Il K-pop e l’ascesa dei BTS
articolo e disegno di Adelaide Di Bari______
Classe terza
Negli ultimi anni ho scoperto un mondo che va ben oltre la musica: il K-pop. All’inizio mi sembrava solo un genere musicale coreano con balli perfetti e canzoni orecchiabili.
Ma più mi avvicinavo a esso, più capivo che dietro c’era molto di più. In particolare, grazie ai BTS, ho capito che la musica può davvero unire persone diverse ed esprimere messaggi importanti. Ecco perché ho deciso di parlarne.
Il K-pop (abbreviazione di Korean Pop) è un genere musicale nato in Corea del Sud che unisce vari stili come pop, hip-hop, R&B ed elettronica. Oltre ad essere musica, è anche un mix di coreografie spettacolari, look curati, video creativi e un rapporto strettissimo con i fan. Negli anni 2000, il K-pop ha iniziato a farsi conoscere fuori dalla Corea grazie alla cosiddetta Hallyu - l’ “onda coreana” - e oggi è un vero fenomeno mondiale.
Il K-pop è anche un’enorme industria culturale, infatti gruppi come BLACKPINK, EXO, Stray Kids, SEVENTEEN, ATEEZ hanno milioni di fan e fanno tour mondiali. Anche se non si conosce il coreano, le emozioni che trasmettono arrivano lo stesso.
Un’altra cosa che amo del K-pop è la diversità dei temi: non parlano solo d’amore, ma anche di sogni, insicurezze, crescita personale, amicizia, cambiamento. Alcuni “idol” usano la loro piattaforma per parlare di ambiente, salute mentale, discriminazione, o semplicemente per dire: “Va bene così come sei”.
I BTS hanno debuttato nel 2013 e sono composti da sette membri: RM, Jin, Suga, J- Hope, Jimin, V e Jungkook. La cosa che mi ha colpita subito è che non sono solo idoli: sono persone vere, che parlano apertamente di argomenti come l’ansia, la pressione scolastica, l’identità e il bisogno di amarsi. Scrivono molte delle loro canzoni da soli, partecipano alla produzione e cercano sempre di trasmettere
un messaggio.
Uno dei loro album più importanti, il mio preferito, si chiama “Love Yourself”, che in realtà è una serie di tre album, ognuno con un messaggio preciso e profondo. È uno dei progetti più importanti del gruppo, perché racconta un viaggio emotivo che aiuta molte persone nel riuscire ad accettare se stesse. La serie “Love Yourself” è divisa in tre parti. Love Yourself: Her (2017) parla dell’innamoramento; “DNA” racconta l’amore come destino; “Serendipity” lo descrive come un sogno. Ma già si capisce che è un amore forse troppo ideale, non ancora profondo. In Love Yourself: Tear (2018), tutto crolla; infatti, ad esempio, il brano “Fake Love” è una confessione: "Ho finto di essere qualcun altro per farmi amare, ma così ho perso me stesso". È l’album della verità e del dolore, con brani intensi come The Truth Untold e Singularity.
Con l’ultima parte dell’album, “Love Yourself: Answer” (2018), i BTS chiudono il cerchio.
Non cercano più l’amore fuori, ma dentro di sé. “Amarsi è l’inizio di tutto” è il messaggio principale di brani come “Epiphany” (cantata da Jin) e “Answer: Love Myself”. È un invito a guardarsi con dolcezza, a perdonarsi e a rispettarsi. E non è un caso che da qui sia nata anche la loro collaborazione con l’UNICEF per la campagna #LoveMyself, contro la violenza e per l’autostima dei giovani.
I BTS hanno raggiunto la vetta della classifica Billboard con “Dynamite”, si sono esibiti ai Grammy, hanno battuto record
su YouTube e Spotify.
Nel 2022, i BTS sono stati invitati alla Casa Bianca dal presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, per parlare di un tema molto importante, il razzismo, in particolare quello contro le persone asiatiche. Durante la pandemia, infatti, i crimini d’odio verso gli asiatici sono aumentati tantissimo. In questa occasione i BTS hanno tenuto un discorso davanti ai giornalisti di tutto il mondo, ribadendo che ogni persona ha il diritto di essere rispettata, indipendentemente da razza, cultura o lingua. Hanno detto chiaramente che bisogna educare al rispetto e all’inclusione. Un altro momento che ha segnato la storia dei BTS è stato quando sono stati invitati a parlare all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel settembre del 2020. In quel momento, hanno lanciato la campagna “Generation Unlimited”, una partnership con l’UNICEF per promuovere il benessere dei giovani e garantire loro opportunità di crescita. RM, leader del gruppo, ha dichiarato: “Siamo ancora giovani, ma crediamo che ciascuno di noi possa fare la differenza. Siamo pronti a dare voce ai sogni e alle speranze dei giovani di tutto il mondo.” La loro partecipazione a questo evento ha evidenziato ancora una volta che i BTS non sono solo icone musicali, ma anche ambasciatori di cambiamento sociale, impegnati a dare speranza e visibilità a chi ne ha bisogno.
Ci sono altri brani con un significato molto profondo. “Permission To Dance” (2021) è un inno di libertà e gioia. Il messaggio principale del brano è che non dobbiamo chiedere il permesso a nessuno per essere felici, per danzare o per esprimere noi stessi. È una celebrazione della libertà individuale e collettiva, e incoraggia le persone a vivere la vita senza paura del giudizio altrui.
“Spring day” (2017) è una canzone molto emozionante che parla di nostalgia, perdita e speranza nel ritrovare una persona cara. Il testo esprime il dolore di una separazione e il desiderio di rivedere una persona amata utilizzando la metafora della
La musica
Noi giovani consideriamo la musica una valvola di sfogo. La musica è l'arte di concepire e creare sequenze organizzate di suoni.
È un’attività bellissima che ti permette di esprimere i tuoi sentimenti come una serenata per far innamorare la persona che ti sta accanto. La musica calma lo stress dell'uomo moderno e riduce le citazioni nervose prodotta dei rumori. La parola musica deriva dal vocabolo greco “musikè”.
La musica aiuta a non sentire dentro il silenzio che c'è fuori.
Luna Ester Arcieri______
Classe prima
primavera per simboleggiare la rinascita dopo un periodo di sofferenza. “Not Today” (2017) è una canzone che trasmette un messaggio di forza e determinazione. Il testo parla di non arrendersi di fronte alle difficoltà, alle sfide e alle avversità della vita. La frase "Not
today"; (Non oggi) diventa il motto che incita a resistere e a combattere contro le difficoltà esortando a non cedere mai, nemmeno nei momenti più duri.
“Save me” (2016) è un brano che affronta il tema della lotta interiore, della solitudine e del desiderio di essere salvati da un momento di disperazione e il testo esprime la sensazione di essere intrappolati in un circolo vizioso di emozioni negative e il bisogno di qualcuno che possa offrire supporto e liberazione.
I fan dei BTS si chiamano ARMY, e io ne faccio parte. Oltre che una fanbase, è una vera e propria comunità. Ci sono progetti di beneficenza, raccolte fondi, iniziative per l’ambiente.
Per me, i BTS sono diventati un punto di riferimento. Mi hanno aiutata a conoscere meglio me stessa, a sentirmi meno sola, ad accettare le mie fragilità. Le loro canzoni mi fanno compagnia nei momenti difficili, mi danno forza e speranza. E mi hanno insegnato che anche le parole possono cambiare il mondo, se dette con sincerità.
Vorrei concludere dicendo che in un mondo che spesso ci chiede di cambiare per essere accettati, i BTS e il K-pop mi hanno insegnato che la vera rivoluzione è imparare ad amare se stessi, così come si è.