Vi siete mai chiesti a cosa serve la scrittura creativa? Partiamo con il dire che è un mezzo di comunicazione universale, infatti, chiunque può comunicare le proprie idee e i propri sentimenti, che rimarranno nel tempo. Questo permette di costruire un legame tra chi scrive e chi legge, creando spunti di riflessione, ma anche momenti di pace e tranquillità. La scrittura creativa è l'espressione di sé stessi ed è uno strumento prezioso da coltivare per la propria crescita personale.
“Riempi la carta con i respiri del tuo cuore.” (William Wordsworth)
Per chi fosse interessato a condividere e pubblicare i propri racconti creativi, le proprie poesie e i propri disegni, può mandarli all’indirizzo e-mail: sabina.lucchesi@isibarga.edu.it
Vi auguro una buona lettura!
Fiorire oltre il sole
Clara aveva poche certezze nella vita ma di sicuro una di queste era Axel. Lui era il suo vicino di casa e ogni giorno lo cercava con lo sguardo dal balcone di casa sua. Infatti Axel passava sempre in skate davanti a casa di Clara per andare a lavoro. Guardarlo era per lei l’unico momento della giornata in cui si sentiva completa e sentiva la necessità di averlo sempre vicino a sé. Un giorno Clara decise di parlargli, ma non attraverso monosillabi, come aveva fatto fino ad ora. I due riuscirono a conoscersi meglio e si innamorarono. Lei si appoggiava a lui come ci si appoggia a un muro dopo una corsa. Non era un peso, non era un obbligo: era semplicemente naturale, come respirare. All’inizio era un rifugio, un conforto, un posto dove poter abbassare le difese. Con il tempo aveva fissato il ragazzo come centro del suo mondo, non per paura o costrizione, ma per abitudine. Era più semplice lasciare a lui le decisioni, i sogni, le direzioni. Clara era sempre piú affascinata da lui e seguiva sempre ogni suo consiglio e disposizione, tanto da sembrare che non avesse più volontà propria. I suoi orari, le sue uscite, perfino il suo umore dipendevano da un messaggio, da un comportamento, da uno sguardo di Axel.
Poi lui all’improvviso partì, nessun avviso, nessun messaggio, nessun biglietto, nessuna chiamata: non aveva lasciato nulla di nulla. Il mondo sembrò crollarle addosso. Era come se fosse stata colpita da un getto d’acqua freddo e le lacrime cominciarono a rigarle il viso. Ora come avrebbe fatto? Chi l’avrebbe indirizzata? Chi avrebbe seguito?
Inizialmente sentiva addosso il peso di non avere più un appoggio a cui sorreggersi, ma nel vuoto, che in principio sembrava impossibile da colmare, cominciò a scoprire qualcosa di nuovo: lo spazio per respirare e pensare. Ricominciò a scegliere, a sbagliare, a camminare senza cercare un sostegno. Riscoprì la propria voce e le proprie passioni dimenticate. Camminava per la strada senza cercare un appoggio, cadeva, si rialzava, imparava a gestire i momenti in cui si ritrovava da sola con sé stessa: aveva imparato a considerare la sua compagnia come preziosa e speciale.
Dopo qualche tempo Clara prese l'abitudine di andare sul balcone, non più per seguire con lo sguardo Axel ma per riflettere su sé stessa. Un giorno, mentre guardava il sole tramontare, le tornò in mente il mito dei girasoli, della ninfa Clizia che amava il dio Elios al punto da essere incapace di distogliere lo sguardo da lui quando attraversava il cielo. Con il tempo la ninfa si trasformò in un girasole: un fiore che è condannato a volgere il suo volto verso il sole.
Clara capì di non voler essere Clizia: non voleva fissare un’unica luce fino a dimenticare se stessa. Voleva girare il viso, cambiare direzione, crescere anche lontano da quel sole, non voleva vivere di riflesso.
E così Clara rifiorì, non perché qualcuno la guardasse o la completasse, ma perché aveva imparato a cercare la luce da sola. Ogni passo, ogni scelta, ogni sorriso era un piccolo petalo che sbocciava solo per lei.
Dopo numerose riflessioni aveva finalmente preso consapevolezza che in realtà i girasoli non dipendono dal sole, ma restano dritti, perché trovano la luce e la forza dentro di sé. Infatti i girasoli non devono temere il cielo coperto, ma possono trovare la luce anche quando il sole se ne va.
La scrittura è un dialogo silenzioso tra chi racconta e chi legge.
Grazie per avermi ascoltato tra le righe.
Ci ritroviamo nel prossimo numero, con un’altra storia tutta da scoprire.
Di Sabina Lucchesi