? Si stava
piegando per nominare le sue parti, il salmone dei suoi seni,
le punte, lampeggianti come il mondo, cosa voleva dire,
che linguaggio avrebbe usato, Ho visto, vedo le tue forme?
La tua fresca astuzia? Lettere in coda per far coppia con le
linee della tua bocca,
la L, per esempio, la sua punta dura, o la M e la O, più
applicabili,
contro l’impatto vivido del tuo zigomo con l’aria e tutti quei
folli, folli, erranti capelli.