DI CORSA, SEMPRE DI CORSA!
Questo è il titolo che potrei dare a questi preparativi, come a gran parte della mia vita, del resto!
Come coordinatore Erasmus+, mi occupo di mobilità e partenze di studenti e colleghi da un tempo che mi sembra ormai immemorabile... ma questa volta ho proprio voglia di partire anch'io! Mi bastano pochi istanti, dopo la pubblicazione del bando, per decidere che stavolta mi candiderò. Mi sono abituata a partire da sola, nei miei ultimi viaggi di studio e di lavoro, ma questa volta sarà diverso...e non vedo l'ora di scoprire quanto sarà bello condividere l'esperienza insieme alle colleghe che mi accompagneranno, Eleonora e Lara!
DUBBI E PERPLESSITA'
In realtà...pochi. Ho un temperamento ottimista e un po' incosciente, e finisco col vedere i vantaggi di ciò che la vita mi pone davanti molto prima di percepirne i rischi. So già che partirò sfinita per le mille rincorse, tornerò altrettanto sfinita...ma anche in qualche modo cambiata, trasformata. E soprattutto soddisfatta, sia a livello personale che a livello professionale. Il corso che abbiamo trovato (ci ha trovato, forse?) quando eravamo ormai sul punto di arrenderci, mi incuriosisce moltissimo. Migliorare la mia capacità di costruire un ambiente in grado di consentire una partecipazione efficace e, soprattutto, serena, fin dai primissimi giorni, ai bambini stranieri che ogni anno accogliamo mi sembra un obiettivo di grande valore e ben meritevole di qualche fatica!!!
DO I SPEAK ENGLISH?
Anche questo aspetto non mi preoccupa particolarmente. Le mie ultime esperienze di full immersion in ambiente anglofono (due settimane di corsi universitari con studenti provenienti da ogni parte d'Europa) risalgono solo a un anno fa, e so di padroneggiare l'inglese più che a sufficienza per utilizzarlo in ambito professionale oltrechè turistico. So anche però che, come al solito, i lunghi mesi trascorsi senza utilizzare l'inglese nel parlato avranno ridotto al minimo il mio livello di fluency, che questo mi farà sentire delusa e che mi servirà qualche giorno prima di tornare a sentirmi di nuovo fluida e sicura nel comunicare oralmente...ma tant'è. Non è la prima volta che succede, non sarà nemmeno l'ultima, e soprattutto credo di non avere alternative 😉.
LA PREPARAZIONE
A differenza della maggior parte dei docenti che partecipano alle nostre mobilità Erasmus, non si pone per me il problema del corso prepartenza. Ho iniziato infatti molti anni fa a seguire questi corsi (Mooc in lingua inglese proposti da enti europei quali European Schoolnet e Teacher Academy) e ne ho all'attivo almeno una decina, su tematiche che spaziano dalla matematica 3.0 alle competenze chiave europee, dal Project based learning al Collaborative learning passando per la robotica. Tutti hanno contribuito in modo sostanziale, sia attraverso i contenuti proposti, sia attraverso la condivisione delle attività con i colleghi provenienti dagli altri Stati europei, ad allargare i miei orizzonti, ponendomi in contatto con visioni, strategie e risorse a quell'epoca in Italia ancora di là da venire...e auguro la stessa ricchezza e la stessa possibilità di crescita professionale a tutti i colleghi che ne affrontano uno per la prima volta.
Una buona fetta della preparazione prepartenza è invece consistita per me, come coordinatore, nell'occuparmi di tutta la parte burocratica: convenzioni, piattaforme, massimali...quella parte di lavoro nascosta, dietro le quinte, che nessuno vede, ma che è indispensabile perchè il progetto stesso e le singole mobilità possano realizzarsi.
LE ASPETTATIVE
Praticamente, nessuna. Ho imparato da molto tempo che la realtà è sempre superiore alle mie aspettative, sempre sorprendente...ma in qualche modo, sempre perfetta per me, per ciò che devo imparare, per i passi che devo fare in quel momento. Quindi...non mi resta che affidarmi e fidarmi, certa del fatto che, in qualche modo, tutto ciò che arriverà sarà "per me".
Unica eccezione? Beh, questa volta cercherò di non ridurmi all'ultimo con le valigie, come nel mio primo Erasmus in Islanda...errore che mi è costato molto caro (un viaggio invernale in Islanda senza berretto, guanti e capi di abbigliamento impermeabili non si può sentire 😅) e che spero di non ripetere 😉