I pinguini tattici nucleari
di Bianca Bassanelli, Kadissa Sawadogo
di Bianca Bassanelli, Kadissa Sawadogo
I Pinguini Tattici Nucleari sono un gruppo musicale italiano, nato a Bergamo nel 2007. Inizialmente, la band è stata fondata da Riccardo Zanotti, cantautore, e Lorenzo Pasini, chitarrista. Ad oggi, la band è formata da sei membri: Riccardo e Lorenzo, Elio Biffi (fisarmonicista), Matteo Locati (batterista), Nicola Buttafuoco (secondo chitarrista) e Simone Pagani (bassista).
La loro carriera è iniziata suonando in piccoli locali, ma da subito sono riusciti a farsi notare per il loro modo di mescolare pop, rock e indie. Ogni album ha un sound diverso, e per questo non ci si stanca mai di ascoltarli!
Anche se all’inizio erano più conosciuti dai ragazzi della loro città, piano piano sono riusciti a far conoscere il loro talento in tutta Italia. Una delle cose che rende unica la band è la capacità di rendere i loro testi originali e facili da capire. Le canzoni sembrano raccontare storie che riguardano tutti, come "Ridere", che parla di come la vita possa sembrare difficile, ma sempre con la speranza che vada meglio. Nonostante la loro ironia, riescono sempre a trasmettere un messaggio positivo.
Ogni concerto dei Pinguini Tattici Nucleari è un evento speciale; non importa dove suonano, tutti i fan cantano insieme le canzoni e si crea un’atmosfera di festa. L’energia che portano sul palco è davvero unica, e questo è uno dei motivi principali del loro grande successo. Il gruppo è riuscito a farsi un nome anche fuori dall’Italia, e nel 2025 continueranno a fare tour e a rilasciare nuove canzoni, sempre più apprezzate dai fan. Ogni nuovo progetto è sempre molto atteso, e la band sembra avere ancora tanto da offrire a chi li segue da tempo e a chi li ascolta per la prima volta.
I Pinguini Tattici Nucleari non sono solo una band che fa musica popolare, ma un gruppo che riesce a parlare di temi che riguardano tutti, facendolo con originalità e passione. Il loro stile unico li ha resi un fenomeno musicale che, senza dubbio, continuerà a far sentire la sua voce ancora a lungo.
Il loro primo album autoprodotto, "Cartoni animali", contenente cinque brani, è stato pubblicato nel 2012. Le loro canzoni sono facili da cantare, ma spesso fanno anche riflettere. Non sono solo divertenti, ma a volte anche più profonde di quanto sembri. Hanno un modo di parlare delle cose di tutti i giorni, come l’amore o le difficoltà della vita, ma sempre con un po’ di ironia.
Nel 2014 è stato pubblicato il primo album in studio, "Il re è nudo", composto da sette tracce più un’intro. I brani più conosciuti di questo album sono "Cancelleria" e "Test d’ingresso di medicina". Nel giugno 2016 hanno partecipato alla settima edizione del concorso Musica da Bere, risultando finalisti. Il terzo album del gruppo, contenente undici tracce e un’intro, è uscito il 17 aprile 2017 con il titolo "Gioventù bruciata". Ad agosto dello stesso anno, hanno partecipato alla venticinquesima edizione dello Sziget Festival a Budapest, esibendosi sul Light Stage. I loro brani più importanti sono "Pastello Bianco", "Ridere" e "Ringo Starr".
Nel 2019, con l’album "Fuori dall’Hype", sono riusciti a raccontare la realtà che viviamo.
Quest’anno faranno un tour di otto concerti, a partire dal 7 giugno e finendo il 4 luglio.
di Tommaso Manco
“Questo è il nostro inno e adesso lo cantiamo forte, in faccia ai primi”
Era il 4 luglio del 2019, e queste sono le parole di Ultimo prima di cantare quella che è probabilmente una delle canzoni per lui più significative: Sogni Appesi.
Un testo autobiografico, un viaggio attraverso la sua difficile storia.
Le parole, la voce, gli occhi lucidi raccontano la sua forza, la sua determinazione e al tempo stesso la sua fragilità.
Ogni volta che ascolto questa poesia mi viene la pelle d’oca. A me questo cantante piace perché nelle canzoni racconta se stesso e la sua vita, per certi versi simile alla mia. Ma qui, in questa canzone, credo che ogni persona riesca a percepire l’emotività e la forza di Ultimo.
Questa è la sua poesia, merita di essere ascoltata e compresa fino in fondo.
di Emma Clerico
“Son morto con altri cento
Son morto ch'ero bambino
Passato per il camino
E adesso sono nel vento
Adesso sono nel vento
[...]
Io chiedo come può un uomo
Uccidere un suo fratello
Eppure siamo a milioni
In polvere qui nel vento
In polvere qui nel vento"
La voce di un bambino innocente, le sue ceneri disperse nel vento, un vento lieve e pesante insieme.
“Come può un uomo uccidere un suo fratello? Quando l’uomo imparerà a vivere senza ammazzare?”
Queste le difficili domande senza risposta che ci pone Francesco Guccini.
“Auschwitz” è un brano molto emozionante, triste e commovente.
Lo canzone induce principalmente a riflettere sull’orrore dell’Olocausto, ma tocca un tema ancora più grande, l’attitudine dell’uomo alla guerra.
La violenza programmata, schematizzata, che colpisce anche i bambini.
Infatti, non a caso Guccini ha scelto un bambino. Un bambino è piccolo, ma in questa canzone diventa così grande! La sua presenza fa riflettere ancora più a fondo sull’ingiustizia e la crudeltà della Shoah e della guerra.
“Io chiedo quando sarà
Che l'uomo potrà imparare
A vivere senza ammazzare
E il vento si poserà
E il vento si poserà
E il vento si poserà”
di Emma Arnoldi
" Oggi la gente ti giudica
Per quale immagine hai
Vede soltanto le maschere
E non sa nemmeno chi sei
Devi mostrarti invincibile
Collezionare trofei
Ma quando piangi in silenzio
Scopri davvero chi sei
Credo negli esseri umani
Credo negli esseri umani
Credo negli esseri umani
Che hanno coraggio...
Credo negli esseri umani che hanno coraggio
Coraggio di essere umani.."
Questa canzone per me è molto significativa. Marco Mengoni vuole far capire che in questo mondo di oggi la gente vede solo l'apparenza, non pensa mai a quanto una persona può essere bella al suo interno. Molti si nascondono dietro una maschera perché hanno paura del giudizio altrui e nello stesso tempo giudicano gli altri.
Spesso la musica ci trasporta e ci fa solo cantare e ballare ma dovremmo anche fermarci un secondo ad ascoltare ogni singola parola, come se dovessimo decifrarla, per capire ciò che ci sta dietro, ciò che l’artista vuole far capire a chi ascolta la canzone.
La musica non dà sempre un dipinto perfetto della vita, ma può far pensare o riflettere la gente. Questa canzone a me piace molto per l'insegnamento che dà e per il fatto che parla della realtà, di ciò che succede ad alcune persone.
La melodia è molto bella e le parole mi fanno pensare sempre, ogni volta che l’ascolto.
Noi dobbiamo credere negli esseri umani, in quelli che hanno il coraggio di superare le difficoltà a testa alta.
Siamo tutti belli nelle nostre fragilità, la diversità è un punto di forza che ognuno deve saper sfruttare.
di Amanda Puca
“Il fiore più romantico non è la rosa. Il fiore più romantico è il girasole, perché ha gli occhi solo per il sole”.
Così scrive Emanuele sul suo profilo Instagram.
“Ha passato tutta la sua vita a guardarlo - il sole- senza mai stancarsi, nonostante abbia la consapevolezza che non potrà mai appartenergli”.
Emanuele Aloia è un cantautore appassionato di musica e arte. Nelle sue canzoni si avvicina spesso al mondo dell’arte. In questo caso in particolare si rifà ai Girasoli di Van Gogh.
“Ho scritto ‘’Girasoli’’ di mattina, appena sveglio, volevo scrivere una canzone d’amore oltre il tempo e la cosa che più si avvicini all’eternità credo sia l’arte perché nonostante tutto siamo ancora qui a parlarne”.
“COLUI CHE NON HA IMPARATO A DIRE “LEI E NESSUN’ALTRA” SA COS’È FORSE L’AMORE?”
di Sveva Di Renzo
"Donne piccole come stelle
C'è qualcuno le vuole belle..."
La musica a volte ha il potere di proiettarci in un mondo perfetto, invece altre volte può mostrarci realtà dolorose, a noi sconosciute.
Il brano, pubblicato nel 1989 nell’album “Mia Martini”, che riceve il Disco d’oro per le 100 mila copie vendute, è stato scritto dal cantautore Enzo Gragnaniello.
Secondo me merita di essere ascoltato, mette i brividi e fa riflettere su una realtà difficile, che purtroppo riguarda alcune donne.
Parla di donne “piccole come stelle” che subiscono, vittime di uomini superficiali, che spesso le umiliano e non ne hanno rispetto.
di Carolina Colella
"...E se rispetto la distanza
Ché tanto tutto passa
Allora dimmi perché
Ho una voglia assurda
Di stare tra la gente, urlare come in curva..."
J-AX torna con un testo positivo, a tratti pungente e dissacrante, che racconta la voglia di tornare alla normalità dei gesti quotidiani, quelli che scandiscono la nostra vita, le nostre relazioni, il nostro tempo, senza dimenticare quanto abbiamo vissuto e imparato!
di Clara Baudini
Quando ci sembra che tutto stia crollando, la musica può trasportarci in un mondo immaginario, in cui non ci sono problemi, e tutto è perfetto.
Ci sono milioni di canzoni nel mondo, e ognuna di queste racconta storie, vite, avventure, facendo provare emozioni intense e sempre diverse. Ci sono canzoni tristi, felici, che ti fanno scatenare e ballare, romantiche...E poi ci sono quelle canzoni che danno speranza, anche, quando ci sembra che sia tutto perso.
La canzone If You Want To Sing Out, Sing Out è stata scritta dal famoso cantautore britannico Cat Stevens, che iniziò la sua attività musicale negli anni ‘60, e che tuttora è ancora attivo nel mondo della musica con lo pseudonimo Yusuf. La canzone fu composta nel 1971 per il film Harold and Maude, diventando, poi, uno tra i pezzi più popolari del cantante.
Le parole invitano ad essere e fare ciò che vogliamo. È un messaggio di libertà e speranza che viene espresso, perfettamente, con solo voce e chitarra. Una semplicità così potente da suscitare una immensità di emozioni.
Mi è capitato, durante la fase 1 della quarantena, di camminare per strada. Era vuota. Ero sola. Ed ero triste. Dalle cuffie è partita proprio questa canzone, che amo tanto. Ho iniziato a cantare e ballare per la strada. A volteggiare e girare. Mi lasciavo trasportare da ciò che Cat Stevens diceva. Le pochissime persone che c’erano avranno pensato che fossi pazza. Ma a me non importava, perché mi sentivo libera e felice.
Una canzone per tutte le fasi della vita, non solo quelle ai tempi del Covid-19. Buon inizio a tutti!
"...Well, if you want to sing out, sing out And if you want to be free, be free ‘Cause there’s a million things to be You know that there are..."
Traduzione:
...Bene, se vuoi cantare, cantalo E se vuoi essere libero, sii libero
Perché ci sono un milione di cose da essere Sai che ci sono...
di Tommaso Cazzaniga
La musica racconta emozioni e sensazioni, dipinge immagini e paesaggi. In questo brano del musicista e compositore Ezio Bosso, la pioggia scrosciante sui passanti suona attraverso un pianoforte. Chiudete gli occhi e dedicatevi all’ascolto, attorno a voi una pioggia di note con un fraseggio dolce e delicato. Tonalità minore, accordi sensibili, in un arpeggio che rievoca Beethoven nella celebre Moonlight, posto su continue sospensioni ritmiche. Sonorità romantiche, malinconiche e nostalgiche, la pioggia purifica, lava, sferza i passanti che devono coprirsi anche utilizzando un po’ di fortuna. Tutto ad un tratto un crescendo, il fraseggio si fa complesso, forte, incalzante, per poi sfumare nella dolcezza del profumo successivo alla pioggia ed al suo passaggio.
Un omaggio al maestro Ezio Bosso venuto a mancare il 15 maggio del 2020. Un musicista colto e raffinato, un uomo sensibile e affascinante, un maestro d'orchestra generoso e attento, capace di donare emozioni e amore senza concedersi pause, senza mai accontentarsi, senza smettere anche dinanzi al dolore dovuto alla malattia.
di Erik Zhou
Emis Skilla ancora una volta ci sorprende con un freestyle incalzante, autentico e ricco di significati!
"...Chiusi in casa mentre il mondo vibra
Però finalmente la famiglia è unita
E sembra un paradosso ma l'aria è pulita
Con la mascherina però si respira."
di Tommaso Cazzaniga
“Barrio” di Mahmood.
Barrio, brano dell’estate 2019, è uno dei tanti successi del giovane cantante milanese Mahmood, all’anagrafe Alessandro Mahmoud. Una meravigliosa mescolanza di suoni e tradizioni, un rap con sonorità arabe, tendenzialmente egiziane, moderno e pungente. Barrio è un brano accattivante che rievoca anche ritmi spagnoli, uno scenario messicano caratterizza il video, un rap che incalza, un ritornello orecchiabile, la chitarra non smette mai di accompagnare in questo viaggio così come la batteria portante.
Un delirio di musica e colori, un amore ferito, tradito. Forse, lei lo aspetta nel Barrio, il nome di una periferia che fa da sfondo a questa storia tutt’altro che serena.
“Dicevi sempre "Vattene via
Che non mi importa più di te"
Che te la scrivo a fare una poesia
Se brucerai le pagine
Leggeri come elefanti
In mezzo a dei cristalli
Zingari come diamanti
Tra gang latine
Morire, morire per te, eh
Non serve a nulla perché, eh
Lascerò il mare alle spalle”.
In questa fase di ripresa, cuffie ed a tutto volume con Barrio!
di Hongming Lu
Ice paper, giovane cantante che arriva dall’Oriente, origini che non riecheggiano nelle sue canzoni pienamente occidentali. Talking to the moon ne è la prova, brano che accompagna nelle sue innumerevoli visualizzazioni, video di anime su youtube.
Il rumore delle onde del mare, nel suo costante andirivieni, non lascia mai l’ascoltatore, la linea ritmica ricorda i primi Jamiroquai o la semplicità dei Simply red.
Piacevole e musicale, è un brano che può accompagnarci nella ripresa delle nostre attività.
Fabrizio De Andrè e Ivano Fossati
Scritta e cantata da Fabrizio De Andrè e Ivano Fossati, fa parte dell'omonimo album. Anime salve è una riflessione sul tempo che scorre e, insieme, un elogio alla solitudine. La solitudine che permette di osservare se stessi ed il proprio tempo, passato e futuro.
Abbiamo scelto un live in cui Fabrizio De Andrè canta con il figlio Cristiano, una interpretazione di struggente bellezza.
E se siete rimasti incantati dalle parole, eccolo qui ! Anime salve - testo
Samuele Bersani
"... Spillo ha chiuso la felicità in un fazzoletto
Ma si è seccata in un secondo benedetto...",
poche parole di un testo che racconta, con leggerezza e un umorismo spiazzante, l'adolescenza difficile di due fratelli in un quartiere di periferia.
Pearl Jam
“…C'è qualcosa che non va?" ha detto lei
Beh certo che c'è
"Sei ancora vivo" ha detto lei
Oh, e merito di esserlo?
È quella la domanda?
E se è così, se è così, chi risponde, chi risponde?
Io, oh, io sono ancora vivo
Hey io, oh, io sono ancora vivo..."
Un inno alla consapevolezza di essere vivi!
Francesco De Gregori
"...E allora vedi. Vedi il treno e chi ci sta dentro, il paesaggio dal finestrino, vedi, perfino, i pensieri, i desideri, i sogni di chi sta tornando, vedi come se fossi tu stesso protagonista, immerso nel testo, nella storia, come deve essere, come dovrebbe essere sempre per un testo, per una storia messa in musica."
Roberto VecchioniQueen
Una canzone che non ha bisogno di presentazione!
Adesso chiudi dolcemente gli occhi e stammi ad ascoltare
Sono solo quattro accordi ed un pugno di parole
Più che perle di saggezza sono sassi di miniera
Che ho scavato a fondo a mani nude in una vita intera
Non cercare un senso a tutto perché tutto ha senso
Anche in un chicco di grano si nasconde l'universo
Perché la natura è un libro di parole misteriose
Dove niente è più grande delle piccole cose
È il fiore tra l'asfalto, lo spettacolo del firmamento
È l'orchestra delle foglie che vibrano al vento
È la legna che brucia che scalda e torna cenere
La vita è l'unico miracolo a cui non puoi non credere
Perché tutto è un miracolo tutto quello che vedi
E non esiste un altro giorno che sia uguale a ieri
Tu allora vivilo adesso come se fosse l'ultimo
E dai valore ad ogni singolo attimo
Ti immagini se cominciassimo a volare
Tra le montagne e il mare
Dimmi dove vorresti andare
Abbracciami se avrò paura di cadere
Che siamo in equilibrio
Sulla parola insieme
Abbi cura di me
Abbi cura di me
Il tempo ti cambia fuori, l'amore ti cambia dentro
Basta mettersi al fianco invece di stare al centro
L'amore è l'unica strada, è l'unico motore
È la scintilla divina che custodisci nel cuore
Tu non cercare la felicità semmai proteggila
È solo luce che brilla sull'altra faccia di una lacrima
È una manciata di semi che lasci alle spalle
Come crisalidi che diventeranno farfalle
Ognuno combatte la propria battaglia
Tu arrenditi a tutto, non giudicare chi sbaglia
Perdona chi ti ha ferito, abbraccialo adesso
Perché l'impresa più grande è perdonare sé stesso
Attraversa il tuo dolore arrivaci fino in fondo
Anche se sarà pesante come sollevare il mondo
E ti accorgerai che il tunnel è soltanto un ponte
E ti basta solo un passo per andare oltre
Ti immagini se cominciassimo a volare
Tra le montagne e il mare
Dimmi dove vorresti andare
Abbracciami se avrai paura di cadere
Che nonostante tutto
Noi siamo ancora insieme
Abbi cura di me qualunque strada sceglierai, amore
Abbi cura di me
Abbi cura di me
Che tutto è così fragile
Adesso apri lentamente gli occhi e stammi vicino
Perché mi trema la voce come se fossi un bambino
Ma fino all'ultimo giorno in cui potrò respirare
Tu stringimi forte e non lasciarmi andare
Abbi cura di me
di Tommaso Cazzaniga
“Maracana” di Emis Killa
Emis Killa, all'anagrafe Emiliano Rudolf Giambelli, nato a Vimercate 14 novembre del 1989, frequenta l'Istituto alberghiero, ma non prenderà mai il diploma , si dedica ad una serie di lavori per poi approdare alla musica. Nel 2007 decide di partecipare al contest “Tecniche Perfette” e per la prima volta adotta il nome con cui oggi lo conosciamo.
Dopo aver vinto anche questo prestigioso concorso, firma un contratto con un’etichetta indipendente, con cui pubblica i suoi primi lavori: Keta Music, Champagne e Spine e The Flow Clocker Vol. 1.
Nel 2011 approda alla Carosello. L’anno seguente è quello del debutto col suo primo vero album,” L’erba cattiva”, che si posiziona fin da subito al quinto posto nella classifica italiana. All’interno del disco figurano collaborazioni di prestigio, come quelle con Fabri Fibra e Gué Pequeno. A trascinarlo verso il successo è soprattutto il secondo singolo,” Parole di ghiaccio”.
Poi una carriera in ascesa per arrivare al brano scelto.
‘Maracana' musica vivace sonorità latine, utilizzo di fiati, un riff orecchiabile .
I giovani ed il calcio sono i protagonisti del video girato in Brasile, il titolo è il nome dello stadio ‘Maracana' dove è stata disputata la famosa finale del mondiale 2014 tra Germania ed Argentina. Un ragazzo
"Ogni giorno rivive il suo sogno
Davanti a quel pallone sgonfio
Chiude gli occhi e palleggia col mondo
Sognando di scendere in campo
Mentre il dio del calcio lo guarda dall'alto.
Tira da scalzo pensando alla curva
Esulta emulando Ronaldo
Ripete a se stesso che ce la farà
Dalle favelas alla serie A
Sarà l'orgoglio di mamma e papà
Un nuovo idolo al Maracana"
di Liang Kun
Dal meraviglioso oriente che incontra sonorità occidentali, proviene la cantante Angela Zhang, cantante ed attrice di Taiwan, emigrata giovanissima in Canada.
Si avvicina al mondo dello spettacolo, partecipando a varie competizioni canore. Alla competizione canora "BBC Star" del "Rothenacker Village Festival", si è classificata al primo posto cantando la popolare canzone "The Days Without Smoking" (没有抽煙的日子) di Chang Yu-sheng. Le fu offerta la possibilità di tornare a Taiwan per la finale della competizione, alla quale però non ha partecipato a causa di impegni scolastici. Canzoni in cinese ma anche in un fluente inglese.
Il brano che segue, dalle sonorità intime, con un buon utilizzo di tastiere ed archi, con un andamento pop molto moderno, strizza l'occhio a Beyoncé.
Il testo invita a inseguire i propri sogni anche quando tutto sembra complesso e difficile, fino a farsi male, fino a cadere e rialzarsi
"Tutti dovrebbero avere un sogno.
Non aver paura del dolore quando hai dei sogni"
di Eleonora Lo Curto
In periodi come quello che stiamo vivendo, la musica è il migliore antidoto alle emozioni negative e ai sentimenti di rassegnazione. La musica fa compagnia, ristora, è il rifugio di ogni generazione. Proprio per questo consigliamo alcuni brani da scoprire, rivalutare ed ascoltare nelle nostre stanze a tutto volume.
“Failing again” dei Lacuna Coil.
I Lacuna Coil sono una band milanese degli anni novanta, capitanati dalla cantante Cristina Scabbia; sono definiti gli alfieri del Gothic metal italiano ,conosciutissimi all'estero, meno noti al mercato discografico, troppo pop centrico ,alternano ballate e pezzi molto forti come in
“Failing again” brano ballad, dalle sonorità lievi, con un crescendo di chitarre dal suono delicato, che si fa aggressivo nel pre- ritornello, avviando batteria e basso elettrico.
Il brano è una confessione intima di chi sente di precipitare ed implora l'ascoltatore "prendi il mio corpo portalo in un altro mondo so che sono vivo... ma sto precipitando come una pietra".
I lay, look in my hands
guardo le mie mani
Searching these lines
Cercando queste righe
I have not the answer
Io non ho la risposta
I'm crying and I don't know
Sto piangendo e non so
Watching the sky
Guardando il cielo
I search an answer
Cerco una risposta.
Buon ascolto!!