I Desaparecidos e la ricerca dei loro torturatori
Il fenomeno dei desaparecidos in Sudamerica è stato riconosciuto come crimine contro l’umanità dalle Nazioni Unite soltanto negli anni ’90. Responsabili della morte di migliaia di cittadini innocenti sono i torturatori, i quali sono ricercati e processati da ormai alcuni anni. Sono accusati di crimini contro l’umanità per gli orrori commessi dalle dittature militari di quarant'anni fa in Argentina e Uruguay, e molti si nascondono in Italia.
In questo video sono presenti delle testimonianze di torture del terrorismo di Stato che governò in Argentina dal 1976 al 1983.
Alcuni nomi
Tre insospettabili sudamericani sono arrivati in Italia diversi anni fa sotto falso nome per rifarsi una vita. I loro nomi sono Carlos Luis Malatto, Nestore Jorge Troccoli e Walter Klug Rivera. Non si conoscono tra di loro. Tutti e tre infatti, di origine italiana, vengono da tre Paesi diversi dell’America latina (Argentina, Uruguay e Cile). Furono gerarchi delle dittature, degli "angeli della morte" che hanno sequestrato, torturato e ucciso un vasto numero di dissidenti dei rispettivi regimi militari. Solo da qualche anno le loro identità sono state smascherate e a loro carico sono stati avviati processi.
Fotografata dal quotidiano La Retaguardia - Il Manifesto
Carlos Luis Malatto
Il più conosciuto dei tre in Italia è Carlos Luis Malatto. E’ diventato famoso dopo che è stata trovata l'abitazione in cui vive l'ex militare della dittatura argentina a Portorosa, un porto turistico in provincia di Messina. Prima della Sicilia Malatto ha vissuto in Abruzzo e poi in Liguria. Oggi sessantenne, con un fare gentile, viene difficile credere che abbia partecipato alla più feroce repressione militare della storia recente. Il “Tenente Malatto” in Argentina deve rispondere di sequestri, torture e sparizioni di avversari politici.
Nestor Jorge Troccoli
Negli anni settanta anche l'uruguaiano Jorge Nestor Troccoli torturava oppositori politici e gente comune. Troccoli vive da tempo in Italia e possiede un passaporto italiano. La sua tranquilla vita da bisnonno emigrato, la trascorre vicino alle bellissime spiagge di Marina di Camerota, nel Cilento. Anche lui si è dovuto presentare in aula a Roma per rispondere di quegli anni violenti della dittatura. In particolare del sequestro a Buenos Aires dei coniugi Dossetti che furono interrogati e torturati, infine fatti sparire. Inoltre è accusato del rapimento e dell’uccisione di Alda Celia Sanz Fernandez.
Walter Klug Rivera
L’ultimo dei latitanti sudamericani in Italia è il cileno Walter Klug Rivera. Stabilitosi in Germania, è stato arrestato in un hotel a Parma nel giugno 2019. Sulla sua testa pendeva un mandato di cattura internazionale emesso in Uruguay dopo una condanna a 10 anni per sequestro di persona. Il crimine risale al 18 settembre 1973, sei giorni dopo il golpe che rovesciò il governo di Salvador Allende.
Klug Rivera è stato condannato per aver sequestrato un militante comunista, Jaime Araya Palominos, poi “scomparso” come altre migliaia di persone in quegli anni. Rivera è inoltre accusato di diversi assassini.
Alfredo Ignacio Astiz
Alfredo Ignacio Astiz è un militare argentino, ex ufficiale della marina militare. Condannato per omicidio era noto come l'Angelo Biondo o Angelo della Morte, durante il governo di Jorge Rafael Videla.
Nel periodo della dittatura, ebbe il compito di infiltrarsi nelle organizzazioni per i diritti umani come spia e, inoltre, tra i crimini contro l'umanità che gli vengono attribuiti, vi furono anche casi di rilievo internazionale come il sequestro, la tortura e l'assassinio delle monache francesi Alice Domon e Léonie Duquet, per i quali è stato condannato all'ergastolo in Francia. Il 26 ottobre 2011 il tribunale di Buenos Aires lo ha condannato all'ergastolo per i crimini commessi.
Franco Reverberi
Don Franco Reverberi, accusato di tortura, dal 2011 è parroco della chiesa dei Santi Faustino e Giovita a Sorbolo, in provincia di Parma.
Vestito a volte con abiti militari, altre volte con l’abito talare, la Bibbia in mano, il sacerdote, ricordano i testimoni, parlava raramente e solo per indurre i prigionieri a collaborare.
Ma quando, nel giugno del 2011, il procuratore generale di San Rafael, sulla base delle testimonianze raccolte, chiede che Reverberi venga indagato, il sacerdote non è più reperibile avendo lasciato il Paese un mese prima per stabilirsi a Sorbolo.
Il processo condor
L'8 luglio 2019 la prima corte d'assise d'appello di Roma ha comminato 24 ergastoli per il sequestro e l'omicidio di 23 cittadini di origine italiana residenti in Bolivia, Cile, Perù e Uruguay all'epoca delle dittature militari degli anni Settanta e Ottanta.
Il 26 maggio dello stesso anno, il ministro della giustizia Alfonso Bonafede ha autorizzato l’istruzione di un processo penale in Italia contro Carlos Luis Malatto. Il 2 ottobre, in Argentina è stata presentata un’istanza per richiedere una seconda volta l’estradizione di don Franco Reverberi, rigettata nel 2014. Nel mentre è stata fissata per il prossimo 24 giugno l’udienza della Corte di Cassazione per il processo Condor che potrebbe confermare l’ergastolo per Nestor Troccoli: gli inquirenti stanno indagando su due omicidi di cittadini italo argentini che coinvolgerebbero l’ex militare uruguaiano. Ci si è messi sulle tracce di questi tre uomini, sono state ricostruite le loro vite in Sud America e in Italia provando a scoprire chi li ha protetti e chi continua a farlo.