Data pubblicazione: 30-ott-2016 15.50.28
FACCIAMO IL PUNTO SU: L'Iperattività ADHD.
"Non è lui che vuole andare,fatto è che non può stare fermo".
Seneca
Il disturbo da deficit di attenzione/iperattività (ADHD) è caratterizzato da un livello di attenzione scarso, inadeguato per lo sviluppo, o da aspetti di iperattività e impulsività inappropriati all'età , o da entrambi. Si tratta di bambini con alti livelli di attivazione, i quali non possono stare fermi, sono irrequieti e impulsivi, parlano incessantemente e spesso ad alta voce. Per porre diagnosi di ADHD il disturbo deve essere presente per almeno sei mesi e causare compromissione delle prestazioni scolastiche e sociali. Il disturbo, inoltre, deve manifestarsi prima dei 7 anni.
Il DSM-IV, Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, elenca tre sottotipi di ADHD:
Così, un bambino può essere inquadrato in un disturbo caratterizzato da soli sintomi di disattenzione o da sintomi di iperattività e impulsività ma senza disattenzione (Rapoport J.L. e Ismond D.R., 2000).
Il ruolo della famiglia nel trattamento del bambino con ADHD è di fondamentale importanza, considerato il contesto educativo e relazionale nel quale il bambino vive.
Occorrerà prestare particolare attenzione a come i genitori vivono e si rappresentano il problema del figlio, bisognerà rivedere le attribuzioni dei genitori relative alle cause del comportamento problematico del bambino, occorrerà formarli nella gestione del figlio e aiutarli a ottenere una collaborazione da parte del bambino.
Spesso i genitori attribuiscono ai problemi del figlio quelle peculiarità comportamentali che sfuggono al loro controllo e si dovranno promuovere dei cambiamenti affinché i genitori arrivino a pensare che sono anche loro parte del problema del figlio e che è naturale fare degli errori. Una volta capito qual è il problema, è utile insegnare loro strategie educative e modalità di intervento al fine di evitare l'adozione, da parte del figlio, di comportamenti scorretti (Cornoldi C. et al., 2009).
Gli errori più frequentemente commessi dai genitori nella gestione del comportamento del figlio con ADHD sono:
STRATEGIE EDUCATIVE
Le strategie educative più efficaci per affrontare i comportamenti problematici dei bambini con ADHD sono:
comprendere ed accettare il problema, al fine di affrontarne la gestione in modo efficace e funzionale;
programmare un piano di intervento, identificando prioritariamente quali sono i comportamenti inadeguati più frequenti nel bambino e stabilire quelli su cui si vuole intervenire;
l'impiego delle punizioni deve essere monitorato e adeguato all'età del bambino e al comportamento da punire.
Un atteggiamento eccessivamente punitivo può causare rabbia, risentimento, ostilità e demoralizzazione nel bambino.
Il parent training
Il parent training è stato suggerito come una via per migliorare il funzionamento di bambini con ADHD insegnando ai genitori a riconoscere l'importanza delle relazioni con i coetanei, ad insegnare, in modo naturale e quando ve ne è il bisogno, le abilità sociali e di crescita, ad acquisire un ruolo attivo nell'organizzazione della vita sociale del bambino, e a facilitare l'accordo fra adulti nell'ambiente in cui il bambino si trova a vivere (insegnanti e altri educatori). Di seguito verranno presentati due programmi molto accreditati di parent training.
Vio C., Marzocchi G.M. e Offredi F. (1999) hanno messo a punto un programma di parent training da proporre ai genitori di bambini ADHD, sia in un setting di lavoro individuale che di gruppo.
Si compone di 9 unità di lavoro, ciascuna delle quali tratta una specifica tematica. Dopo una fase iniziale educativa, in cui si forniscono ai genitori informazioni corrette sul disturbo, si passa ad una fase in cui si insegnano loro tecniche di gestione del comportamento iperattivo; alla fine del percorso si effettua una verifica del cammino compiuto (Bisiacchi P. e Fabbro N., 2002).
Power e collaboratori (2001) hanno messo a punto l'Homework Success Program (HSP), un programma di parent training che nasce nel tentativo di aiutare le famiglie di bambini con ADHD con difficoltà nei compiti a casa.
Si basa su un approccio comportamentale che integra il lavoro con i genitori a quello con i bambini e gli insegnanti in modo che si costituisca una catena di aiuto mossa da obiettivi comuni.
Il programma persegue i seguenti obiettivi:
aumentare la conoscenza sull'ADHD;
aumentare la conoscenza delle strategie dei cambiamenti comportamentali;
migliorare la frequenza e la qualità della collaborazione casa-scuola;
migliorare il grado di rapidità e correttezza dei compiti a casa;
migliorare i risultati scolastici dei bambini con ADHD;
migliorare la relazione genitore-figlio;
diminuire lo stress genitoriale (Renzetti V., 2008).
Dott. Davide Viola