“Mio fratello rincorre i dinosauri” è un un film tratto dal noto romanzo autobiografico di Giacomo Mazzariol, pubblicato nel 2016 dalla casa editrice Einaudi. Il film è uscito il 5 settembre del 2019, diretto da Stefano Cipani.
Giacomo è il giovane protagonista, sin da piccolo si è convinto che il fratellino con la sindrome di down, Giovanni detto Giò, sia un supereroe; successivamente, da adolescente, dopo aver nascosto il fratellino agli amici per vergogna, scopre che la vera forza di Giò è l’unicità. Giacomo conosce una ragazza di nome Arianna e se ne innamora, così decide di iscriversi alla stessa scuola di Arianna, ma il suo atteggiamento di ingannare tutti su suo fratello provocherà una grande delusione in Arianna e Giacomo dovrà trovare il modo per scusarsi e chiarirsi con suo fratello e i suoi familiari.
I personaggi principali del film sono:
-Giacomo;
-Giovanni;
-i genitori dei due ragazzi;
-Alice e Chiara (le sorelle);
-Arianna.
Arianna ci è sembrata un bellissimo personaggio, perché è una ragazza piena di interessi ma anche determinata e combattiva.
La nostra parte preferita del film è stata proprio all'inizio, quando i genitori dei ragazzi hanno parcheggiato l'auto nel parcheggio di un discount per comunicare a tutta la famiglia che sarebbe presto Sto arrivando un fratellino.
Anna Sophia Brachini e Noemi Vestrelli (1^E)
Trama
I membri di un girl group Kpop, le huntrix, formato dalle famosissime idol: Rumi, Mira e Zoey, usano le loro identità segrete di cacciatrici per proteggere i loro fan da una minaccia soprannaturale, alimentando con le loro voci e le loro canzoni una barriera protettiva, l’honmoon, che separa il loro mondo da quello dei demoni.
Il loro obbiettivo è proteggere i cittadini di Seoul e del mondo intero rendendo l’honmoon dorato così che Gwi-ma e gli altri demoni non possano più entrare nel loro mondo e minacciare la sicurezza dei suoi abitanti.
Insieme combattono il loro più grande nemico: Gwi-ma, che per evitare di far realizzare alle cacciatrici il loro scopo manda nel loro mondo una boy band di demoni: i Saja Boys che, con le loro canzoni, devono rubare i fan e le attenzioni delle huntrix, diventando i migliori idol del mondo, catturando la fiducia e l’attenzione dei loro ammiratori così da condurli, quando sarà il momento, da Gwi-ma che gli divorerà l’anima, di cui si nutre, per poi lasciarli scomparire nel vuoto.
Recensione Di Google
Media: 7/10
Movieplayer: 3,5/5
Il Cineocchio: 6/10
IMDb: 7,5/10
La Nostra Recensione
Media: 9/10
Sophia: 10/10
Veronica: 9/10
Pietro: 8,5/10
Le Nostre Considerazioni Su Vari Aspetti Del Film Kpop Demon Hunters
Personaggi 9/10
I personaggi nel complesso sono abbastanza caratterizzati, soprattutto Rumi e Jinu che da questo punto di vista sembrerebbero essere i protagonisti, visto che il loro backstory è il più sviluppato e il più avvincente, che fa capire il motivo dei comportamenti dei personaggi, soprattutto quelli fuori dall’ordinario.
Traspare un’umanità anche in colui che è costretto in un corpo demoniaco; infatti, i ricordi sia di Jinu che di Rumi sono carichi di sentimenti e di emozioni, si percepisce dalle battute e dalle espressioni dei personaggi il dolore che provano, il peso della perfezione che viene imposta fin dalla nascita, l’ordine di nascondere tutto senza poter esprimersi, la rabbia, il risentimento la miseria, la tristezza, l’incomprensione e un sacco di altri sentimenti che umanizzano dei personaggi animati.
Per quanto riguarda le altre huntrix il loro backstory è ridotto all’osso, gli unici ricordi passati e che ci fanno capire qualcosa in più di loro sono alcuni spezzoni dei ricordi di Rumi in cui erano presenti anche Mira e Zoey e la loro parte iniziale, da soliste, di Golden.
A proposito degli altri Saja Boys, Abby, Romance, Mistery, Baby, non si sa praticamente niente, tutto ciò che si trova in giro sono supposizioni dei fan del film ( tipo la loro età, il motivo per la quale sono stati condannati al regno dei demoni), visto le uniche informazioni che ci fornisce Kpop Demon Hunters sono che come Jinu, per ragioni sconosciute, hanno fatto un patto con Gwi-ma e questo li ha costretti ad andare, ancor prima di morire, nel mondo dei demoni e restarci per sempre.
Lì, presupponiamo abbiano incontrato Jinu, abbiano creato una sorta di rapporto di amicizia, tale che, nel momento del “bisogno” hanno aiutato Jinu, con il suo piano per far vincere Gwi-ma, che gli avrebbe permesso di cancellare i suoi ricordi vissuti da vivo, che lo tormentano, senza pretendere niente in cambio per loro.
In generale i personaggi hanno un’estetica fluida, i vestiti sono molto dettagliati e in linea con il character design di ognuno, il backstory è abbastanza completo anche se per alcuni personaggi è carente, i volti e i movimenti esprimono i loro sentimenti non solo quelli negativi ma anche i momenti divertenti e simpatici che vi strappano un sorriso.
Trama e Finale: 10/10
La trama di Kpop Demon Hunters è molto avvincente piena di colpi di scena inaspettati, è lineare, tutto succede in ordine cronologico a parte qualche flashback che rende più piacevole, meno noiosa e “pesante” la storia, nella trama è presente anche un montaggio parallelo, che mette in contrapposizione ciò che accade nel regno dei demoni e quello degli umani.
Il finale è inaspettato e molto commovente, oserei dire strappalacrime, secondo gli sviluppi sentimentali, comportamentali e caratteriali dei personaggi, non erano previste certe mosse da parte dei personaggi, alcune battute non finite subito fanno pensare a ipotetici finali alternativi che però non si avverano perché entra in gioco un colpo di scena eclatante che stravolge tutto il finale.
Animazione: 9+/10
L’animazione è omogenea, non si nota più di tanto il fatto che non è un film con persone vere, ma personaggi animati visto che i movimenti sono fluidi, non ostante alcune mosse ed espressioni del volto siano poco realistiche, ma servono per far ridere e intrattenere in maniera simpatica.
Un fatto curioso e che i Saja Boys sono animati con 24 frame al secondo, con movimenti più fluidi per simboleggiare i movimenti più fluidi dei demoni, mentre le huntrix e le altre persone umane sono animate con 12 frame al secondo, con movimenti un po' più “robotici” e “scattanti”, sempre fluidi, ma meno rispetto a quelle dei Saja boys e degli altri demoni.
Rumi quando è umana è animata 12 FPS (frame per secondo), mentre quando diventa anche esteticamente mezza-demone viene animata 24 FPS, come gli altri demoni e i Saja Boys, mentre nel finale quando accetta di essere in parte demone, ciò viene dimostrato quando i segni sulla pelle di Rumi diventano da viola scuro ad arcobaleno fatto con colori pastello, ritorna animata con 12 FPS al secondo.
Musica: 9,5/10
La musica è in stile Kpop, come suggerisce il titolo del film, perciò non ha tutti può piacere, ma in generale si può dire che le colonne sonore sono il pezzo forte di questo film.
Le musiche sono ritmate e perfettamente sincronizzate con il tema e le animazioni del film creando un mix di suoni e colori e i testi sono profondi e pieni di significato sia la traduzione in italiano che la versione originale in inglese.
Sophia Mazzola, Pietro Marconi e Veronica Pannacci (1C)
Arriva, finalmente, l'attesissimo prequel de Il Re Leone.
La Disney sforna un altro successo, con la storia di Mufasa e di suo fratello Scar, con moltissimi colpi di scena.
Il film è diretto dall’Oscar Barry Jenkins, con un cast in italiano un po’ insolito: c’è Marco Mengoni che doppierà la voce di Simba, Elodie che doppierà la voce di Sarabi (la madre di Simba) ed Elisa che doppierà la voce di Nala.
La trama molto è ben progettata con flashback. Infatti Rafiki comincerà a raccontare a Kiara (figlia di Simba e Nala) la storia dell'onorevole nonno Mufasa.
Un film molto interessante che spiega fin dalle origini l’inizio del conflitto tra Mufasa e Scar.
I due infatti non sono fratelli di sangue, si incontrano quando Mufasa per un'alluvione si stacca dalla sua famiglia e arriva lontano da casa.
Taka, colui che poi diventerà Scar, lo salva e convince il padre a farlo restare con loro. Quando Mufasa salva la madre di Taka da due leoni bianchi, viene riconosciuto da tutti come un eroe. La vendetta dei leoni bianchi però sta per arrivare. Allora Taka e Mufasa scappano, in cerca del misterioso “Milele”. Con molte lotte e momenti strappalacrime, Mufasa è candidato a 5 Golden Globe.
Se non lo hai ancora fatto, vallo a vedere!
Andrea Bottausci (2^D)
Ai giovani, ai adulti e ai bambini piace molto L’horror. Ma che cos’è’?
Nasce nel 1764 con il Castello d’Oltremare, scritto da Horace Walepole. Ha origini antiche le affonda sulla tradizione religiosa, concentrandosi sui temi della morte, dell’aldilà, del male e del del demonio. Tali temi trovano corrispondenza in storie di esseri come streghe, vampiri, licantropi e fantasmi. La narrativa horror europea si affermata anche grazie alle opere degli antichi greci e romani, nella mitologia greca, per esempio, Prometeo è un titano che è stato d’ispirazione per il titolo dell’opera di Mary Shelley, Frankenstein. In ogni caso, la storia di Frankenstein è stata più ampiamente ispirata dalle vicende di Ippolito, che secondo il mito fu riportata in vita da Asclepio. Uno dei film più famosi dell’ horror è Frankenstein, opera della scrittrice Mary Shelley. Viene pubblicato anonimamente nel 1818, ma nel 1823 esce in Francia una seconda edizione, questa volta con la firma dell’autrice. Nel 1831 viene pubblicata la terza edizione di Frankenstein. Questo film è stato ispirato da un esperimento di Luigi Galvani, che ha preso delle rane morte e gli ha trasmesso la corrente. Nella sera del 6 Novembre 1780 l’anatomista bolognese tocca con un arco conduttore i muscoli della zampa di una rana e scopre che l’animale si muove con un balzo, questo ha ispirato l’autrice Mary Shelley, che fece la stessa cosa con delle parti di corpi morti di esseri umani. In questo film, Mary Shelley narra la storia di uno scienziato pazzo di nome Frankenstein che, attraverso un’esperimento con delle parti di corpi di esseri umani morti e l’elettricità darà vita ad una creatura che seminerà il panico tra i cittadini, ma che in realtà non è cattiva, però è vista con diffidenza e paura perché appunto era formato da parti di corpi morti messi insieme. Questa creatura, nel film, di Frankenstein è chiamata “la cosa”, “la creatura”. Invece, uno dei libri più famosi dell’ horror è Pennywise, meglio conosciuto come IT, il pagliaccio assassino. Il suo autore è lo scrittore e sceneggiatore statunitense Stephen Kingston, nato il 21 Settembre 1947. IT vive nelle fogne di Derry, una piccola cittadina di Maine. Un giorno cattura il piccolo Giorgie Denbrough, fratello minore di Bill. Così, Bill e i suoi amici partono per affrontare e sconfiggere IT. Se vi piacciono le letture Horror ma allo stesso tempo avvincenti, ve lo consigliamo.
A cura di Andrea Baruffa, Matteo Monsignori e Giulio Maria Gardi 2^A.
Sherlock Holmes è talmente conosciuto e famoso che sembra un personaggio reale e non immaginario, nato dalla penna di Arthur Conan Doyle. Il grande scrittore scozzese di gialli fu ispirato dalla capacità di osservazione, di logica e di deduzione propri di un suo professore, che fu per lui molto importante e trasferì queste caratteristiche al personaggio letterario di Sherlock Holmes. Egli, infatti, è un detective privato di grande logica e intuizione, non ben visto da Scotland Yard poiché risolve tutti i casi al loro posto, facendo fare alla polizia inglese non bella figura…
Il suo studio si trova a Londra, in Baker Street 221B, dove oggi c’è il museo dedicato a Holmes e dove sono stati ambientati tutti i romanzi che lo vedono protagonista. Questo indirizzo compare già nel primo romanzo, in cui Conan Doyle scrive che vi abita anche il dottor Watson, fedele aiutante del detective Holmes.
Alcuni segni distintivi di Sherlock Holmes sono la pipa, il fatto che suona il violino e il celebre cappello da caccia inglese (deerstalker), anche se in realtà non lo indossa sempre, specie nei romanzi non viene molto menzionato, ma nelle illustrazioni che apparvero sulla rivista Strand, Holmes viene disegnato sempre con questo cappello, tanto che è ormai parte dell’immaginario del personaggio.
“Elementare, mio caro Watson” è la frase più celebre pronunciata da Sherlock Holmes, ma in realtà non compare nei testi di Conan Doyle, bensì fu coniata dallo scrittore umoristico inglese P.G. Wodehouse in un romanzo del 1915: Sherlock Holmes, infatti, è uno dei personaggi più ripresi da scrittori e da registi, esistono fumetti, brevi storie, film e serie che lo vedono protagonista. Recentemente sono usciti anche due film sulla storia della sorella di Sherlock Holmes, Enola Holmes, di intuito pari se non superiore a quello del fratello.
Tuttavia, il primo romanzo che vede protagonista il famoso detective – e che, all’inizio, non riscosse grande successo – è “Uno studio in rosso”. In questo romanzo avviene l’incontro tra Watson, un ex-ufficiale medico dell’esercito britannico che in seguito a delle ferite subite in battaglia, viene congedato per nove mesi nel tentativo di migliorare la sua salute e Holmes.
Un giorno una lettera avvisa Holmes dell’omicidio del Sig. Drebber; Holmes e Watson si recano sul luogo dell’omicidio e Holmes comincia a segnarsi su un blocchetto ogni piccolo particolare ed ogni stranezza che trova nella stanza, anche se insignificante per Watson.
Nella stanza c’è un cadavere a terra e vicino a questo delle tracce di sangue che però non appartenevano alla vittima; inoltre viene trovato sotto il cadavere un piccolo anello da donna e una scritta sul muro: RACHE... Holmes dopo un’attenta analisi degli indizi riuscirà a far arrestare il colpevole.
Nel libro la suspense rende più coinvolgente la storia. Inoltre, vi sono flashback e descrizioni scientifiche nei minimi dettagli perché questo è il modo in cui Sherlock Holmes risale alla soluzione del caso. Infatti il genere dei romanzi gialli permette di verificare le doti di ragionamento e di osservazione e di mettersi alla prova; molte delle vicende narrate sono avvincenti e intriganti, ed attirano la curiosità. Molti romanzi gialli insegnano, in parte, come affrontare determinati problemi che si possono incontrare nella vita: infatti spesso gli investigatori, per comprendere l’accaduto, devono stravolgere il proprio punto di vista e cambiare modo di pensare. E Sherlock Holmes insegna a tutti noi a farlo al meglio!
Di Luca Mariani Carletti, Andrea Baruffa, Giulio Maria Gardi 2^A
Tra i romanzi più famosi di Pirandello, oggi abbiamo scelto di parlarvi del libro “Il Fu Mattia Pascal” che la nostra classe ha dovuto leggere integralmente.
Il libro racconta la storia singolare di un uomo, ovvero Mattia Pascal. Il romanzo inizia al contrario, cioè dalla fine: Mattia, nella biblioteca dove lavora, decide di raccontare la storia della sua vita.
Vive a Miragno, un paesino inventato dallo scrittore, in Liguria, insieme a sua madre quando scopre di avere perso i suoi soldi.
Mattia è perciò costretto a cercare lavoro per mantenere sua moglie, Romilda, e l’antipatica suocera. Lui e la giovane donna hanno avuto due gemelle, la prima è morta subito, la seconda dopo un anno. Disperato e frustrato dal pessimo rapporto con Romilda e la propria suocera, decide di scappare in America. Il suo progetto è quello di raggiungere la Francia in treno e da lì imbarcarsi per l’America. Tuttavia giunto a Monte Carlo inizia a giocare d’azzardo al casinò e vince un bel bottino. Con tutti quei soldi pensa di poter tornare sui suoi passi, far rientro in paese e riprendere il suo posto in famiglia. Ma durante il viaggio verso casa scopre, attraverso i necrologi di un quotidiano, di essere ormai ufficialmente un defunto.
Mentre è via, infatti, la moglie e la suocera lo credono morto, poiché lo riconoscono nel cadavere di un uomo ritrovato in un fiume, del quale si ipotizza il suicidio.
Mattia decide di cominciare una nuova vita con una nuova identità: quella di Adriano Meis.
Dopo aver cambiato taglio di capelli e barba e dopo aver corretto lo strabismo a un occhio, si trasferisce a Roma dove incontra un’altra donna, Adriana, della quale si innamora. La vorrebbe sposare, ma non può perché Adriano Meis non esiste, quindi finge il suicidio e torna nel suo paese, dove trova la moglie sposata con il suo migliore amico dal quale ha avuto una figlia. Mattia decide di non svelare la propria identità, preferisce lasciare Romilda all’amico che l’amava fin da prima.
Infine ritorna nella biblioteca nella quale lavorava, dove racconterà al suo collega la storia del “Il fu Mattia Pascal”.
Questo romanzo, pur essendo stato pubblicato nel 1904, è così moderno che non deluderà i lettori, neanche quelli giovanissimi come noi!
Trama del film:
Il maestro elementare Marco Tullio Sperelli viene trasferito a causa di un errore burocratico alla scuola Edmondo De Amicis di Corzano, diroccato comune del napoletano, invece che a Corsano, vicino alla sua Genova. Sin dal suo arrivo l'insegnante si trova a dover fare i conti con una realtà fortemente problematica: i bambini, tutti con difficoltà economiche più o meno pesanti, non frequentano regolarmente la scuola perché costretti a lavorare (pratica avallata persino dal sindaco) per aiutare le proprie famiglie, tanto che Sperelli deve andare a prenderli uno per uno in strada; la direttrice della scuola non svolge il suo ruolo per via di impegni politici che la costringono ad assentarsi dall'istituto; dunque il custode-bidello arriva addirittura a vendere carta igienica, merendine e gessetti.
Mentre Sperelli con grande fatica cerca di svolgere il suo mestiere, un giorno entra in classe Raffaele, un bambino con l'aspetto da malavitoso, che aggredisce verbalmente il maestro, il quale a sua volta reagisce tirandogli uno schiaffo e facendolo fuggire. Il gesto gli porta il rispetto degli alunni, dettato dalla paura, ma Sperelli ne è disgustato e si mette in malattia. Quella stessa sera riceve la visita della madre di Raffaele, disperata perché il primogenito è appena uscito dal carcere minorile e Raffaele ne sta seguendo le orme. La donna supplica il maestro di aiutare Raffaele a tornare a scuola e abbandonare la vita da strada. Il giorno dopo Raffaele si presenta in classe, ma solo per schernire l’insegnante gli fa trovare, infatti, una scatola contenente delle feci. Sperelli, dal canto suo, prende il gesto con leggerezza, non si arrabbia e recita la poesia "Strunz". Raffaele esce irato dalla classe. Il maestro ha infine ottenuto, senza l'uso della violenza, l'approvazione degli alunni e decide di mandare una lettera al ministero per revocare la richiesta di trasferimento e restare a Corzano. Durante la gita, l'insegnante tenta di convincere Raffaele a svolgere un tema come gli altri bambini, senza successo. Quella stessa notte Raffaele chiama il maestro dalla strada: sua madre ha una colica renale, gli ospedali non hanno ambulanze disponibili, i privati pretendono cifre altissime e il maestro ha la macchina fuori uso (è stato lo stesso Raffaele a bucargli le gomme e a mettere lo zucchero nel serbatoio, come vendetta per la figuraccia a Caserta). I due ottengono un passaggio da un contrabbandiere amico del ragazzino ma, una volta arrivati all'ospedale, si trovano davanti al caos: infermieri sfaccendati e pazienti abbandonati nel corridoio, finché Sperelli è costretto a minacciare violentemente la suora caposala. Ne segue una riflessione: alla fine Raffaele ha reso peggiore il maestro, tanto quanto l'insegnante è riuscito a rendere migliore il ragazzino. Il giorno successivo Sperelli riparte: alla stazione la classe lo saluta e Raffaele, arrivato alla fine, gli consegna un tema sulla sua parabola preferita, che il maestro leggerà in viaggio e che finisce con la frase "Io speriamo che me la cavo”.
LAURA CATENA 1^B E ARIANNA PLACIDO 1^A
Film e libro: strepitoso libro che racchiude sessanta temi di bambini napoletani, tutto parte da una storia vera, diventa un libro e un fantastico film, che fa sorridere e riflettere qualcuno si è divertito a tradurlo in dialetto perugino.
La mi chesa è tutta scarcasseta, i soffitti enno scarcasseti, i mobili scarcasseti, le seggiole scarcassete, il pavimento scarcasseto, i muri scarcasseti, l'bagno scarcasseto. Però ce stemo li stesso perchè è chesa mia e n'cemo i guadrini.
La mi mamma dice che l'Terzo Mondo n'c'ha manco la chesa scarcasseta, e alora nn'emo da mugolà: l'Terzo Mondo è più terzo de noaltre!
Ade' che ce penso, a chesa mia nne stemo male! Nton letto ce dorme tutta la famiglia, e ce demo le zampate sotto i lenzoli del letto, e cussì ridemo. Si viene n'ospite e vol dormì anche lu, l'mandemo via de chesa perchè n'c'è posto n'to letto: è tutto esaurito!
Noaltre magnemo na ciofega, e ce sputemo n'faccia ta chi deve magnà e ce vestimo co le pezze dietro. Io sò l'più pulito de tutti perché riesco a scoteme n'to la vasca.
Ieri emo misso l'campanello nuovo.
Quando i mi amici me vengono a trovà, ridono sempre de la mi chesa tutta scocceta, però pù ala fine giocon sempre co le mi galine!
Io voglio bene ta la mi chesa scarcasseta, me ce sò affezionato, e me sento scarcasseto anch'io!
Si però vincerò la schedina di miliardi comprerò na chesa tutta nova, e quilla scarcasseta la rigalerò ta Pasquale.
La mi scola è vecchia, scasseta piena de buchi n'ti muri. Le aule enno sporche, senza lavagna, chi banchetti tutti rotti. Si se aprono i cassetti delle cattedre scappon fora i ragni. I gabinetti enno tutti rotti, la canella n'và, i gabinetti puzzono.
I bidelli n'fanno niente dalla matina alla sera, il direttore è n'torsone che non sa cumandà. C'ha paura delle mamme che sono delle megere e dei bidelli, che enno tutti delinguenti.
Ntla mi scola comanda l'custode. L'custode è na sorta de bandito, e tutti stremoliscono davanti alu. L'mi maestro lo schifa.
Ta me me pare che sono mill'anni che vò nto sta scola. I fioli enno tutti malarleveti, pisciono n'tol lavandino, aturano i gabinetti.
La mi scola è n'inferno. Lia se chiama Scuola elementare <<Niccolò Tommaseo>>.
Matteo Sacco 1^A
La Disney è una famosissima multinazionale statunitense fondata da Walt Disney nel 1923, con sede principale a Bar Bank in California. Il primo film uscito è stato "Biancaneve e i sette nani" (1937) che narra la storia di una principessa dalla pelle candida come la neve che una volta cresciuta verrà minacciata dalla sua matrigna. Lei scapperà rifugiandosi nella casa dei nani in cui vivrà un po’ di tempo. Nel frattempo la matrigna continuerà a cercarla per ucciderla usando una mela avvelenata. Quando riesce a trovarla Biancaneve mangia la mela e muore, ma verrà risvegliata dal bacio di un principe.
L’ultimo film uscito è intitolato Wish che narra la storia di Asha che si prepara per il colloquio d’apprendista per il re Magnifico nel centesimo compleanno di suo nonno, nella speranza che il re esaudisca un desiderio dell’anziano. Il re però si rifiuta pensando che questo desiderio sia una minaccia per il suo potere. Asha si rende conto che il re Magnifico non avrebbe restituito i desideri non esauditi e cosi si rifiuta anche di dare l’esame di apprendistato.
(ovviamente secondo noi)
BIANCANEVE
È meno elaborata rispetto a WISH, perché si vede il tratto della matita e i colori sono più semplici, spenti e ripetitivi ma nonostante ciò è un bellissimo film per chi ama il classico Disney.
WISH
Rispetto ha Biancaneve è molto più elaborato e si nota subito la creazione fatta al computer.
I colori sono vivaci, accesi e hanno un’intensità maggiore. In pochi lo hanno visto (che rimanga un segreto nemmeno noi ancora) ma dal trailer sembra bellissimo e per questo ve lo consigliamo.
Circa due mesi fa la nota attrice e regista italiana Paola Cortellesi è stata protagonista e regista (per la prima volta) del film C'è ancora domani.
L'attrice, regista e comica italiana, è nata a Roma nel 1973 e ha ricevuto molti riconoscimenti nella sua carriera, come il David di Donatello.
Il suo film tratta argomenti molto importanti, ovvero la violenza sulle donne e il loro diritto di voto.
Trama:
La storia è ambientata nella Roma del 1946. La protagonista (Paola Cortellesi) si chiama Delia, ha una figlia, la primogenita, e due figli maschi; il capofamiglia, il marito Ivano, è un uomo violento. Il fidanzamento della primogenita con un ragazzo proveniente dal ceto borghese, crea molto fermento in famiglia. Quando Delia riceve una misteriosa lettera, la donna è determinata a ribaltare i ruoli prestabiliti e riesce finalmente a immaginare un futuro migliore. Alla figlia decide di lasciare i soldi, faticosamente messi da parte, che erano previsti per comprare l’abito da sposa, ma con il messaggio: “Mò co’ questi ci vai alla scuola media”.
Curiosità:
Data di uscita: 26 ottobre 2023
Regista: Paola Cortellesi
Autori: Il film è nato da un’idea di Paola Cortellesi, che ha scritto la sceneggiatura con Furio Andreotti e Giulia Calenda, basandosi sulla vita delle donne nel Secondo Dopoguerra in Italia e traendo ispirazione dalle storie raccontate dalla propria nonna e dalla propria bisnonna.
Il film è girato in bianco e nero ed è ambientato nell’Italia del 1946, nel periodo che precede il referendum del 2 e 3 giugno che sancì la fine dalla monarchia e l’inizio della repubblica e in cui votarono per la prima volta le donne.
Commedia
Lingua originale: Inglese
animazione – USA , 14 giugno 2024
Genere fantastico
Età 7 +
ATTORI E PERSONAGGI
Amy Poehler : Gioia
Phyllis Smith : Tristezza DISTRIBUZIONE :
Tony Hale : Paura Walt Disney Pictures
Lewis Black : Rabbia e
Liza Lapira : Disgusto Pixar Animation Studios
Maya Hawke : Ansia
Un film di Pete Docter, Kelsey Mann.
Il film segue la vita di Riley durante la sua adolescenza mentre conosce nuove emozioni: Ansia, Imbarazzo, Invidia e Noia che sono sempre più presenti nella sua vita.
Il quartier generale viene improvvisamente demolito per far posto a qualcosa di completamente inaspettato…
Gioia, Tristezza, Rabbia, Paura e Disgusto, che a detta di tutti gestiscono da tempo un'attività di successo, non sanno come comportarsi quando arriva Ansia. E sembra che non sia sola…
Rispetto al primo film c'è un salto temporale di un anno, con Riley dodicenne che oramai ha stretto nuovamente un legame forte con la famiglia e al tempo stesso si incammina verso la pubertà .
Questo film ci insegna a riconoscere quello che proviamo e a capire di quali emozioni siamo fatti .
È consigliato soprattutto alle persone curiose, sensibili e intraprendenti.
Il libro tratta di un argomento molto vicino ai giovani e, in particolare, agli adolescenti: l’anoressia. Una malattia che fino a poco tempo fa non veniva nemmeno considerata tale. Il romanzo, in forma diaristica e in prima persona, parla di una ragazza di nome Sonia, che è affetta da anoressia pur non sapendolo. La madre, fin troppo esigente nei suoi confronti, nasconde il problema e cerca di darsi banali spiegazioni per il suo dimagrimento. Il padre è completamente assente. La salvezza di Sonia sarà il fratello che capisce subito il problema e cerca di aiutarla. Sonia ha continui mancamenti e per questo il fratello ne parla con la madre.
La ragazza ha anche un’amica di nome Barbara, anch’essa affetta da anoressia; la madre di Barbara sarà cruciale per la famiglia di Sonia che prenderà coscienza grazie a lei della sua situazione, facendola uscire da questo orribile momento e spingendola ad andare dallo psicologo.
Lo psicologo consiglia a Sonia alcuni strumenti per stare meglio, come la musicoterapia e la scrittura, tutto questo aiuterà moltissimo Sonia facendola guarire.
Quali sintomi accusa Sonia e che insospettiscono suo fratello?
Percezione alterata del proprio corpo.
Bassa autostima e disprezzo di sé
Pensiero rigido e sintomi ossessivo-compulsivi.
Deficit nel riconoscimento e nella regolazione delle emozioni.
Deficit di attenzione, di problem solving e di memoria.
Il libro ci è piaciuto molto anche perché l'autore, Claudio Elliot, tratta molto bene questo tipo di argomento. I personaggi sono ben caratterizzati e ti immergi facilmente nella storia. In generale un libro veramente consigliato per sensibilizzare i ragazzi della nostra età a un problema molto frequente tra i giovani.
Giovanni Bovini e Mattia Melensi (2^D), Filippo Casagrande (2^E)