La storia
L'ideatore di questo strumento fu l'ingegnere meccanico Laurens Hammond, che pensò all’invenzione come soluzione alternativa agli organi tradizionali (a canne) utilizzati nelle chiese degli stati uniti. L'idea era semplice e molto americana, facendo una rapida analisi dei costi e delle dimensioni proibitive degli organi tradizionali, Hammond pensò bene di sostituire questi con la sua invenzione, che concorreva per costi ridotti e maggiore trasportabilità. L'invenzione fu presentata all'ufficio brevetti di Washington, brevettata e subito commissionata dall'industriale delle automobili Henry Ford. Dopo questi primi successi l'invenzione subì le critiche dei musicisti che paragonandola agli organi a canne, diffidavano del suono in particolare ne criticavano l'attacco considerato sgradevole. La storia fortunatamente non si fermò qui, e nel 1935, alla Fiera delle Arti Industriali, fu presentato l'Hammond, che impressionò molto i musicisti allora presenti tra i quali George Gershwin, ma anche l'organista della cattedrale di New York, Pietro Alessandro Yon e il compositore direttore d'orchestra Fritz Reiner. Nel 1940, Don Leslie, operaio della fabbrica Hammond, ideò degli amplificatori rotanti che soppiantarono i tone cabinet della stessa Hammond. Questa invenzione si rivelò sostanziale per la definitiva affermazione dell'Hammond tra i musicisti. La prima esecutrice che intuì le possibilità espressive dello strumento, fu Ethel Smith, che ne restò tanto impressionata da istituire corsi per imparare suonare questo strumento, al tempo stesso dimostrando la versatilità in ogni genere di musica, da quella sacra, come i Gospel a Quella moderna come il Jazz. In seguito molti musicisti utilizzarono l'Hammond, si ricordano nel jazz Wild Bill Davis e Jimmy Smiht, nel rock The Doors, Pink Floyd, Deep Purple ecc...
Nel giro di pochi anni gli Stati Uniti furono invasi da questo straordinario strumento, la capacità di business degli americani fece in modo che lo strumento diventasse uno staus symbol, così la media borghesia non poteva fare a meno di possederne uno. A dimostrare tale fenomeno è anche la pubblicità che in quegli anni proponeva immagini di famiglie felici raccolte a suonare lo strumento. Questa richiesta fu poi conseguenza di una sempre maggiore produzione di organi dalle dimensioni piccole e dai costi ridotti, tanto che il mercato si divise in prodotti per semplici dilettanti e quelli destinati ai professionisti. Gli anni '70, registrarono un forte declino dovuto alla nuova esperienza del suono e alle ricerche in campo elettronico, furono questi, infatti, gli anni dell'avanguardia musicale elettronica.
Nella metà degli anni '70, in Italia, fu molto apprezzato l'organo Pari, in pratica un clone dell’Hammond, ma non per questo meno considerato, infatti, fu molto usato anche da Jimmy Smiht. Oggi c'è una rinascita di quelli che sono stati i vecchi sistemi elettroacustici o elettromeccanici, infatti, grazie ai nuovi metodi di sintesi, campionatura e digitalizzazione del suono si cerca di riprodurre suoni ormai lontani come il Theremin, il Thelharmonium o l'Hammond.
Descrizione
Il primo modello presenta due manuali (tastiere) per un totale di 5 ottave, ma le prime ottave di ciascun manuale hanno i colori invertiti e non suonano, sono utilizzate per selezionare suoni preimpostati, 36 drawbars per i manuali più 2 per la pedaliera. Le principali caratteristiche tecniche dell’Hammond sono i generatori di suono, l’utilizzo della sintesi additiva, i regolatori di volume e l’amplificatore.
- I tonewheels sono delle ruote foniche, utilizzate anche nel Telharmonium, le quali ruotando vicino a dei pick-up (dispositivo elettronico capace di catturare il segnale elettromagnetico) creano un campo magnetico che genera un suono a seconda del diverso numero di dentature.
- I drawbars, invece, servono a regolare i volumi dei singoli suoni dell’organo, in pratica sono dei tiranti divisi in otto parti numerate, allo 0 il volume è al minimo.
- I primi modelli possedevano un amplificatore chiamato tone gabinet stazionari, ma il sistema adottato definitivamente fu il Lesile, un amplificatore che grazie alla rotazione degli altoparlanti conferiva un suono più spaziale.
- Il suono viene trattato con la tecnica della sintesi additiva, aggiungendo altre armoniche che ne caratterizzano il timbro.
Il suono di questo strumento è molto ricco di componenti armoniche che, attraverso processi di sintesi, possono imitare quelli che nell’organo tradizionale sono paragonati ai quattro timbri principali, i flauti, gli archi, i diapason e le ance. Questa caratteristica è ovviamente molto importante per il suono ma nell’Hammond un’altra è la componente vincente, l’interfaccia fisico “concreto” permette all’esecutore di trovare soluzioni musicali in tempo reale, sulla spinta dell’impulso creativo, aspetto importante per la liberazione dello spirito d’arte. Oggi si ritrova questa idea anche nelle più moderne macchine di computer music, proprio a significare l’influenza che ancora oggi il contatto fisico e diretto con lo strumento ha sulle capacità istintive e creative dell’artista.
Fino al 1984, anno di costruzione dell’ultimo modello, l’Hammond ha subito moltissime modifiche, dall’aggiunta di amplificatori, all’utilizzo di molteplici effetti come il chorus o le percussioni, in più i musicisti hanno apportato cambiamenti capaci di soddisfare le proprie esigenze.