Ogni individuo ha diritto al lavoro, alla libera scelta dell’impiego, a giuste e soddisfacenti condizioni di lavoro ed alla protezione contro la disoccupazione.
Ogni individuo, senza discriminazione, ha diritto ad eguale retribuzione per eguale lavoro.
Ogni individuo che lavora ha diritto ad una remunerazione equa e soddisfacente che assicuri a lui stesso e alla sua famiglia una esistenza conforme alla dignità umana ed integrata, se necessario, ad altri mezzi di protezione sociale.
Ogni individuo ha diritto di fondare dei sindacati e di aderirvi per la difesa dei propri interessi.
dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, 10 dicembre 1948
In occasione della giornata mondiale dei diritti umani, le classi 3D e 4D dell'istituto D'Alessi di Portogruaro hanno riflettuto sull'articolo 23 della Dichiarazione, ovvero sulla sfera del lavoro. Pensieri e idee hanno quindi trovato espressione sul corpo delle ragazze attraverso grafiche epidermiche che fanno da sigillo all'intrinseco legame che stringe diritti, lavoro e corporeità: se, d'accordo con Nancy, l'esistenza è l'evidenza corporea e il lavoro è, al fondo, la possibilità che all'individuo viene data dalla società per vivere, allora è impossibile pensare soltanto, in maniera del tutto concettuale o teoretica, il diritto e il lavoro senza con ciò compiere un'effrazione, un imbroglio nei confronti di se stesse/i, del corpo che a conti fatti si è; in questo senso è la pelle, qui, che vuole tenere assieme, facendosene carico, la relazione tra quei due elementi altrimenti, purtroppo, ancora scostanti.