Autore: FILIPPO VALENZA

Filippo Valenza è nato ad Alimena il 4 febbraio 1914 da Antonio e da Maria Domenica Alfano. Rimasto orfano in tenera età ha trascorso l’infanzia ad Alimena e poi si è trasferito a Palermo dove ha conseguito la laurea in filosofia. Ha insegnato filosofia in varie parti d’Italia ed è stato lettore di Italiano all’Università di Wuerzburg e Bonn. Ha scritto numerosi scritti di grande valore storico e sociale.

Opere:

Titolo: IL SOPRASTANTE Pubblicazione: 1974
Editore: Fratelli Conte Pagine: 390

“Soprastante è il classico uomo di fiducia del padrone terriero nella Sicilia dei latifondisti. Ma è una fiducia, troppe volte maturata e aggrovigliata da sottintesi, tortuosità, complicità nello sfruttamento e perfino nel delitto. La mafia s’infiltra senza apparire, impera senza poter essere identificata e protegge sfruttatori e assassini. L’autore possiede risorse evocative e stilistiche eccezionali, perfino sovrabbondanti a volte, però quasi ad immagine del sole rovente e delle passioni brucianti dell’isola . Si alternano, tuttavia, nel romanzo, come in quella terra, alle pagine crudamente sconcertanti in cui il delitto si svolge come una allucinazione, ed a quelle tenebrose delle convivenze e degli agguati, pagine ricche di introspezione psicologica, o di rassegnazione verghianamente fatalistica, o di dolente poesia e di religiosità squisitamente soprannaturale, fino all’epilogo insospettato, in cui alla realtà succede una fantasia mistica, ispirata tuttavia ad una intuizione attendibile dell’aldilà, dove definitivamente l’amore trionfa e l’ucciso salva il suo uccisore. Esemplare la capacità  dell’autore di narrare con uno stile efficace e duttile, che dà luce e colori connaturali ai personaggi, alle vicende, alle cose ( specialmente nelle descrizioni ambientali )".(  P. Liggeri,  La Casa, n. 12, 1971)
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Titolo: IN ISTRUTTORIA Pubblicazione: 1972
Editore: Edizioni  Dehoniane Pagine: 101

Solo per la data di pubblicazione questo libro è posteriore al romanzo Il soprastante. In confronto coll’allegoria che fa da epilogo in quel romanzo, la parola finale di questo libro apparirà cupa ed ambigua. La premessa tuttavia è la stessa: ciò che importa è il giudizio sulla nostra vita quando non ci importerà più un bel niente se intanto, mentre viviamo, i nostri conti sono indovinati o sbagliati, e se godiamo o soffriamo. Questo quando però non dev’essere preso soltanto nel senso di un punto sulla linea orizzontale del tempo, il momento in cui, come si dice, saremo nell’eternità. Esso è anche un punto sulla linea verticale dell’essere, per cui si dice pure che nell’eternità già ci siamo dall’istante in cui cominciamo ad esistere. E poiché, a vita già conclusa o non ancora conclusa, siamo sempre di fronte allo stesso giudizio, queste immagini di personaggi già nell’al di là possono avere un senso allegorico. Spingendo poi l’analisi più a fondo in un contesto umano e sociale più ampio, l’autore ha potuto chiudere l’altra sua opera con una prospettiva più ampia e sicura.
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Titolo: IL GARZONELLO Pubblicazione: 1970
Editore: Loffredo Editore Napoli Pagine: 199

E’ il rifacimento del romanzo “Il nido sotto la grondaia” allo scopo di renderlo disponibile per una adozione come testo per alunni della scuola media. Il garzonello è un piccolo ragazzo, Ignazio, che i genitori poveri affidano a un contadino più agiato come aiuto nel lavoro e come una creatura che ha bisogno di essere educata e istruita. Può dirsi fortunato: zio Lorenzo è un vecchietto intelligente e generoso, sua moglie una donna devota e di morale forse troppo severa. Il racconto prosegue con le avventure e disavventure di Ignazio nel nuovo ambiente,che è quello dei primi anni del secolo scorso. Tra i ragazzi che Ignazio incontra c’è Filippo, di due anni più avanti, e quindi già aperto all’influenza dell’aria che spira nei dintorni: socialismo, laicismo, ma anche mafia con elementi della quale Filippo ha contatti ambigui, però protetto dal suo naturale buon senso e dall’affetto verso la sorellina, Maria, orfana di madre insieme a lui, e soggetta alle angherie della matrigna, con padre che finge di non vedere. La piccola Maria. Infantile ma profondo affetto per Ignazio, preparata quindi a un amore di sposa di cui, non sappiamo se avverrà. L’autore infatti chiude il racconto dal momento in cui lo può guardare con fiducia che sarà una persona perbene come la società ne ha sempre bisogno.

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Titolo: IL PICCOLO VIET Pubblicazione: 1968
Editore: Ciranna Roma Pagine:

Il piccolo Viet è giovane vietnamita di educato dal padre fervente buddista. Ma lui sceglie di combattere con il suo popolo contro l’imperialismo degli Stati Uniti. Gli americani però non sono tutti imperialisti: un giovane ufficiale democratico rischiando la condanna per tradimento devia i rifornimenti per le truppe americane verso i combattenti vietnamiti. Nella sua attività di combattente il piccolo Viet incontra una ragazza, chiamata a Fior di pesco di cui si innamora con amore ricambiato. La vicenda si svolge nello sfondo di un incontro fra religione buddhista e cristiana nella lotta per la libertà e la giustizia.

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