"La parola è la chiave fatata che apre ogni porta" (don Lorenzo Milani)
INFORMALMENTE
IL GIORNALE DELL' ISTITUTO COMPRENSIVO MICHELANGELO - BARI
SECONDARIA DI PRIMO GRADO
IL GIORNALE DELL' ISTITUTO COMPRENSIVO MICHELANGELO - BARI
SECONDARIA DI PRIMO GRADO
Con il progetto "Un sogno da realizzare" presentato per il concorso nazionale La storia (di genere) al servizio del tempo presente siamo felici di comunicare che l' I.C. "Michelangelo" è risultato vincitore per la sezione “Scuola secondaria di I grado”.
Fino a poco fa
Fino a poco tempo fa, non mi somigliavo affatto.
Fino a qualche mese fa, non avevo paura per qualsiasi cosa.
Guardare lo specchio e non trovare più me stessa non è semplice.
Stare male e temere il peggio lo è ancora meno.
Vivere con la paura di lasciar andare tutto, di abbandonare le parole al vento, è questo ciò che mi sta succedendo.
Il timore prende il sopravvento, l’anima non sa più come reagire, come dare spazio alla felicità.
Il mondo è tutto nero, la sola luce che riesco a scorgere è quella della luna in piena notte.
Non riesco a prendere sonno, l’ansia percorre ogni parte di me.
Prima pensavo che non fosse così difficile affrontare l’adolescenza.
Prima pensavo di potermi amare senza respingere i miei difetti.
Ero convinta di vedere sempre il sole, anche quando oscurato dalle nuvole.
Si.
Ero diversa.
Adesso è impossibile convivere con le mie paure, non riesco a non odiare il mio aspetto ed il mio sole è oscurato da qualcosa di più delle nuvole.
Un tornado.
Un vortice grigio dove la sola cosa che si riesce a percepire è lo spostamento del vento.
Sarò mai capace di domarlo?
Una domanda a cui la mia mente risponde di no, ma il mio cuore, la mia anima, sussurra lievemente che si, ce la posso fare.
Questa sono io e mi devo accettare.
Questa è la vita, la devo saper apprezzare.
Giulia Giannoccaro_______
Classe terza
disegno di Melorin Yaghoubi Khanghahi ______
Il rivoluzionario della chiesa
Eccoci qua:
21 aprile, ore 7:35…
Ora che ci spezza il cuore,
Di rabbia, ma soprattutto di dolore.
Una persona speciale viene a mancare,
Chi pensava mai che se ne poteva andare?
In 12 anni una rivoluzione certo l’ha fatta,
Quella della Chiesa rimasta stupefatta.
Con gloria e dolore urleremo il suo nome,
Grazie Papa Francesco per il tuo amore.
Martina Calculli_______
Classe prima
Il mio primo Papa
"Grazie a lui ho capito che non bisogna pensare solo a se stessi, ma bisogna essere attenti ai più bisognosi"
Simone Novembrino_______
Classe seconda
Papa Francesco è stato il primo e unico papa che abbiamo conosciuto noi dodicenni.
Nonostante io non abbia altri termini di paragone, posso affermare che per me è stato molto importante sia dal punto di vista spirituale, sia umano.
Grazie a lui ho capito che non bisogna pensare solo a se stessi, ma bisogna essere attenti ai più bisognosi. Infatti, papa Francesco non perdeva occasione per visitare i carcerati, per incontrare i senza tetto, gli ammalati, gli immigrati, i bambini orfani, insomma per incontrare e ascoltare le persone.
È stato un esempio di umiltà, infatti, fin da quando è diventato papa, Francesco si è definito semplicemente “vescovo di Roma” e non “papa” e questo mi ha colpito, anche perché attraverso questa scelta è riuscito a dialogare con i rappresentanti delle altre fedi cristiane, come quella protestante e ortodossa che non riconoscono al papa il primato sugli altri vescovi.
Papa Francesco è stato definito da alcuni “papa progressista”. Non so bene cosa significhi, ma credo che sia stato definito così perché lui ha preferito non fossilizzarsi su alcune idee che allontanano le persone dalla Chiesa, ma ha voluto “fare dei progressi”, aprendosi alle nuove sfide della società. E questo è molto importante. Ad esempio, in base alla mia esperienza, posso dire che molti ragazzi dopo il catechismo hanno smesso sia di frequentare la Chiesa, sia di essere credenti. Tuttavia, sentire il papa parlare di intelligenza artificiale ha certamente incuriosito alcuni ragazzi.
Anche se è morto, penso che Papa Francesco grazie al suo esempio possa continuare ad essere un punto di riferimento per tutti e possa orientarci nei momenti più difficili della vita.
Sicuramente, durante l’arco della mia vita conoscerò altri pontefici. Tuttavia, Francesco avrà un posto speciale nel mio cuore.
Due Papi ma una sola visione
"Dopo aver vissuto anni, caratterizzati dalla presenza di un Papa così benevolo e innovativo, vedere eletto Leone XIV mi fa sperare che il nuovo pontefice segua l’esempio di papa Francesco"
Oscar Denora_______
Classe terza
Il Papa nella storia cristiana è stato molto più di una guida religiosa, è sempre stato un uomo di potere e di equilibrio. Ha spesso trasmesso valori profondi, universalmente riconosciuti anche per popoli non cristiani. Oggi la sua parola, nelle relazioni tra gli Stati e nei grandi temi globali, ha un peso particolare, perché non è legata a interessi politici o economici.
Quando parla di pace, giustizia sociale o diritti umani, lo fa con la responsabilità di un ruolo che va oltre i confini della fede cristiana. Papa Francesco è l’unico che ho vissuto. Mi è piaciuto molto nel suo rapporto con le persone, i grandi e gli ultimi, per i suoi modi semplici e spontanei, la chiarezza con cui si esprimeva, il modo in cui sosteneva chi soffriva o veniva
emarginato. Attento ai problemi sociali, denunciava la guerra, il razzismo, lo sfruttamento dell’ambiente, l’aggressività verso i migranti.
Tutte le volte che ascoltavo il suo Angelus domenicale, pensavo a quanto la sua voce potesse contare, trattando in un unico momento temi e obiettivi comuni a tutta l’umanità. Un altro aspetto, che adoravo di
Papa Francesco, era la sua capacità di dialogare con tutti: credenti di altre religioni, politici, giovani o altre persone estranee alla Chiesa. Era una di quelle rare persone che, invece di alimentare conflitti, costruiscono ponti fra popoli.
Papa Francesco è la dimostrazione concreta di come la fede possa essere vissuta nel quotidiano, con costante rispetto e attenzione verso gli altri. Credo davvero che oggi il mondo abbia bisogno di persone come lui. In un’epoca caratterizzata da guerre, crisi e conflitti sociali, la sua voce era un costante richiamo a porre fine ai conflitti e alle disuguaglianze, in quantoportatrici di malcontenti e ferite profonde nell’anima di molte persone.
Dopo aver vissuto anni, caratterizzati dalla presenza di un Papa così benevolo e innovativo, vedere eletto Leone XIV mi fa sperare che il nuovo pontefice segua l’esempio di papa Francesco e continui ad adoperarsi, con discorsi e iniziative per temi come: la difesa dei diritti umani, la pace, la libertà, il rispetto della natura e la buona convivenza civile fra popoli.
Un Papa americano, che potrebbe rappresentare davvero una chiave di volta nei conflitti che lacerano la società contemporanea, un uomo di equilibrio tra Oriente e Occidente, in grado forse di mitigare il clima di odio e competizione tra le grandi potenze mondiali.
Sua Santità Leone XIV,
Le scrivo a nome di tutti gli studenti e le studentesse della mia scuola per rivolgerle un sincero augurio
per il Suo pontificato. Il Suo è un ruolo importante sia in quanto guida della Chiesa, sia perché le parole del Papa risuonano anche tra i non credenti.
Stiamo vivendo un periodo carico di interrogativi sulla pace, sulla giustizia, sull’uguaglianza e sulla vita.
Per questo le chiediamo di indicarci la strada giusta da seguire. Le chiediamo di ascoltare i nostri dubbi e le nostre speranze per saperci dare delle risposte.
Tanti di noi hanno guardato Papa Francesco come modello di umanità, semplicità, gratitudine per la vita e attenzione per le persone povere. Quindi le domandiamo di proseguirne l’opera e di continuare ad aiutare
disegno di Elena Tubo ______
le persone in difficoltà per essere un faro di speranza per il mondo.
Con devozione e fiducia.
Iris Passaquindici_______
Classe seconda
BUON LAVORO, SANTO PADRE!
Sua Santità,
mi congratulo con lei per il suo nuovo incarico e spero davvero che il suo pontificato sia fecondo e duraturo. Il suo primo discorso mi ha emozionato. Vorrei che provasse a risolvere il problema della guerra, o meglio delle guerre che ci sono nel mondo. Anche se so che non sarà un compito facile, mi auguro che lei possa dare il suo contributo alla costruzione di una pace “giusta e duratura”.
Spero, poi, che continui a sostenere la Chiesa che opera per le persone bisognose, soprattutto per i bambini e i ragazzi di tutto il mondo, affinché possano andare a scuola e possano usufruire di cure mediche qualora ne avessero bisogno. So che lei con il suo esempio e le sue parole può fare molto.
Buon lavoro, Santo Padre!
Vittoria Liuni_______
Classe seconda
Sarà fumata bianca anche per la pace?
"Ogni individuo non può lavarsi la coscienza dicendo "io non posso farci niente" perché ciascuno, nel suo piccolo, può essere promotore di azioni buone"
Fiammetta Avitto_______
Classe seconda
Dalle 18.07 di giovedì 8 maggio, cioè dalla famosa fumata bianca, tutto il mondo è davanti alla tv ad aspettare di conoscere il nuovo Papa. Quando finalmente si affaccia al balcone della basilica di San Pietro, la prima frase che pronuncia è: “La pace sia con tutti voi!”. Ed è "pace" la parola chiave del breve saluto di Leone XIV, una parola ripetuta più volte e che, oltre ad essere una speranza, suona come un obiettivo da raggiungere.
In un tempo di guerre, di genocidi, di spargimento di sangue, il Papa definisce la sua idea di pace come disarmata e disarmante e invita tutti noi a seguire senza paura il cammino di Gesù. Un'esortazione alla pace e alla fratellanza fra i popoli nella speranza che questa sia raccolta soprattutto in quei paesi come l'Ucraina e la Palestina dove la guerra continua a mietere vittime innocenti.
Questo invito del Papa si riferisce anche alla necessità di abbattere ogni barriera, di superare ogni ingiustizia sociale, di considerare veramente l'altro come fratello e quindi di cancellare ogni forma di egoismo.
Non è possibile che nel XXI secolo ci siano paesi in cui i bambini muoiono di fame e altri in cui il cibo viene sprecato! Ogni individuo non può lavarsi la coscienza dicendo "io non posso farci niente" perché ciascuno, nel suo piccolo, può essere promotore di azioni buone.
Allora io penso che la pace incominci da noi, nel nostro quotidiano, in casa, in famiglia o a scuola, dove gli episodi di bullismo spesso riempiono le pagine dei quotidiani. Certo, é difficile rispondere con un sorriso ad un'offesa o ad un gesto sgarbato; è difficile mettersi dalla parte del più debole; è difficile rinunciare agli onori o al potere, ma se saremo consapevoli che il
cammino verso la pace è fatto di piccoli passi e di piccole rinunce, allora saremo sostenuti dalla più grande forza che governa l'universo: l'armonia dell'amore.
Una domenica violenta
Sveva Martino_______
Classe seconda
Domenica quattro maggio allo stadio S. Nicola di Bari è avvenuto un fatto a dir poco orribile. Alla fine della partita Bari-Pisa un uomo che si trovava insieme al figlio all’esterno dello stadio è stato violentemente picchiato davanti al bambino in lacrime, successivamente allontanato da alcuni presenti, che fortunatamente hanno avuto il buon senso di non farlo assistere all’agghiacciante scena. Si pensa che la causa sia stata un’aggressione di cui era stato protagonista proprio precedentemente all’interno dello stadio il papà. Il problema di fatto non è la causa ma l’idea che l’uomo ha picchiato ed è stato picchiato in presenza del figlio, neanche un bambino piccolo è riuscito a far contenere e a far placare l’ira di quegli uomini furibondi che presi dalla rabbia non sono riusciti a realizzare il trauma che quell’avvenimento avrebbe lasciato nel bambino. Il ricordo dell’accaduto potrebbe risvegliarsi in lui non solo attraverso la manifestazione di uno stato d’animo caratterizzato dalla rabbia o tristezza ma bensì potrebbe far scaturire un desiderio di vendetta che porterebbe ad altra violenza. È risaputo che chi vive in contesti violenti si nutre purtroppo di violenza. Questa, però, non deve mai essere la risposta, con essa non si risolvono mai i problemi e causa danni alle persone esteriormente ma anche interiormente che lasciano cicatrici che anche dopo anni non si riescono a curare.
Intervista al professor Michele De Candia autore dello spettacolo "L'Altra Terra"
Intervista realizzata da Flavia Giancane______
In questa intervista, parliamo con il Prof. Michele De Candia, un insegnante che ha creato uno spettacolo chiamato “L’Altra Terra”. Questo spettacolo affronta il serio problema dell'inquinamento, in particolare quello causato dalle Acciaierie Di Taranto.
Il prof. De Candia ci spiega come raccontare temi importanti ai giovani, le difficoltà nella creazione dello spettacolo e l'importanza del teatro per cambiare il modo in cui le persone vedono l'ambiente. Di seguito, presentiamo le domande e le risposte emerse durante la nostra conversazione.
Come si fa a raccontare un problema serio come l’inquinamento in modo che arrivi anche ai più giovani?
Usando metodi più divertenti e ironici, la spiegazione e la sensibilizzazione sono secondo lui molto più efficaci. È sempre meglio parlare ai ragazzi con toni semplici e immediati. Un concetto si può esprimere sia in modi “tradizionali” che in modi vissuti in prima persona, come ad esempio una canzone, una danza, eccetera.
Qual è stata la parte più difficile da immaginare o mettere in scena in uno spettacolo così impegnativo?
La parte più complicata è stata pensare alla
idea. Tutto il resto, la scrittura, l’inserimento delle parti musicali, dei balletti, i movimenti scenici, insomma, tutto quello che può definirsi la regia dello spettacolo, viene di conseguenza. La parte più impegnativa è, però, sicuramente la messa in scena, cioè far capire ai ragazzi il modo di recitare, insegnare le canzoni e i balletti.
Che ruolo ha secondo lei il teatro nel cambiare il modo in cui le persone vedono l’ambiente o i problemi della società?
Il teatro, come tutte le forme artistiche, ha un ruolo fondamentale perché arriva direttamente al pubblico, attraverso “percorsi misteriosi”. Ognuno percepisce e recepisce il messaggio in maniera personale e lo fa proprio. Quando una persona mette in moto tutti i propri sensi (vista, udito…) come quando vede un musical, l’effetto è sicuramente più prorompente.
C’è un messaggio “nascosto” nello spettacolo
che secondo lei solo chi sta attento riuscirà a cogliere?
Nello spettacolo ci sono tanti messaggi espliciti, ma anche messaggi nascosti, che ovviamente non vi svelerò in questa intervista.
Se potesse far vedere questo spettacolo a una persona famosa o importante, chi sceglierebbe e perché?
Senza voler far torto a nessuno, non sceglierei una persona importante in particolare, ma sicuramente lo farei vedere a tutti quelli che occupano dei posti di potere e a quelli a capo di aziende di multinazionali che contribuiscono, purtroppo, ancora oggi, all’inquinamento della nostra terra.Cosa spera che gli studenti si portino dentro dopo aver vissuto questa esperienza?
Io spero che gli studenti si portino dentro sicuramente un’esperienza personale, di condivisione e amicizia, perché il teatro aiuta i ragazzi a migliorare i loro rapporti. Mi aspetto, inoltre, che un piccolo semino sulla sensibilizzazione alla sostenibilità possa germogliare dentro di loro e farli diventare il futuro degli adulti più responsabili e sensibili all’inquinamento.
Quindi, quando verrà messo in scena questo spettacolo?
Lo spettacolo verrà messo in scena il giorno venerdì 30 maggio e vi potranno assistere tutte le classi nelle quali sono presenti, gli attori, i ballerini, i cantanti e gli stessi genitori. Vi aspettiamo!
La bellezza di essere unici
"Non dobbiamo considerare le persone con disabilità come diverse, perché anche loro hanno delle capacità che li rendono unici"
Iris Passaquindici, Marco Basile, Simone Novembrino_______
Classe seconda
Spesso vediamo i problemi come un peso, non rendendoci conto che alcune caratteristiche ci rendono unici. Così è per ciascuno di noi. Così è per le persone con disabilità.
Nel corso dell’anno ci sono varie occasioni per riflettere sulla disabilità e in questi giorni se ne aggiunge una: il giubileo delle persone con disabilità.
Prima di parlare di disabilità è importante capire come i cambiamenti linguistici stanno accompagnando un cambiamento di mentalità.
Qualche decennio fa si usava il termine “handicappato” o “portatore di handicap” per indicare le persone con disabilità. Questo termine deriva dal mondo dell’equitazione, infatti l'handicap era una il peso messo sui cavalli più veloci per renderli uguali agli altri nelle gare. Dunque, il “portatore di handicap” era considerato un peso per la società e il termine “handicappato” veniva usato in modo offensivo. Questo è il motivo per cui è stato
sostituito dai termini “disabile” (cioè non abile) e poi “diversamente abile” che sono meno dispregiativi, ma mettono sempre in evidenza il “difetto” della persona, ancora considerata diversa.
Oggi, invece, si utilizza “persona con disabilità” perché in primo piano si vuole mettere la persona, la sua umanità: questo la rende uguale a tutti gli altri esseri umani.
Se si pensa che la disabilità motoria, psichica, genetica, sensoriale può manifestarsi in qualunque momento della vita di una persona, l’approccio a questa condizione di vita cambia. Non dobbiamo considerare le persone con disabilità come diverse, perché anche loro hanno delle capacità che li rendono unici. Spesso, a prima vista, pensiamo che una persona con disabilità non capisca o che non
possa essere nostra amica, ma invece è proprio il contrario, perché loro ci aiutano, ci capiscono e ci insegnano a non arrenderci, spronandoci ad andare avanti anche nei momenti più difficili e tristi della nostra vita. Inoltre, una persona con disabilità non è debole, anzi, è una persona fortissima, che riesce a vivere la sua vita nonostante tutte le difficoltà, affronta i problemi con coraggio e dona tanta felicità. Come per tutti, nei momenti del bisogno anche la persona con disabilità cerca una persona di cui fidarsi, che gli stia accanto.
Il problema più grande, però, è l’ indifferenza e la cattiveria della gente: alcuni quando vedono delle persone disabili sono indifferenti o, peggio, le prendono in giro ironizzando sulle loro difficoltà.
Però si può cambiare. Noi ragazzi possiamo fare la differenza aiutando e offrendo la nostra amicizia a chi è in classe con noi o nelle nostre famiglie o nei luoghi che frequentiamo.
Ognuno è unico cosi com’è, con o senza disabilità, perciò bisogna trattarsi tutti come pari, perché nessuno è veramente diverso.
Edizione straordinaria!
Luca Ortolano_______
Classe prima
Siamo nel Tredicesimo secolo e adesso, visto che le città si stanno popolando a dismisura, si creeranno nuovi edifici e le mura si amplieranno!
Ma non è finita qui, perché le case saranno “a schiera” o splendide case-torri. Inoltre, grazie all’aiuto manuale ed economico dei cittadini, si costruiranno molte cattedrali, in cui risiederanno gli ecclesiastici.
Ma le novità sono ancora molte! Come quella del nuovo lavoro: il cambiavalute, che permetterà ad ogni messere di acquistare e vendere merci nella valuta locale e ancora…da adesso non si porteranno più monete in viaggio, bensì il banchiere ti darà una lettera di cambio: un documento contenente tutto il credito, per evitare che le monete siano rubate!
Infine, le ultime due novità dal grande impatto sociale: i poveri bambini abbandonati saranno accolti dagli ecclesiastici nella “casa dei gittarelli”, dove verranno sfamati ed allevati. Inoltre, adesso, grazie a studenti e maestri,
Un’immersione nella natura incantata del Parco di Villa Durazzo Pallavicini
"Questo museo a cielo aperto mi ha dato la possibilità di riflettere sull’importanza della natura per noi esseri umani: attraverso il contatto con essa, in tutte le sue manifestazioni"
Chiara Lorusso_______
Classe seconda
Durante le vacanze di Pasqua, io e la mia famiglia siamo andati in Liguria, precisamente a Genova. Siamo rimasti lì per circa una settimana circa e abbiamo visitato la città, Genova Nervi con la sua torre di avvistamento, l’Acquario di Genova e la Villa Durazzo Pallavicini situata a Genova Pegli. Quest’ultima mi ha colpito particolarmente.
Quel giorno abbiamo visitato solo il giardino, che si estende su otto ettari di collina ed è stato costruito tra il 1840 e il 1846 su progetto dell’architetto Michele Canzio, per volere del marchese Ignazio Pallavicini. Questo giardino si è guadagnato il titolo di ”Parco più bello d’Italia” e direi proprio a giusta ragione!
All’ingresso ci hanno consegnato una mappa che mi ha subito incuriosito, perché suddivideva il percorso in varie tappe dai nomi suggestivi: il viale gotico, il viale classico, il ritorno alla natura, il recupero della storia, la catarsi e i giochi d’acqua. A ognuna di queste tappe, corrisponde idealmente un atto teatrale, a partire dal prologo (il viale gotico) fino alla catarsi finale del terzo atto, perché il parco stesso rappresenta un cammino di purificazione. Infatti, il giardino fu concepito come un percorso scenografico e teatrale che
credito, per evitare che le monete siano rubate!
Infine, le ultime due novità dal grande impatto sociale: i poveri bambini abbandonati saranno accolti dagli ecclesiastici nella “casa dei gittarelli”, dove verranno sfamati ed allevati. Inoltre, adesso, grazie a studenti e maestri, nasceranno le scuole di istruzione superiore, dove chi lo desidera potrà imparare e diventare un esperto.
Queste sono tutte le innovazioni, vi aggiorneremo presto con altre grandi notizie!
nasceranno le scuole di istruzione superiore, dove chi lo desidera potrà imparare e diventare un esperto.
Queste sono tutte le innovazioni, vi aggiorneremo presto con altre grandi notizie!
conduce il visitatore in un viaggio interiore tra arte, natura e spiritualità.
Lungo il percorso abbiamo incontrato laghetti, torrentelli, cascate, una sala etrusca, una capanna svizzera, una cappelletta dedicata alla Madonna, il Castello del Capitano (in cui siamo saliti per ammirare un panorama meraviglioso), un obelisco egizio, un ponte cinese, un chiosco turco, un tempio di Diana.
Quello che più mi ha colpito sono state le grotte
sotterranee chiamate "Grotte degli Inferi”: siamo entrati in una sorta di antro naturale e subito il buio ci ha avvolto. Dopo un po’, però, alla fioca luce di qualche lampada abbiamo visto stalattiti e stalagmiti, oltre a un corso d’acqua sotterraneo suggestivo. Nel parco ho notato anche un’attenzione speciale per i fiori: abbiamo camminato attraverso viali di camelie dai mille colori e abbiamo visitato il cosiddetto "Giardino di Flora”, un vero e proprio orto botanico.
Io e la mia famiglia abbiamo trascorso lì mezza giornata, e mi sono divertita a scattare molte foto al panorama e ai bellissimi fiori. Senza dubbio il Parco di Villa Durazzo Pallavicini è stato il mio posto preferito tra quelli visitati in Liguria. Questo museo a cielo aperto mi ha dato la possibilità di riflettere sull’importanza della natura per noi esseri umani: attraverso il contatto con essa, in tutte le sue manifestazioni, possiamo fermarci a riflettere e meditare, rallentando per un po’ i ritmi frenetici della nostra quotidianità.
Sono contenta che il marchese Ignazio Pallavicini, tanti anni fa, abbia voluto far realizzare questo piccolo gioiello di arte e natura, che mi ha regalato tante belle emozioni.
L’effetto Pigmalione
Adriana Troccoli_______
Classe terza
Spesso sono stata vittima dell’effetto Pigmalione. Ma che cos’è?
Un Pigmalione è una persona che ci fa da mentore, che affina in noi sensibilità e capacità
innate. Però non è questo aspetto che temo, bensì l’altra faccia della medaglia. L’effetto Pigmalione può, infatti, oscurare il nostro giudizio: le aspettative che abbiamo su una persona o su un gruppo influenzano il modo in cui interagiamo con loro.
Ma a chi si deve tutto questo?
La psicologia attinge da un mito greco: Pigmalione, infatti, era un famoso scultore che ripudiava il genere femminile, ritenendo tutte le donne inadatte a lui per difetti caratteriali o fisici. Un giorno quindi decise di realizzare il suo prototipo di donna perfetta, attraverso la sua arte. Dopo tanto tempo, la statua era terminata ed era talmente bella, che egli stesso se ne innamorò.
Il nostro Pigmalione non riusciva a darsi pace: vedere ogni giorno nella propria casa una donna talmente bella e sapere che non fosse reale lo distruggeva. Così, durante una cerimonia per la dea Afrodite, il povero mortale chiese alla divinità della bellezza e dell'amore di fargli trovare una donna, che si avvicinasse abbastanza alla sua scultura. La dea, impietosita, fece di più: rese la sua statua una persona in carne ed ossa.
Come diremmo noi, vissero tutti felici e contenti.
Ma quindi cosa c’entra tutto questo?
Pigmalione era riuscito a rendere viva la sua scultura grazie alle aspettative, che nutriva nei suoi confronti, a farne la donna perfetta e senza difetti. Quindi, rifacendoci a tale mito, in primo luogo l’effetto Pigmalione, e dunque la fiducia riposta nelle nostre potenzialità, può affinare la nostra personalità in modo irreversibile.
Il secondo punto sembra molto simile, tuttavia vi è una differenza sottile: Pigmalione è stato tanto offuscato dalla bellezza della sua creazione, che si è dimenticato che la stessa non fosse reale, così da essersi disperato una volta averlo capito.
È questo ciò di cui ho paura: essere influenzata dalle aspettative altrui o che io stessa possa condizionare il pensiero di altri.
Tuttavia il fascino è più forte della paura. Questo mito ci fa comprendere come il nostro pensiero positivo porti a risultati positivi, così come quello negativo riscuota esiti negativi.
Non solo, il nostro Pigmalione, dopo averci influenzato, crea inevitabilmente un legame intenso con noi; per questo spesso è una persona cara o che conosciamo da tanto tempo.
Ciò che mi ammalia è come secoli addietro gli antichi Greci spiegavano molte cose talmente importanti in maniera semplicissima, mentre noi, uomini contemporanei, per capirne una minima parte abbiamo impiegato anni di studi.
Amore e Psiche
"È la favola della curiosità, dell’invidia, dell’essere umano che travalica i limiti della mortalità"
Arianna Marcolivio_______
Classe terza
Amore e Psiche è, senza dubbio, una delle più affascinanti storie mitologiche dell’antichità. Mette in relazione due degli elementi più discussi dall’umanità: il cuore e la ragione. Inizia come una qualsiasi altra favola: un re e una regina con tre bellissime figlie, ma una lo è più di tutte: è Psiche, una mortale dotata di una bellezza sovrumana, capace di attirare persino le invidie di Venere. La dea della bellezza decide, così, di ricorrere all’aiuto del figlio Cupido per far innamorare la sua rivale dell’ultimo degli uomini sulla Terra. Nell’intento, però, Cupido si ferisce irreversibilmente con una delle sue frecce, innamorandosi perdutamente di Psiche.
Nonostante la sua bellezza, Psiche era sola, nessuno osava avvicinarsi a lei, forse per paura o per soggezione. Era dunque la sua bellezza una condanna, una maledizione? La sorte, però, aveva già scelto per lei: in giovane età divenne sposa di Cupido ma ad una condizione: non poteva né guardargli il volto né conoscere il suo nome. Così Psiche prosegue la sua vita, accettando il suo amore cieco fino a quando, un giorno, l’invidia delle sorelle alimentò la sua curiosità: nel buio della notte, armata di una lampada ad olio, illuminò il volto divino del suo sposo che le è finalmente rivelato. Riuscì a vedere anche il suo arco e le sue frecce e, proprio come il marito, si autoinflisse la condanna dell’Amore. Cupido si svegliò, ferito dall’olio del lume e, in preda alla confusione e al dispiacere, volò via, lasciando Psiche sola e disperata. Il perdono è il più nobile dei sentimenti, ma Cupido è smarrito. Nessuno si aspetterebbe di venire traditi dalla persona che si ama…riuscirà dunque Cupido ad assolvere il peccato di Psiche? Ma la favola di Amore e Psiche è molto più di un mito romantico. È la
favola della curiosità, dell’invidia, dell’essere umano che travalica i limiti della mortalità, è la prova che la sorte è destinata a compiersi nonostante gli ostacoli, le parole e i divieti. E non in ultimo, Amore e Psiche è la dimostrazione che, a volte e paradossalmente, la mente può essere più irrazionale del cuore.
L'AUTISMO
LA GIORNATA MONDIALE PER LA CONSAPEVOLEZZA SULL’AUTISMO
Leda Speziga e Nicolai Brattelli_______
Classe prima
Il 2 aprile di ogni anno ricorre la Giornata Mondiale per la Consapevolezza sull’Autismo.
Ma cos’è l’autismo?
Il termine indica un disturbo dello sviluppo neurologico altamente variabile che appare durante l'infanzia e, in genere, segue un percorso costante senza che vi sia una remissione.
Le aree generalmente compromesse sono quelle dell’interazione sociale e della comunicazione verbale e non verbale; la condizione autistica è caratterizzata anche da ristrettezza di interessi e comportamenti ripetitivi. Altri aspetti, come un'alimentazione atipica, sono anch'essi frequenti, ma non di primaria importanza per la diagnosi.
Gli individui con autismo possono avere alcuni aspetti della propria vita gravemente compromessi, ma altri nella norma.
L’ONU ha istituito la Giornata Mondiale dell’Autismo per sensibilizzare, accrescere la consapevolezza su questa condizione e tutelare i diritti delle persone nello spettro autistico. Molto spesso si crede erroneamente che le persone con autismo non siano intelligenti, senza sapere che alcune di loro sono ad alto funzionamento, cioè sono in grado di vivere con un buon livello di autonomia e sono capaci di parlare, leggere e scrivere.
A volte gli individui con autismo sono sensibili a suoni e movimenti improvvisi ed è anche per questo che alcuni trovano altri modi di comunicare attraverso il disegno, la musica e altre attività.
Il 2 aprile, dunque, è una giornata importante per ricordare che le differenze non sono un problema, ma un dono, e che aiutare gli altri non è un lavoro, ma un modo per migliorare la vita di qualcuno.
Giulia Lozzi_______
Classe seconda
IL MANIFESTO DELLA COMUNICAZIONE NON OSTILE
Ahi dazi!,
"Osi imporre dazi contro l’Europa, terra di storia, ingegno e antica prosperità.
Non bastavano le tue parole ostili contro Gaza e l’ucraino Zelensky,
ora vuoi spezzare il mercato comune con azioni inopportune!
Ma sappi che ciò che imponi, la storia non perdonerà, né dimenticherà"
Invettiva contro il presidente Trump
Ahi stolta America, potente e con un presidente così prepotente.
Un tempo baluardo di libertà, ma ora cieca di lealtà nei confronti dei fratelli d’Occidente.
E tu, Trump, osi imporre dazi contro l’Europa, terra di storia, ingegno e antica prosperità.
Non bastavano le tue parole ostili contro Gaza e l’ucraino Zelensky,
ora vuoi spezzare il mercato comune con azioni inopportune!
Ma sappi che ciò che imponi, la storia non perdonerà, né dimenticherà.
Il sogno di Trump dopo 30 anni ritornerà per strozzare le auto importate dal Giappone e dall’Unione Europea.
Lo stesso obbligherà le aziende straniere a produrre sul suolo americano in cambio dell’odiosa tassa.
Ben vengano le contromisure contro i dazi americani e che l’inflazione ricada soprattutto sugli USA stessi.
Guardati prima che sia tardi!
Rimpiangi il tuo Biden.
Sveva Speranza_______
Classe seconda
Sofia Cagnatta_______
Classe terza
Grazie all’iniziativa del giornale Bariseranews, ho avuto la possibilità di porgere delle domande a Francesca Bottalico. Per 10 anni è stata un’assessora al Walfare presso il Comune di Bari. Attualmente è presidente della terza Commissione consiliare per la cultura, politiche giovanili, sport nonché delegata alla cultura e turismo per la città. Sin da quando aveva una giovane età si è impegnata come volontaria in alcune associazioni, per poi dedicarsi allo scoutismo. Dopo un paio d’anni è diventata capo scout, proprio per poter guidare e aiutare ragazzi più piccoli. Diventata più grande, ha scelto di dedicare la sua attenzione soprattutto alle zone periferiche della Città. Grazie a questo particolare interesse é stata scelta da Decaro proprio per la sua esperienza in questo ambito. Per aiutare i ragazzi della città, la dottoressa ha pensato prima di tutto ad un approccio vincente nei confronti di questi ragazzi, solo in seguito ad un progetto. Ha avuto a che fare con ragazzi giovanissimi a contatto con la criminalità o anche con ragazzi con disabilità. In ogni caso, ha sempre cercato di promuovere una politica che permettesse ad ogni ragazzo, indipendentemente dalle condizioni, di ricevere un’efficace educazione. A tal riguardo ci sono stati diversi progetti per includere il maggior numero di ragazzi e portarli a sentirsi maggiormente inclusi all’interno della società. Un esempio è “LAB”, un laboratorio creativo contro le disparità di genere e la violenza o “La biblioteca sul mare”, cioè una biblioteca situata su una barca sottratta alla criminalità organizzata. Questo progetto aveva lo scopo di dare un’opportunità
Incontro con l’assessora Francesca Bottalico
"Incontrare la Bottalico é stata un’esperienza unica per me perché mi ha permesso di conoscere le politiche della mia città e trasmesso l’importanza di occuparsi di politiche miranti a migliorare la vita dei cittadini"
sia a ragazzi minorenni appena usciti dal carcere, sia a ragazzi migranti.
Inoltre è stata ideatrice dei “Condomini Sociali”. Si era già occupata prima delle famiglie, che non avendo una casa perché avevano subito uno sfratto o per problemi economici, non potevano restare unite. Ciò accadeva perché erano costretti a separarsi perché esistevano due strutture di accoglienza,
una per gli uomini e una per le donne e i figli. Con i Condomini sociali, invece, ha dato vita averi e propri condomini, dotati di stanze con bagni, con una cucina e spazi in comune, dove più persone, pur avendo la loro autonomia convivevano insieme agli altri. Inizialmente é stato difficile e quasi nessuno credeva in questa realizzazione e lei stessa aveva molta paura che una cosa così nuova potesse fallire.
Invece, in Italia sono nati altri 27 Condomini Sociali e con il tempo si sono sviluppati e specializzati in diversi ambiti. Quando il gruppo politico del sindaco non l’ha ri-eletta assessora al welfare, la Bottalico si è sentita molto amareggiata, disorientata e con un forte senso di vuoto perchè all’improvviso non poteva più occuparsi delle persone per le quali si era sempre spesa. il nuovo incarico, però, la sta ugualmente entusiasmando e le sta permettendo di occuparsi di nuove iniziative di cui in precedenza non si era occupata. La presidentessa, quindi, ricopre tre ruoli. É consigliera comunale, è diventata presidente della Commissione per le culture e le politiche giovanili ed educative e, quindi, coordina una commissione di consiglieri che si occupa di controllare, proporre, verificare tutti gli atti e le politiche che vengono adottate dagli assessori. infine ha un terzo ruolo,quello di consigliera anche dell’area metropolitana della città di Bari.
Incontrare la Bottalico é stata un’esperienza unica per me perché mi ha permesso di conoscere le politiche della mia città e trasmesso l’importanza di occuparsi di politiche miranti a migliorare la vita dei cittadini.