INCONTRO CON L'AUTORE
Giulia de Julio_______
Classe seconda
Il giorno 21 febbraio alcune classi della scuola Michelangelo di Bari hanno avuto l’onore di incontrare il famoso scrittore Davide Morosinotto per riflettere insieme sui libri da loro letti "Il mio gatto ha visto l’assassinio" e "Temporali".
Quest’ultimo libro è dedicato agli adolescenti e affronta temi importanti tra cui l’autolesionismo, le amicizie spontanee, il bullismo, l'uso dell' alcool e l'importanza di non perdere mai la consapevolezza di sé, il tutto con un tocco di fantasia e viaggi nel tempo.
Durante l’incontro Morosinotto ha risposto alle domande poste dai ragazzi delle varie classi dando spazio alle loro riflessioni e considerazioni. Il libro ha una caratteristica particolare, infatti presenta la stessa trama in due versioni: INTRECCIO e FABULA, permettendo ai giovani lettori di scegliere se avventurarsi nella storia seguendo o meno una determinata cronologia degli avvenimenti.
Il libro, pur rientrando nel filone
fantascientifico, affronta temi che aiutano a crescere e a superare le difficoltà della vita.
La storia, ambientata nella Bologna dei nostri giorni, vede agenti speciali in grado di viaggiare nel tempo per intervenire e fermare grandi catastrofi come l'esplosione di una bomba nel liceo della città. Come spiegato dall’autore, il lavoro di agente temporale non è un lavoro speciale e divertente, bensì noioso: infatti basta poco per fermare grandi catastrofi.
La nostra protagonista Michela sarà costretta a intervenire in più missioni temporali per evitare il peggio. La storia si intreccia con il malessere dello studente Enrico a cui sembrava che il mondo stesse per cadergli addosso. Vano il tentativo di trovare conforto nell’essere un bullo, la parte più coinvolgente del romanzo inizia proprio quando emergono le sue fragilità: è allora che la storia inizia a essere interessante. Questo è un libro pieno di emozioni e pensieri che almeno una volta sono apparsi nella testa degli adolescenti, insomma... se cercate un libro coinvolgente e
con un diverso stile, non abbiate dubbi: "Temporali" di Davide Morosinotto!
“TEMPORALI” di Davide Morosinotto
"Questo libro fa un’attenta analisi sulla salute mentale, che porta spunti di riflessione su importanti tematiche come l’uso dell’alcol, l’autolesionismo, il bullismo, l’amore giovanile e l’amicizia"
Maria Margherita De Franchi______
Classe seconda
Questo libro affronta tante tematiche che toccano molti ragazzi negli anni dell’adolescenza.
La trama parla di un attentato avvenuto in una scuola di Bologna, ispirandosi all’attentato ferroviario avvenuto nella medesima città negli anni Ottanta.
Abbiamo tre protagonisti che vengono accompagnati da tanti personaggi secondari, come il Gimbo e il Grande.
Tra i protagonisti, troviamo Enrico Neri, un ragazzo che soffre molto per colpa dei suoi genitori spesso assenti;
Ron, un normale sedicenne che farà di tutto pur di aiutare il suo miglior-nemico Enrico e, infine, troviamo Michela Falco, sottotenente dell’aeronautica che, tornando indietro nel tempo, cerca sempre di prevenire enormi catastrofi.
Questi tre, insieme proveranno a prevenire la bomba destinata a esplodere nella loro scuola, ma gli imprevisti sono dietro l’angolo!
Questo libro fa un’attenta analisi sulla salute mentale, che porta spunti di riflessione su importanti tematiche come l’uso dell’alcol, l’autolesionismo, il bullismo, l’amore giovanile e l’amicizia.
Lo scrittore fa una precisa scelta lessicale che gli permette di avvicinarsi ai lettori più giovani, parlando la “lingua degli adolescenti”.
Questo libro ha una grande versatilità; dimostrata dal fatto che può essere letto in due modi: intreccio e fabula.
Il ritmo serrato e il perfetto ingranaggio che caratterizzano questa “corsa al tempo“ e il senso dell’umorismo che impreziosisce l’elaborata trama rendono questo libro una lettura, che seppur leggera, capace di aprire una piccola parte del nostro cervello alla realtà di quell’intensa voragine che pervade la mente adolescenziale.
Il nostro incontro con Morosinotto
Matteo Trotta_______
Classe seconda
Durante il primo quadrimestre, abbiamo letto un libro molto interessante intitolato “Temporali”. Qualche settimana fa, abbiamo incontrato l’autore di questo libro, Davide Morosinotto, e gli abbiamo fatto qualche domanda non solo in merito alla storia che ha scritto, ma anche riguardo al suo mestiere di scrittore. A tal proposito, uno dei miei compagni ha fatto una domanda che reputo molto interessante, cioè quanto l’intelligenza artificiale influisca sul mestiere di scrittore e lui ha dato una risposta molto dettagliata, dicendo che lui prende spunto da ciò che l’IA scrive, ma poi trasforma questi contenuti, rendendoli totalmente diversi e inaspettati per i lettori. Per quanto riguarda la storia, invece, questo libro ha la particolarità di avere due versioni, ovvero una fabula e una intreccio. Perciò un’altro mio compagno ha chiesto il motivo di questa scelta e lui ha risposto che gli era venuto in mente da un momento all’altro. È stato molto bello perché ho imparato molto di come gli scrittori vivono la loro vita e lo rifarei altre cento volte.
Domenico Manterini_______
Classe seconda
Nella lingua italiana, ma anche in altre lingue, esistono molti modi di dire, che ormai sono parte integrante dei nostri dialoghi quotidiani. Tuttavia, se ci soffermassimo per un momento a riflettere, noteremmo che alcune espressioni apparentemente non hanno molto senso; quindi è opportuno chiedersi cosa significhino e quale sia la loro origine. Un modo di dire molto conosciuto è “vedere i sorci verdi”: ma, quindi, cosa significa e qual è la sua origine? Nella guerra civile spagnola e nella seconda guerra mondiale, la
205° squadriglia da bombardamento del 12°stormo della Regia aeronautica militare italiana era rapidissima e super efficace, inoltre, aveva un particolarità sui suoi aerei da combattimento, ovvero un’emblema sulle fusoliere che rappresentava proprio tre topi verdi. Per questo, quando altri aerei da combattimento incontravano la squadriglia italiana avevano modo di vedere questi topi verdi e di capire che si trovavano in una brutta situazione. Da qui nasce il modo di dire “vedere i sorci verdi” che significa vedersela brutta. Ma vediamo altri modi di dire e la loro origine, come “chiodo scaccia chiodo”, che significa appunto che quando hai una preoccupazione
se ne arriva un altra quella prima passa in secondo piano, ma qual è la sua origine? Questo modo di dire è tratto da Cicerone che, all'interno delle "Tusculanae disputationes" scrive così: pensano che un vecchio amore possa essere scacciato da un nuovo amore come un chiodo da un altro chiodo. Da qui la famosa espressione “chiodo scaccia chiodo”. Un altro modo di dire molto famoso è “non piangere
sul latte versato”: ciò significa che è inutile perdere tempo nei rimpianti. Questo modo di dire nasce da antiche abitudini, quando il latte era considerato un bene estremamente prezioso e molto costoso; infatti, sprecarlo era davvero un atto per cui bisognava dispiacersi, anche perché far cadere il latte è una di quelle azioni che non hanno rimedio. Chi per primo usò questa espressione fu Esopo in un suo testo nel quale una lattaia, distrattamente, mentre pensava ad altro, fece versare a terra il latte che portava e non riusciva più a raccoglierlo. Ciò generò il pianto della lattaia. Da qui il famoso modo di dire “non piangere sul latte versato”.
Al prossimo numero per altri modi di dire!