"La parola è la chiave fatata che apre ogni porta" (don Lorenzo Milani)
INFORMALMENTE
IL GIORNALE DELL' ISTITUTO COMPRENSIVO MICHELANGELO - BARI
SECONDARIA DI PRIMO GRADO
IL GIORNALE DELL' ISTITUTO COMPRENSIVO MICHELANGELO - BARI
SECONDARIA DI PRIMO GRADO
Una guerra commerciale in arrivo
Sofia Cagnetta_______
Classe terza
Oggi 2 aprile 2025 non sappiamo le misure doganali che Trump adotterà. Infatti, negli ultimi giorni è stata cambiata versione più volte sulle condizioni e sul motivo dell’imposizione di queste nuove tasse. Inizialmente era stato detto che i dazi sarebbero stati indirizzati solo a determinati stati, in particolare quelli che, secondo l’America, si sono comportati in maniera sleale con quest’ultima. La portavoce Leavitt ha annunciato che i paesi interessati si sarebbero dovuti aspettare l’imposizione dei dazi per essersi serviti del mercato americano. Le Borse a queste dichiarazioni reagiscono spaventate! Intanto il 2 aprile, ovvero il giorno dell’imposizione delle nuove imposte, è stato definito da Trump come “il giorno
della liberazione”. Per quanto riguarda l’Italia, una delle tante speranze a proposito di queste misure è che non venga colpito anche il settore del vino. Alcuni pensano che i prezzi potrebbero aumentare del 20%.
Le nuove tariffe, secondo il Consiglio della Casa Bianca, porteranno a incassare all’incirca 600 miliardi all’anno ma rischiano di scatenare una guerra commerciale fra le sponde dell’ Atlantico.
Uno dei rischi che si corre adottando questa nuovo indirizzo economico è quello di aumentare l’inflazione, sia nell’Unione Europea sia negli Stati Uniti. Parlando unicamente dell’Italia, le esportazioni ad esempio dei prodotti principali come il vino, olio d’oliva e formaggio verrebbero ridotte di molto, sino a un massimo del 30%. Tutto ciò avrebbe anche un impatto importante sul calo dei posti di lavoro, che dovrebbero diminuire di 15 mila posti.
Ovviamente ci sarebbero ripercussioni anche nel continente americano. Tuttavia, i dazi americani avranno un impatto negativo soprattutto sull’economia europea, facendola scendere del 0,3% e la situazione potrebbe peggiorare ancora di più se in questa “guerra commerciale” l’Unione Europea decidesse di rispondere, imponendo delle contromisure.
Nonostante ciò, gli Stati Uniti non dovrebbero permettersi di perdere l’Italia come alleata, soprattutto nell’ambito del commercio. Infatti, quest’ultima si trova in una posizione strategica nel Mediterraneo. Anche se questo è solo uno dei motivi. Una cosa che al momento l’Italia può permettersi di fare è quella di adottare una vera e propria politica industriale, cercando di fortificare il più possibile le alleanze che potrebbero tutelare il mercato interno. Inoltre, é importante, a mio parere, cercare di
"Una cosa che al momento l’Italia può permettersi di fare è quella di adottare una vera e propria politica industriale, cercando di fortificare il più possibile le alleanze che potrebbero tutelare il mercato interno"
interloquire con gli U.S.A. per evitare disastrose conseguenze economiche.
Medaglia d'onore alla memoria al mio bisnonno Giuseppe Marcone
Sveva Martino_______
Classe seconda
Il 27 gennaio 2025 in Prefettura a Bari è stata consegnata a mia nonna la medaglia d’onore in memoria delle sofferenze subite da suo padre, il mio bisnonno Giuseppe, nel campo di concentramento di Buckenwalde durante la seconda guerra mondiale.
Dopo l’8 settembre del 1943 il mio bisnonno e i suoi commilitoni furono fatti prigionieri dai tedeschi che li portarono in un campo di concentramento in Germania dove venivano obbligati a fare lavori forzati che miravano a costruire un binario ferroviario. Una mattina il mio bisnonno, che all’epoca aveva 21 anni, mentre era al lavoro notò un luccichio sotto la neve sulla quale stava lavorando: era la lama di un coltellino. Istintivamente lo prese e lo ripose nella tasca della divisa che indossava pensando che con quello avrebbe potuto tagliare qualche patata che avesse avuto la fortuna di trovare. Dopo qualche giorno dal ritrovamento mio nonno e i suoi commilitoni ricevettero l’ordine di fermarsi tutti allineati nei pressi della baracca mentre dei soldati tedeschi entravano per un’ispezione al suo interno. Poco dopo
videro uscire un soldato tedesco che teneva stretto nella sua mano il coltellino. “A chi appartiene questo coltello? Se non verrà fuori il colpevole, tutti sarete puniti molto severamente!!”, urlò un colonello tedesco. Dopo un attimo di esitazione il mio bisnonno si fece avanti e a quel punto due soldati tedeschi lo afferrarono, gli strapparono di dosso la casacca, gli dissero di allargare le gambe e di mantenere a braccia alzate un pezzo di tronco d’albero. Giunse un altro soldato con una frusta in mano che cominciò a batterlo violentemente. Quando smisero, comandarono ai suoi compagni di portare il corpo insanguinato del mio bisnonno nella baracca dove cadde svenuto per risvegliarsi dopo un po' con un dolore pazzesco.
Due mattine dopo dovette ritornare a lavoro ma il dolore acuto delle ferite lo faceva impazzire, allora pensò che se si fosse spalmato un po' del grasso che avevano a
disposizione per il lavoro avrebbe avuto un po' di sollievo e così fece. Ma il giorno dopo ebbe una febbre altissima a causa di un’infezione molto grave e fu internato nell’ospedale militare di Potsdam Babeisberg dove restò per parecchi giorni tra la vita e la morte.
Quando si rimise, tra i prigionieri italiani cominciava a circolava la voce che le baracche dei prigionieri ebrei andavano svuotandosi ogni giorno e che alcuni di loro venivano portati in un capannone da cui nessuno veniva visto uscire.
In una mattina dell’aprile del ’45 all’uscita dalla baracca i prigionieri italiani videro dei soldati con una divisa diversa. Erano militari sovietici che avevano aperto il cancello del campo e permisero così la liberazione dei prigionieri. Questi ultimi, sebbene con poche forze, corsero per allontanarsi il più possibile da quell’orribile posto senza mai voltarsi indietro. Dopo molti giorni il mio bisnonno riuscì ad arrivare in Italia e poi a Bari e con la gioia nel cuore s’incamminò per via Dante Alighieri dove era situata la sua casa. I familiari stentarono a riconoscerlo tanto era dimagrito e provato da tante sofferenze.
Sono orgogliosa della medaglia ricevuta dal mio bisnonno Giuseppe anche se mi dispiace soltanto che questo sia avvenuto dopo molti anni dalla sua morte.
Lo stereotipo di genere
Francesca Latorre_______
Classe seconda
Molto spesso le persone vengono prese in giro per il loro sport o anche solo per il loro colore preferito.
Perché un ragazzo deve essere deriso perché pratica danza? O una ragazza perché adora il calcio? Ognuno può scegliere lo sport che più gli piace, senza dover aver paura che qualcun altro lo critichi o lo prenda in giro.
Tante persone dicono che se un maschio fa danza è una femminuccia, se invece una femmina fa calcio è un maschiaccio.
Ma perché gli vengono dette queste cose?
In fondo sono solo ragazzi e ragazze che si sono appassionati a uno sport, come è giusto che sia. Non ci sono leggi che vietano ai ragazzi di fare danza e alle
ragazze di fare calcio.
A volte vengono derisi anche per il proprio colore preferito. Se ai ragazzi piace il rosa, il viola o il lilla, vengono presi in giro. Quando, invece, le ragazze prediligono colori come il blu, il verde o il rosso, vengono anche loro denigrate.
Si può essere, a volte, anche bullizzati o non accettati semplicemente perché si hanno dei gusti diversi dai canoni prestabiliti, messi in atto da dei pensieri stereotipati, che attribuiscono il rosa alle ragazze e il blu ai maschi. Ma questi canoni sono inutili, perché ognuno può scegliere lo sport o il colore che più gli piace senza essere preso in giro.
Altre ingiustizie legate allo stereotipo di genere possono essere che i ragazzi sono più bravi in matematica o che le donne non sanno parcheggiare. Si dice che gli uomini siano più bravi in matematica solo perché i loro
cervelli, a volte, possono essere più portati al ragionamento e alla logica. Ma questo non sempre è vero, perché anche una donna può essere portata tanto quanto un uomo. Perciò non è vero che le donne sono meno brave in matematica.
Inoltre, quando si vedono persone che non sanno parcheggiare si dice con certezza che il guidatore sia donna. Perciò, si conclude senza esitare, le donne non sanno parcheggiare. Ma una donna può essere comunque più brava di un uomo a guidare. Se sta attenta a tutti i pericoli o se semplicemente si è impegnata per avere una guida e un parcheggio simile a quello dell'uomo.
Secondo me gli stereotipi sono false credenze, perché a chiunque può piacere qualunque sport o qualunque colore. E se qualcuno è deriso per i propri gusti, per me, dovrebbe ignorare chi li prende in giro e continuare per la propria strada,
"Si può essere, a volte, anche bullizzati o non accettati semplicemente perché si hanno dei gusti diversi dai canoni prestabiliti, messi in atto da dei pensieri stereotipati, che attribuiscono il rosa alle ragazze e il blu ai maschi"
dimostrandosi più forti. Allo stesso modo anche i pregiudizi sono sbagliati, perché chi vuole raggiungere un traguardo può farlo, donna o uomo che sia.
Una società diversa
Oscar Denora e Giulia Giannoccaro_______
Classe terza
Opinione pressoché comune è pensare che il diverso sia colui che presenta dei tratti somatici differenti, un diverso colore della pelle o una cultura non corrispondente alla nostra.
Mentre, tra i ragazzi, coloro che non seguono la massa non sono degni di rispetto, sono diversi. Questo ci fa capire quanto il termine, a livello sociale, sia fondato su idee sbagliate e a dir poco insensate.
Tra persone adulte, invece, si tende a voler prevalere sui diversi da sempre, da quando esiste l’uomo, infatti, non c’è secolo che non sia stato coinvolto da conflitti fra diverse religioni, etnie, ideologie o culture.
L’evento per il quale l’ideologia del diverso è sfociata nel male assoluto è stato rappresentato dalla Shoah. Sembra incredibile pensare che, pochissimo tempo fa, tanta gente, piena di voglia di vivere, sia stata costretta a salutare per sempre questa Terra.
La cosa più devastante consiste proprio nel fatto che il motivo di questo avvenimento sia stato il voler abbattere etnie differenti, definite erroneamente razze.
Pare scandaloso questo evento, vero?
Eppure ancora oggi ritroviamo questo atteggiamento di forte opposizione nei
confronti di ciò che sembra disuguale. In tempi recenti si è verificata un’altra importante situazione di emarginazione, spinta dall’ideologia del diverso e da una presunta idea di superiorità: l’apartheid.
L'apartheid è stata una politica di segregazione razziale istituita dalla popolazione bianca in Sudafrica, che si è protratta dal 1948 al 1991. Questo tipo di regime discriminava i neri, negando loro diritti fondamentali, come
"Ma cosa ne sanno loro di quello che è diverso? Chi ha deciso che il vestito della “massa” sia quello giusto. Nessuno può dettare leggi su ciò che è bello o brutto. Nessuno inoltre ha mai definito cosa sia bello in assoluto"
l'accesso all'istruzione, ai servizi sanitari e persino la possibilità di votare. Nulla di più sbagliato, perché violava i principi di uguaglianza e libertà, trattando le persone in base al colore della pelle, invece che come esseri umani. Oggi possiamo imparare da
questa triste storia per combattere ogni forma di discriminazione. Eppure, anche se può sembrare impossibile, tra i giovani è ancora molto diffuso questo comportamento discriminante.
Infatti, per esperienze personali, possiamo dire che spesso i ragazzi criticano i modi di vestirsi diversi comportamenti differenti o anche le opinioni personali disuguali.
Tutto ciò che non è uguale alla massa è male.
Diverso.
Ma cosa ne sanno loro di quello che è diverso? Chi ha deciso che il vestito della “massa” sia quello giusto. Nessuno può dettare leggi su ciò che è bello o brutto. Nessuno inoltre ha mai definito cosa sia bello in assoluto.
Non è vero che si è strani se non si utilizzano i social. Non è vero che se non si hanno i vestiti firmati non si è all’altezza. Siamo tutti diversi, ma tutti degni di rispetto. Ognuno di noi ha delle particolarità che non vanno giudicate.
Quindi cosa è il diverso nella società?
Il diverso è solo un’entità inventata dall’uomo per avere qualcosa da criticare. Perché in realtà siamo tutti, orgogliosamente, DIVERSI.
Insieme per l'uguaglianza di genere
In un mondo di pari valori,
uomini e donne, un solo cuore.
Il 25 novembre celebriamo,
la violenza insieme combattiamo.
Senza distinzioni, con dignità,
lottiamo per la nostra libertà.
Articolo 3: giustizia per tutti,
ognuno uguale, mai più soli.
Obiettivo 5: un futuro migliore,
per ogni donna, un mondo d'amore.
Uniti contro l'odio e la paura,
con speranza e forza, la nostra cura.
Per una società senza oppressione,
promuoviamo la parità, con passione.
Ognuno libero di essere se stesso,
in un mondo giusto è il nostro successo.
Pierdavide Coppi_______
Classe seconda