Vi siete mai chiesti a cosa serve la scrittura creativa? Partiamo con il dire che è un mezzo di comunicazione universale, infatti, chiunque può comunicare le proprie idee e i propri sentimenti, che rimarranno nel tempo. Questo permette di costruire un legame tra chi scrive e chi legge, creando spunti di riflessione, ma anche momenti di pace e tranquillità. La scrittura creativa è l'espressione di sé stessi ed è uno strumento prezioso da coltivare per la propria crescita personale.
“Riempi la carta con i respiri del tuo cuore.” (William Wordsworth)
Per chi fosse interessato a condividere e pubblicare i propri racconti creativi, le proprie poesie e i propri disegni, può mandarli all’indirizzo e-mail: sabina.lucchesi@isibarga.edu.it
Vi auguro una buona lettura!
Io ti vedo
Lo sguardo é perso nel vuoto
Oltre la voragine della mente
Il pensiero vola altrove
Le colombe volano leggere
Mentre una lacrima mi solca il volto
E sembra dire: non dimenticare
Case, risate, famiglia, cuore
Luce, occhi, sguardi, passione.
La vita corre ma il cuore si ferma
E io ritorno bambina.
Sabina Lucchesi
Vivere nei ricordi
Chloe, una ragazza di diciotto anni, si voltava troppo spesso indietro, restando ancorata a ciò che ormai apparteneva al suo passato. La morte di sua nonna, in particolare, le attraversava la mente ogni giorno: i momenti felici passati insieme, le feste, i regali, le canzoni cantate a squarciagola, gli abbracci affettuosi, i film visti sul divano. Aveva paura che andando avanti per la sua strada avrebbe perso tutto questo, che col tempo avrebbe dimenticato la sua voce, il modo in cui le accarezzava i capelli, la sua risata calda e inconfondibile.
Sentiva che solo restando aggrappata a quel dolore avrebbe potuto continuare a vivere anche per lei. Ma non era così. Quel dolore, invece di tenerla vicina, la stava lentamente isolando dal mondo. Chloe si rinchiuse sempre più in sé stessa: non usciva più, evitava le chiamate, lasciava scorrere le giornate tutte uguali, fatte di silenzi e lacrime. Le sue amiche erano preoccupate, mentre i suoi genitori tendevano a minimizzare, incapaci di cogliere davvero il peso che Chloe portava dentro.
Il tempo passava, ma per lei sembrava essersi fermato.
Un giorno, però, le sue amiche decisero di non restare a guardare. Con dolcezza e insistenza, Daphne e Mia la convinsero ad uscire per un aperitivo. Chloe, forse stanca di quella monotonia fatta solo di malinconia, o forse consapevole di quanto quel dolore la stesse consumando, accettò.
Quella sera, seduta al tavolino di un bar, con le sue amiche piú care, tra risate leggere e chiacchiere semplici, Chloe si accorse di qualcosa che non provava da tempo: una piccola sensazione di leggerezza. Non era felicità piena, non ancora. Ma era un respiro.
E fu proprio in quel momento che capì una cosa che fino ad allora le era sfuggita: andare avanti non significava dimenticare. Non significava tradire ciò che era stato, né lasciare indietro sua nonna.
I ricordi non si consumano vivendo il presente. Non svaniscono se si ride, se si esce, se si prova di nuovo a essere felici. Al contrario, restano pronti a riaffiorare nei gesti, nelle parole, nelle piccole cose.
Chloe iniziò a comprendere che sua nonna non viveva nel dolore che la immobilizzava, ma nei ricordi che la accompagnavano. I ricordi non sarebbero svaniti anzi le avrebbero dato la forza per continuare a vivere al meglio e per riuscire a costruirsi un futuro. I ricordi sono essenziali per l'esistenza, servono per ricordarti chi sei e chi sei stato e le persone con cui hai condiviso tanti bei momenti. La vita è come un puzzle e per comporlo servono tanti piccoli pezzettini che vanno inseriti nel tempo. É importante collezionare ricordi senza avere rimpianti o perdere tempo in un dolore autoimposto.
Chloe non dimenticò, non lasciò andare: imparò a portare con sé.
Perché il passato non deve essere una gabbia in cui restare imprigionati, ma una radice da cui continuare a crescere. E solo vivendo il presente, Chloe avrebbe davvero potuto dare un senso a tutto ciò che aveva ricevuto.
Chloe dopo quell'incontro prezioso, iniziò a uscire spesso con i suoi amici e con la sua famiglia, fece molti viaggi in giro per il mondo. Finalmente, dopo tanto tempo, capí che la sua avventura era appena iniziata e che nulla l'avrebbe fermata dall'essere appieno sé stessa.
Durante uno dei suoi viaggi, mentre camminava da sola al tramonto lungo una strada sconosciuta, Chloe sentì all’improvviso una melodia familiare. Si fermò. Era una canzone che sua nonna le cantava sempre, una di quelle che riempivano la casa di risate e leggerezza. Il vento le sfiorò i capelli nello stesso modo in cui faceva lei, con quella dolcezza che Chloe non aveva mai dimenticato.
Chiuse gli occhi per un istante.
E in quel silenzio, capì: non era sola. Non lo era mai stata.
Sua nonna non era rimasta indietro nel passato, né intrappolata nei ricordi dolorosi. Era lì, in ogni passo che Chloe aveva il coraggio di fare.
Chloe sorrise, perché aveva capito che l’amore vero non svanisce, non si perde, non si dimentica.
E resta accanto a noi, per sempre.
La scrittura è un dialogo silenzioso tra chi racconta e chi legge.
Grazie per avermi ascoltato tra le righe.
Ci ritroviamo nel prossimo numero, con un’altra storia tutta da scoprire.
Di Sabina Lucchesi.