L'enigma dell’amore velato
Avete mai provato a baciare qualcuno con un lenzuolo in faccia? Probabilmente no. René Magritte invece sì, almeno sulla tela!
Magritte, pittore belga classe 1898, è uno dei principali artisti del Surrealismo che dipinge soggetti comuni, come uomini, cappelli, mele, finestre, stanze, rendendoli però protagonisti di situazioni assurde o impossibili. È proprio questo contrasto a creare nell’osservatore lo straniamento: ciò che vediamo sembra normale, ma non torna mai del tutto.
“Gli amanti” è uno dei suoi quadri più famosi, uno dei più strani e divertenti della corrente surrealista.
Nel dipinto vediamo due persone che si baciano con la testa completamente avvolta in un telo bianco. Romanticissimo? Forse. Scomodo? Sicuramente. Ma Magritte voleva farci pensare.
Magritte amava giocare con il mistero, infatti, la tela può rappresentare:
-le difficoltà nel comunicare,
-quella sensazione di non conoscere mai davvero una persona fino in fondo,
-oppure semplicemente che l’amore non è sempre perfetto come nei film.
Magritte non ha mai spiegato ufficialmente il significato. Un po’ come quando il prof chiede: “Cosa voleva dire l’autore?” e la risposta è: “Boh, forse tutto e il contrario di tutto”.
La cosa divertente è che questo quadro, dipinto nel 1928, è molto attuale. Pensate ai messaggi vocali fraintesi o alle monotone chat, in cui spesso ci sentiamo vicini, ma qualcosa ci separa.
Magritte lo aveva capito prima di WhatsApp.
Viviamo in un mondo connesso, pieno di messaggi, like e vocali, eppure capita spesso di non capirsi davvero. Proprio come i due protagonisti del quadro: vicinissimi, ma separati da qualcosa di impercettibile.
Quel telo sul volto sembra rappresentare le barriere moderne: le apparenze, le aspettative, la paura di mostrarsi per quello che si è davvero. Ci baciamo, ci scriviamo, ci parliamo, ma a volte senza guardarci fino in fondo.
Forse il vero messaggio è proprio questo: togliere il telo e provare a guardare l’altro negli occhi, anche se è più difficile e può sembrare più rischioso.
In conclusione, “Gli amanti” non è solo un quadro strano da osservare, ma una piccola sfida lanciata a chi guarda. Ci ricorda che vedere non significa sempre capire, e che anche nei gesti più semplici, come un bacio, può nascondersi un mistero.
Magritte ci invita a non fermarci alla prima impressione, a fare domande, a dubitare e magari anche a sorridere davanti a ciò che non ha una risposta chiara. Perché, in fondo, l’arte non serve a dirci cosa pensare, ma a farci pensare!
E se un dipinto con due persone che si baciano sotto un lenzuolo riesce ancora oggi a sorprenderci, confonderci e farci confrontare gli uni con gli altri, allora vuol dire che Magritte ha fatto centro.
In poche parole, il suo stile è come un indovinello visivo: semplice all’inizio, ma impossibile da togliere dalla testa.
Di Elena Torriani