Nell'intervento intitolato Linguaggio, Tecnica e Digitale del 29 ottobre 2022, Maurizio Ferraris delinea una prospettiva storiografica e teoretica che scardina le definizioni tradizionali di comunicazione, ponendo al centro della riflessione il primato della registrazione sull'espressione. Secondo il filosofo, la specificità del digitale risiede nel fatto che, a differenza dell'analogico dove la registrazione è un'eventualità sporadica e deliberata, ogni atto comunicativo deve essere preventivamente registrato per poter essere codificato. Questa condizione strutturale trasforma il web in un immenso apparato di iscrizione automatica che cattura non solo i contenuti espliciti dei messaggi, ma l'intera gamma dei comportamenti umani.
Di seguito si approfondiscono le articolazioni principali del tema della comunicazione e dei linguaggi emerse nel testo:
1. Dalla Infosfera alla Docusfera
Ferraris contesta la definizione corrente del web come "infosfera", termine che suggerirebbe un ambito dedicato prevalentemente alla trasmissione di conoscenze e informazioni.
• Dati Semantici vs. Dati Sintattici: L'autore distingue tra il capitale semantico (ciò che l'utente legge e comprende, come le voci di Wikipedia) e il capitale sintattico o "docusfera". Mentre l'infosfera è composta da isolotti di significato accessibili solo a chi possiede competenze linguistiche specifiche, la docusfera è un oceano di documenti e tracce comportamentali che la piattaforma registra indipendentemente dalla volontà del singolo.
• La Funzione della Registrazione: La comunicazione sociale, per Ferraris, non ha senso senza una forma di fissazione mnestica o documentale. Egli osserva che un atto sociale come il matrimonio non avrebbe realtà effettiva se i contraenti e i testimoni fossero tutti affetti da amnesia e non vi fossero documenti a certificarlo.
2. L'Evoluzione dei Dispositivi: dalla Voce alla Scrittura
Un punto focale della disamina riguarda il paradosso antropologico dello smartphone.
• La Macchina per Scrivere: Sebbene il telefonino sia nato come uno strumento per parlare a distanza (un "cordless" senza fili), esso è evoluto rapidamente in una macchina per scrivere e registrare. Questo mutamento rivela che l'essere umano, contrariamente al pregiudizio platonico che privilegia la voce, preferisce la scrittura per la sua capacità di lasciare tracce permanenti e di gestire le relazioni attraverso il differimento.
• L'Iper-responsabilizzazione: La persistenza della traccia scritta nel digitale genera una forma di "colonia penale" kafkiana, in cui ogni parola data rimane incisa e vincola il soggetto a una responsabilità incessante, eliminando la possibilità di sottrarsi agli obblighi sociali.
3. Linguaggio e Tecnica come Definizione dell'Umano
Ferraris integra il linguaggio all'interno della categoria generale della tecnica, definendo l'uomo come un organismo sistematicamente connesso con meccanismi.
• L'Animale Politecnico: Il linguaggio non è un dono naturale o un soffio divino, ma una tecnica appresa che potenzia le capacità di un animale strutturalmente svantaggiato e disadattato. Riprendendo l'enigma della Sfinge, il filosofo sottolinea come il "bastone" (il supplemento tecnico) sia costitutivo della natura umana: l'uomo è l'unico animale che non può tornare stabilmente alla postura quadrupede e che dunque necessita di protesi tecniche e simboliche per deambulare e comunicare.
• L'Automazione del Pensiero: Nel momento in cui usiamo espressioni convenzionali come "Buongiorno" o eseguiamo calcoli mnemonici come le tabelline, noi stessi agiamo come automi. La differenza tra l'intelligenza umana e quella meccanica non risiede dunque nella manipolazione dei segni (che entrambi compiono), ma nel fatto che l'umano è un corpo vivente con urgenze metaboliche, volontà e una fine certa.
4. Il Ruolo dell'Umanesimo nella Scienza Nuova
L'analisi si conclude con la proposta di una "Scienza Nuova" che superi lo specialismo arido attraverso il dialogo tra tecnologi e umanisti. Poiché il web ha come scopo principale la registrazione delle forme di vita umane per istruire l'automazione (come nel caso di Google Translate), la conoscenza umanistica diventa indispensabile per interpretare e dare senso alla massa di dati prodotta dal consumo. In questo scenario, la comunicazione non è più solo scambio di informazioni, ma produzione di valore che deve essere riconosciuta come "lavoro" e ridistribuita attraverso un nuovo sistema di welfare digitale.