Un libro, un incontro
Giuseppe Binetti_______
Classe prima
Le classi prime hanno incontrato in auditorium Giacomo Mazzariol, autore del libro “Mio fratello rincorre i dinosauri”. Lo scrittore ha parlato di suo fratello Giovanni che ora ha 22 anni, vive con i genitori e lavora in un ristorante. Ha spiegato che suo fratello è migliorato molto in varie attività e ora frequenta un corso per imparare ad essere autonomo. Poi Giacomo Mazzariol ci ha chiesto di condividere le nostre esperienze con persone diversamente abili. È stato un momento particolarmente emozionante
perché alcuni hanno raccontato la propria esperienza di vita quotidiana con fratelli o sorelle o genitori disabili. Abbiamo capito che a volte i pregiudizi degli altri possono farci pensare di essere noi “sbagliati”, ma il vero problema è la società che crea delle barriere. Poi Mazzariol, partendo dalla “piramide dell’abilismo”, ha spiegato il significato di alcuni termini come abilismo, infantilizzazione, deistituzionalizzazione, inclusione, discriminazione, autodeterminazione. Inoltre ci ha fatto riflettere su come i social e i giornali raccontano la disabilità. L’autore, infine, ha risposto alle numerose domande degli studenti e ha autografato i libri.
INCONTRO CON L’AUTRICE BORTOLOTTI
Tommaso Mansueto_______
Classe prima
Il 10 aprile 2025 alcune classi dell'I.C. Michelangelo si sono recate in Auditorium per incontrare l'autrice del libro “I bambini di Gaza”, che ha ispirato anche il film del regista Loris Lai.
Al suo arrivo, Nicoletta Bortolotti aveva molte domande sul libro che l'aspettavano.
Nel corso dell’incontro, non solo ha risposto ad esse, ma ha anche parlato della sua vita personale.
“Perché ha scritto questo libro? Perché ha scelto un argomento così delicato?” - è stato una delle prime domande che le sono state rivolte.
L'autrice ha risposto che ha scritto “I bambini di Gaza” per descrivere la condizione drammatica che molti popoli sperimentano quotidianamente sulla loro pelle: la guerra.
La Bortolotti, tuttavia, ha cercato di bilanciare commedia e tragedia, luci e ombre, perciò ha scelto di raccontare la sua storia rendendone protagonisti due bambini, Mahmud e Samir,
che non comprendono la vera tragedia e la distruzione provocata dalla guerra.
Molte volte, nel libro, azioni, situazioni e realtà tragiche sono espresse tramite gli occhi e i pensieri di un bambino.
“L'altro tema principale di questo libro è il surf: ma perché proprio questo sport?” – ha domandato un altro alunno. Nicoletta ha raccontato che per lei e per molte altre persone il surf non è solo uno sport, ma uno stile di vita che permette di essere liberi e di mettersi in collegamento e unirci con il “diverso” Nel libro il surf riesce a unire i bambini, mentre gli adulti, come la madre di Mahmud e il padre di Samir, sono ancora terrorizzati dal “diverso” e dall’essere amici.
Il surf è uno sport molto popolare, soprattutto nella città di Gaza, dove il mare è l’unica “terra”, la “casa” che ti accoglie, ma anche una trappola pericolosa. Per questo motivo il mare ha rappresentato per l'autrice il luogo ideale in cui ambientare il racconto.
Infine, una delle ultime domande rivolte alla Bortolotti è stata: “Com’è stato possibile riuscire a produrre un film ispirato a questo racconto?”. L'autrice ha risposto che il percorso è stato complesso, sia per la scarsità di investitori che per la delicatezza del tema trattato; ciononostante il film è stato prodotto per raccontare e diffondere ciò che succede a Gaza e una parte di merito nell’opera di diffusione va al social Facebook.
Ho scritto questa poesia dopo aver letto il libro “I bambini di Gaza” di Nicoletta Bortolotti.
Mi ha rattristato molto pensare a tutti quei bambini della mia età che non possono giocare normalmente.
Spero che un giorno la guerra finisca e che tutti i bambini possano essere spensierati.
UN SOGNO DI PACE
Il cielo è grigio, non si vede il sole,
la guerra ruggisce spegnendo ogni voce.
I bambini non corrono, non saltano più,
le bombe esplodono e tutto diventa blu.
Le strade sono vuote, nessuno sorride,
la paura avvolge ogni angolo e uccide.
I sogni svaniscono, come polvere al vento,
ogni giorno è un peso, ogni giorno è tormento.
Le risate sono lontane, come un ricordo,
tutto è fermo, il mondo è diventato sordo.
Ma nel cuore, nascosta, c’è una speranza,
un giorno finirà e tornerà la danza.
Un giorno tornerà il cielo azzurro e sereno,
i bambini correranno, liberi, senza freno.
E nei giardini fioriranno nuovi fiori,
un mondo di pace, senza più dolori.
A tutti i bambini che in questo momento non possono giocare,
divertirsi ed essere felici e spensierati.
A tutti i bambini che non possono essere bambini.
Clara_Stanzione_____
Classe prima
Valeria_______
Classe prima
Winter and Summer
Summer era una ragazza solare. Un ragazzo di nome Winter, fatto di neve, era sempre triste. Quando passava Summer nelle vie, nelle strade e nelle campagne la natura cresceva grazie al calore che emanava. Summer era bionda, aveva la pelle chiara, era esile, indossava una tunica dorata e dei sandali. Le piaceva andare al parco e giocare con gli animali, qualche volta dava da mangiare alle tartarughe del laghetto del parco. Winter quando passava per le strade, piangeva, piangeva così tanto che le sue lacrime facevano appassire fiori e cadere le foglie degli alberi. Winter aveva i capelli bianchi, la pelle chiara, quasi grigia, indossava una tunica azzurra legata in vita con una corda e dei sandali. Winter amava stare da solo sotto gli alberi del
parco. Quando si sedeva, gli animali, poiché faceva freddo, andavano in letargo. Summer un giorno si svegliò per andare a fare la sua solita passeggiata mattutina al parco. Winter, trovandosi nelle vicinanze del parco, iniziò
a sentire caldo. Entrato nel parco, vicino al laghetto venne accecato da una luce. La luce si spense e rimase una bellissima ragazza. Winter iniziò a sentirsi male, ma non sapeva che quella luce era una ragazza: Summer. Winter si avvicinò a lei per ammirare la sua bellezza. Poi capì dalla sue leggerezza nei movimenti che era una ninfa. Winter, dato che
si stava sciogliendo, scappò via. Poi, la settimana seguente, non vide più Summer al parco, quindi, chiese a tutti gli abitanti del paese dove fosse andata senza avere risposta. Infine bussò a una porta. Gli apri la madre di Summer, che disse: ”Salve, chi stai cercando?” Winter rispose: ”Sto cercando una ragazza che sprigiona gioia ed è vestita con una tunica dorata!”. “È mia figlia forse! La chiamo”, disse la madre. La sorella di Summer arrivò alla porta e vide un ragazzo di cui le aveva parlato Summer e disse: ”Summer sta partendo per il paradiso, è al parco vicino al laghetto”. Winter, senza neanche ringraziarla, corse al parco. Vide Summer e si lanciò su di lei, vedendo che stava scomparendo, dichiarò i suoi sentimenti, la baciò, così che lei potesse rinascere e lui sciogliersi. Quindi di Winter era rimasto solo un pupazzo di neve.
Luna Ester Arcieri e Lara Bosco_______
Classe prima