In un mondo sempre più virtuale grazie alle le moderne tecnologie, La (nome casa produttrice) realizza un gioco che è una vera e propria avventura marina! Il gioco di cui parliamo oggi si chiama Subnautica below zero. Il gioco continua la fortunata serie dei giochi di Subnautica.
Lo scopo di questo gioco è l’entertainment allo stato puro! Divertimento cristallino! Non è una gara, non si vince un premio, ma si ha la possibilità di immergersi in un oceano virtuale (nella zona polare) e costruire tutto quello che è necessario per la vita della biologa marina/ ingegnera protagonista. Girato in prima persona, il giocatore guida la protagonista nell’immersione e nell’esplorazione dei fondali. Il gioco inizia con l’astronave della protagonista che, a seguito di una pioggia di meteore, viene colpita ed è costretta ad un atterraggio di emergenza. Deve cosi rintracciare, nelle diverse immersioni, le varie componenti perse nelle diverse capsule di salvataggio e nei relitti dell’astronave precipitata. La protagonista oltre a mantenersi viva deve costruire una struttura dove vivere e che le permetta di difendersi dai diversi mostri marini.
Secondo noi tra gli aspetti più riusciti di questo gioco c’è senza dubbio la possibilità di immergersi in un mare sconosciuto.
Con una grafica molto efficace si ha fortissima la sensazione di essere noi, in prima persona, a muoverci in questo mondo virtuale pieno di insidie, bellezza e curiosità. Gli effetti sonori e la modalità di costruzione hanno un effetto realistico molto potente. La ricostruzione dei fondali, come ad esempio la presenza di fiori acquatici che sono in grado di fornire calore alla protagonista evitandone così la morte, è realistica e accattivante.
Un punto di debolezza si ha nella realizzazione grafica dei fulmini e dei flash che risultano innaturali. I pinguini non sembrano quei teneri animali come ci saremmo aspettati. A noi risulta scarsa la capacità polmonare della protagonista che è costretta a riemergere dal mare molto spesso andando così ad interrompere l’esplorazione.
Tutto sommato possiamo dire che questo gioco ci è piaciuto molto e che ci sentiamo assolutamente di consigliarlo per passare qualche momento, tra lo studio di una materia e l’altra.
Davide Castellini, David Moscatelli (2^D)