ella tavola rotonda intitolata Ariel Dello Strologo, Francesco Fassoni, Maurizio Ferraris, Marina Migliaccio – Il tempo, il tema della temporalità viene analizzato attraverso una prospettiva multidisciplinare che integra l'astrofisica, la filosofia teoretica, la medicina e l'ermeneutica religiosa. Il dibattito si configura come un tentativo di sintesi tra la dimensione oggettiva dell'universo e l'esperienza soggettiva e biologica dell'essere umano.
Di seguito si articolano i principali contributi emersi dalla discussione:
1. La prospettiva astrofisica: lo spaziotempo e l'origine
Marina Migliaccio introduce il tema partendo dalla cosmologia moderna, definendola una scienza di precisione capace di stimare l'età dell'universo in circa 13,8 miliardi di anni.
• La relatività e il limite della luce: Riprendendo Einstein, si evidenzia come spazio e tempo non siano entità separate, ma costituiscano l'unità dello "spaziotempo". La velocità della luce, essendo finita e limite invalicabile, trasforma il cosmo in una sorta di "macchina del tempo": guardare lontano nello spazio significa inevitabilmente guardare indietro nel passato.
• L'espansione e la radiazione di fondo: Attraverso l'analogia della pasta del panettone, viene spiegata l'espansione dell'universo, la cui prova sperimentale risiede nella radiazione cosmica di fondo, considerata la "fotografia" dell'universo neonato.
2. La prospettiva filosofica: tra intuizione e inemendabilità
Maurizio Ferraris affronta il tempo come dispositivo ontologico, mediando tra la tradizione classica e il senso comune.
• La critica al soggettivismo: Ferraris discute la posizione di Kant, che considerava spazio e tempo come "forme pure della sensibilità" interne al soggetto. Pur riconoscendo che il tempo è il modo in cui esperiamo il mondo, Ferraris sostiene che esso non sia puramente soggettivo, poiché è ancorato a evidenze oggettive come il movimento (riprendendo la definizione aristotelica di tempo come "numero del movimento").
• Tempo ed organismo: Il nucleo della riflessione ferrarisiana risiede nel legame tra tempo e mortalità. Mentre una macchina (un orologio o un computer) non ha esperienza del tempo poiché non ha urgenze o bisogni, l'organismo umano vive il tempo come una risorsa limitata. È la consapevolezza della fine (la morte) a conferire al tempo il suo carattere di urgenza e il suo valore economico e morale.
3. La prospettiva medica: trasformazione e contingenza
Francesco Fassoni declina il tempo come processo biologico di trasformazione dell'organismo.
• Il metabolismo come orologio: La biologia evidenzia una trasformazione continua (metabolismo) in cui l'identità dell'individuo persiste nonostante la materia cellulare si rinnovi costantemente.
• Chronos, Aion e Kairos: Fassoni recupera la distinzione greca tra il tempo che scorre (Chronos), l'eternità (Aion) e il momento speciale o qualitativo (Kairos). Egli sottolinea come la medicina agisca nel tentativo di "allungare" il tempo numerico della vita, ma anche di cambiare il modo in cui tale tempo è vissuto dal paziente, proiettando il momento della fine in un futuro remoto.
4. La prospettiva religiosa ed ermeneutica: tempo lineare e qualitativo
Ariel Dello Strologo presenta la concezione ebraica del tempo, caratterizzata da una doppia dimensione: diacronica e sincronica.
• Diacronia e Toledot: Il tempo lineare scorre orizzontalmente dalla creazione alla redenzione. In questo contesto, l'ebraismo non usa il termine "storia" ma Toledot (generazioni), indicando che la continuità temporale è assicurata dalla genealogia e dall'atto del generare.
• Sincronia e intensità: Accanto alla linea orizzontale, esiste una dimensione qualitativa in cui ogni istante ha un'importanza assoluta. Il sabato (Shabbat) funge da ponte tra il passato della creazione e il futuro della redenzione, rappresentando un'accelerazione messianica della storia che rompe la linearità del tempo.
• La rottura della storia: Viene richiamata la lezione di Walter Benjamin e le sue tesi sulla filosofia della storia, in cui il tempo non è un progresso continuo, ma è segnato da fratture e rovine che l'uomo è chiamato a "ricomporre" attraverso l'azione etica e politica.
In sintesi, il tempo emerge dalle fonti non come un'entità astratta, ma come il fondamento stesso della condizione umana: esso è spaziotempo fisico, urgenza biologica dell'organismo, orizzonte di cura medica e responsabilità storica e generazionale
Nella videolezione intitolata La memoria è naturale o artificiale? Riflessioni ai tempi di Chat GPT, Maurizio Ferraris propone una disamina sistematica che mira a deostruire la dicotomia tradizionale tra memoria biologica e supporti tecnologici, sostenendo che esse siano in realtà intrinsecamente connesse. Il filosofo articola il suo discorso attraverso una serie di nuclei teoretici che spaziano dalle mnemotecniche classiche alle moderne intelligenze artificiali, analizzando come l'umano sia un animale costitutivamente "ibridato" con la tecnica.
Di seguito si approfondiscono le modalità con cui il tema della memoria viene trattato nel documento:
1. La consustanzialità tra memoria naturale e artificiale
Ferraris esordisce affermando che la memoria naturale umana è, fin dalle sue origini, intrisa di elementi artificiali. Processi che consideriamo "naturali", come il linguaggio o la capacità di stare in piedi, sono in realtà tecniche apprese che vengono depositate nella nostra mente, trasformandosi in una "seconda natura".
• Il caso Chat GPT: L'autore osserva che l'intelligenza artificiale non possiede una memoria autonoma, ma si nutre dei depositi della memoria naturale umana; la decisione del New York Times di impedire a Chat GPT l'uso dei propri testi dimostra che la memoria artificiale è un'esternalizzazione dell'attività intellettuale dei viventi.
• La mente come tabula: Richiamando Platone e Locke, Ferraris sottolinea come la filosofia abbia sempre descritto la memoria interna usando metafore esterne (tavolette di cera, fogli bianchi), suggerendo che il pensiero stesso necessiti di supporti scrittori per acquisire consistenza.
2. Tassonomia delle memorie e scienze cognitive
Il filosofo introduce una distinzione tecnica tra diverse tipologie di memoria per mostrare quanto la nostra coscienza sia solo la punta di un iceberg mnemonico:
• Memoria di lavoro: Essenziale per la percezione stessa degli eventi, ci permette di collegare istanti successivi in un flusso coerente.
• Memoria episodica e semantica: La prima riguarda il ricordo consapevole di eventi specifici, che durante il sonno viene rielaborata e trasformata in memoria semantica (sapere generale), la quale può prescindere dal contesto di apprendimento originario.
• Memoria procedurale: È la memoria del "saper fare" (come andare in bicicletta o digitare un PIN al bancomat), che spesso risiede più nelle dita che nella riflessione cosciente.
3. La "Mente Attrezzata" e il supplemento tecnico
Un concetto cardine della lezione è quello della "mente attrezzata": l'umano si distingue dagli altri animali non per la massa cerebrale (superata da quella dei delfini), ma per l'uso sistematico di attrezzi che potenziano la memoria.
• L'indovinello della Sfinge: Ferraris interpreta il bastone dell'indovinello di Edipo come il primo supplemento tecnologico definitorio dell'umano; l'uomo è l'animale che "cammina con tre gambe" perché integra la propria debolezza biologica con protesi tecniche.
• La capitalizzazione: La tecnologia, e in particolare la scrittura, permette di "capitalizzare" il passato, evitando che ogni generazione debba riscoprire da zero nozioni come il teorema di Pitagora.
4. La distinzione tra Organismo e Meccanismo
Nonostante la stretta connessione tra memoria naturale e artificiale, Ferraris marca una differenza ontologica invalicabile basata sul corpo.
• Irreversibilità vs. Reversibilità: Gli organismi hanno solo due posizioni, acceso o spento (on/off), e la morte è definitiva. Al contrario, un supporto di memoria artificiale può essere spento e riacceso infinite volte senza subire degradazione biologica.
• Volontà e Bisogno: Solo la memoria incarnata in un corpo è soggetta a bisogni, urgenze e desideri (fame, sete, noia). Una macchina può archiviare miliardi di dati, ma non avrà mai "fretta" o "speranza", né l'intenzione di usare quei dati per fini propri, poiché è sprovvista di un metabolismo che la spinga verso la sopravvivenza.
5. Il paradosso della registrazione digitale
In conclusione, Ferraris analizza l'epoca attuale come caratterizzata da un'esplosione della registrazione. Se nell'analogico l'espressione precedeva la registrazione, nel digitale la registrazione è la condizione di possibilità della comunicazione stessa. Questo trasforma ogni nostro atto sul web in un documento, creando un gigantesco archivio (big data) che è l'attuale forma della memoria collettiva umana, sebbene gestita da automi.