In occasione della ricorrenza del giorno della memoria del 27 gennaio, per ricordare tutte le vittime della Shoah, ho deciso di intervistare alcune ragazze della classe 5F del liceo classico che hanno visitato durante una gita scolastica il campo di concentramento di Dachau.
Come vi siete sentite durante la visita di questo sito?
È stato per noi un momento di riflessione in cui abbiamo potuto toccare con mano la sofferenza di tutte le persone vittime della Shoah, un momento in cui abbiamo potuto interrogarci sui motivi dell’odio razziale.
È stata una visita che ci ha permesso di metterci in contatto con una realtà drammatica, adottando però un approccio diretto sulla storia.
Quali sono stati i posti più significativi per voi?
Per noi i luoghi che più ci hanno spinto alla riflessione sono stati i forni, dove avveniva la cremazione dei corpi, perché vederli con i nostri occhi anziché vederli stampati sui libri di storia ha fatto tutt'un altro effetto, i dormitori in cui erano appese delle foto di propaganda che mostravano come la realtà veniva declinata, infatti i campi di concentramento venivano mostrati come un luogo bellissimo dove tutti sorridevano e si divertivano, quando in realtà anche sistemare la brandina in modo sbagliato poteva comportare a delle conseguenze gravissime come la morte.
Anche il museo dove erano ammassati tutti gli oggetti dei prigionieri è stato molto toccante perché ci ha fatto capire che tutte quelle cose appartenevano a delle persone e non a dei numeri.
Infine, prima della visita guidata, ci hanno mostrato anche dei video in cui erano ammassati tutti i corpi stremati delle vittime di quell’orrore e pensiamo che questi abbiano reincarnato proprio tutta la crudeltà che è stata attuata lì dentro.
C’è stato qualcosa che non avete apprezzato?
Non ci è piaciuto affatto il modo in cui alcune persone abbiano lucrato anche su questa tematica molto delicata, infatti alla fine della visita guidata vi era un negozio in cui poter comprare qualche souvenir.
Che impressione vi ha dato?
Ci siamo sentite piccole e impotenti di fronte a tutta questa crudeltà che, a differenza che dai libri, traspariva tutta.
Di Anna Pieri
In collaborazione con: Lucchesi Sabina, Giulia Parmigiani, Elena Rossi, Elena Torriani.