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IL PERCORSO DELLA 2BL
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IL PERCORSO DELLA 2BL

Testi con congiunzioni

Ogni studente scriva un testo di genere narratico e ne evidenzi TUTTE le congiunzioni.

Riportiamo di seguito alcuni dei testi scritti:

L'isola.

Quando mi svegliai ero molto confuso, mi ricordavo solo che poco prima di addormentarmi ero su una piccola nave e che stavo andando da qualche parte ma non ricordo bene dove. Dopo essermi svegliato completamente notai che di fianco a me c’era sdraiata un'altra persona, all’inizio pensavo fosse morta ma poi lo guardai meglio e capii che quello era Federico, il mio amico, per fortuna era ancora vivo anche se aveva qualche taglio qua e là. Dopo averlo svegliato mi guardò e la sua espressione stanca si trasformò presto in uno sguardo terrorizzato. Mi chiese perché eravamo su un isola deserta invece di essere arrivati al porto di New York. Cercammo di guardarci intorno per vedere se c’era qualche nave vicina che potesse vederci e soccorerci ma non c’era niente. Federico notò che non troppo distante da noi c’era una nave incastrata tra gli scogli, andammo a indagare e scoprimmo che quella era la stessa nave su cui viaggiavamo, tutti i passeggeri oltre a noi erano morti nello schianto e i loro corpi erano distanti da dove ci siamo svegliati noi, mi chiesi se fosse stato un abitante dell’isola ad averci salvato portandoci lontani dalla barca. Ad ogni modo eravamo spaventati ma dovevamo cercare di prendere le loro valigie, forse avremmo trovato qualcosa di utile che ci avrebbe consentito di scappare da lì. 

(Bucchino Christian)

Un attacco di panico a scuola.

Era una fredda mattina di ottobre, anche se fuori faceva freddo in casa si stava abbastanza bene, mi alzai dal letto e andai verso la cucina per fare colazione, di solito avrei mangiato latte con i biscotti ma la mia psicologa aveva detto che era tempo di cambiamenti, anche se non avevo capito che cosa significasse,  visto che stavo per entrare in una nuova scuola. Sebbene ero molto ansioso all’idea di iniziare un nuovo capitolo della mia vita ero anche molto felice di fare nuove amicizie. Finita la colazione mi andai a vestire, anche se non sapevo cosa mettermi, scelsi le prime cose che mi capitarono. Corsi fuori di casa e andai di corsa a scuola. Non conoscevo nessuno, era come se tutti mi stessero guardando e giudicando, però non sapevo come reagire, entrai in classe tutti mi guardavano come se avessi un ragno enorme sulla testa. Mentre mi sedevo al banco sentivo che le persone dietro di me bisbigliavano qualcosa ma non capivo cosa, quando improvvisamente entrò la prof disse di sedersi che aveva una sorpresa per la classe, sapevo che la sorpresa ero io ma non avevo intenzione di presentarmi ad una classe che già mi parlava dietro, la mia ansia cominciò a comparire era come se mille voci diverse stessero sparlando di me, mi mancava il fiato, stavo per svenire quindi chiesi di andare in bagno, ma non avevo idea di dove fosse, perciò chiesi alla collaboratrice scolastica dove fosse, e lei mi rispose che era in fondo al corridoio.

Mi rinchiusi in bagno e cominciai a piangere e non riuscivo a fermarmi, volevo che tutto questo finisse, che la mia vita finisse, quando improvvisamente mi ricordai le parole della mia psicologa su come gestire un attacco di panico: per prima cosa bisognava calmare velocemente la crisi ma non solo questo ma anche controllare la respirazione e concentrarmi su altre cose che mi fanno stare bene.
Dopo essermi calmato tornai in classe e sapevo che a i miei compagni non piacevo ma almeno ero riuscito da solo a superare un attacco di panico. 


(Luca Colli Badino)

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