Abbiamo già visto che i virus sono ovunque e che possono attaccare sia animali che piante e perfino i batteri. Ci sono poi virus che possono infettare il fegato e il cuore, i reni e il cervello, e perché no, anche le cellule del sistema immunitario, che in teoria dovrebbero essere le nostre guardie del corpo.
I virus poi si muovono velocemente: ad alcuni di loro basta uno starnuto e così, a cavallo delle nostre goccioline di saliva, possono andarsene in giro indisturbati.
Sono inoltre dei trasformisti: escogitano infatti diverse strategie per sfondare le difese del nostro corpo, vincere sui suoi attacchi e sopravvivere. E poi cambiano nel tempo, perché di copia in copia ci scappa qualche errore , e grazie ad alcune mutazioni acquisiscono nuove capacità (stai pensando agli X-Men?). Il virus SARS-CoV-2, per esempio, prima infettava i pipistrelli, poi ha imparato a infettare anche noi. Mannaggia!
«Ehi, svegliati e vai a vedere quello che succede dove c’è quel taglio»; «Guarda che c’è un raffreddore in "Ehi, svegliati e vai a vedere quello che succede dove c’è quel taglio"; "Guarda che c’è un raffreddore in corso, vai nella mucosa nasale e produci un po’ di anticorpi"; "Non vedi che quello è un virus innocuo? Stattene buono e prenditi un caffè".
Questo è un tipico dialogo tra le cellule del nostro sistema immunitario: la barriera difensiva che si attiva in caso di incontri ravvicinati con i virus e altre sostanze estranee e magari nocive. Il loro compito è infatti individuare la presenza di invasori e, se pericolosi, aggredirli e riparare i danni.
In molti pensano che i tamponi siano simili ai vaccini, ma non è così: i tamponi sono test che servono per capire se sei affetto dalla malattia, mentre i vaccini servono per renderti immune da essa.
Il vaccino infatti è un farmaco che addestra l’organismo (il sistema immunitario) a produrre anticorpi che ci proteggeranno in caso di incontri ravvicinati con un virus cattivo.
Il primo vaccino è stato creato intorno al 1780 da un medico inglese durante un'epidemia di vaiolo: si chiamava Edward Jenner e riuscì così a salvare molte vite.
Jenner notò che gli allevatori di mucche (vacche) non venivano contagiati dal vaiolo e quindi non morivano. Secondo lui gli allevatori avevano contratto il vaiolo bovino (non mortale per gli umani) e in questo modo avevano sviluppato gli anticorpi per il vaiolo che colpiva gli umani. Il medico per dimostrarlo iniettò il vaiolo bovino in un bambino E dopo un mese gli iniettò il virus del vaiolo umano: il bambino non si ammalò!
Nel 1880 Louis Pasteur continuò gli studi e rese i vaccini più sicuri: rendendo innocui i virus che venivano usati nei vaccini. Con il passare del tempo il biologo trovò vaccini anche per altre malattie come la febbre gialla e il colera ed inoltre decise di dare il nome “VACCINO” a quella cura (perché proveniva da uno studio sul vaiolo delle vacche).
Anche ad oggi il funzionamento del vaccino è rimasto lo stesso.
Per produrre un vaccino contro un nuovo virus, però, prima gli scienziati devono studiare bene il virus, analizzare il suo RNA e fare tanti test per essere sicuri che funzioni e, soprattutto, che non sia dannoso per le persone. Ovviamente ciò richiede tempo: molti anni.
L’immunità di gregge è un fenomeno che avviene quando almeno il 95% della popolazione è vaccinata: anche se non tutti i cittadini lo sono, i non vaccinati sono protetti ugualmente perché le probabilità di incontrare il virus sono molto, molto più basse. Il che è positivo per gli immunodepressi ovvero coloro il cui organismo non ha difese immunitarie sufficienti per sostenere le reazioni innescate da molti vaccini. Ecco perché è importanti vaccinarsi e perché stiamo aspettando con ansia il vaccino per il Coronavirus: quando sarà pronto, Covid-19 smetterà di farci paura!