“L'isola in via degli Uccelli”
di Uri Orlev
a cura di Valentina
di Uri Orlev
a cura di Valentina
CARTA D'IDENTITÀ
TITOLO: L'isola in via degli Uccelli
AUTORE: Uri Orlev
CASA EDITRICE
Salani
ANNO E LUOGO DI PUBBLICAZIONE
Aprile 1996 - Milano
NUMERO DELLE PAGINE: 155
DIARIO GIORNALIERO DEL MIO LAVORO DI LETTURA
15 NOVEMBRE: ho letto da pag 11 a pag 22
...“Papà cosa stai facendo?” “Sto pulendo la pistola e ci metto l’olio in caso debba usarla” “Per ammazzare i tedeschi?” “Si disse”...
18 NOVEMBRE: ho letto da pag. 25 a pag. 31
….“Già prima che dicessero ai polacchi di uscire, la fabbrica era circondata da poliziotti polacchi ed ebrei e da soldati tedeschi. C‘erano anche soldati in uniforme nera, che erano o lituani o ucraini non saprei dire. Tutti si misero a correre cercando di fuggire. Ci volle poco ad accorgersi che non ero l’unico a nascondermi. C’erano degli altri bambini.
La fuga sembrava impossibile”..
BREVE RIFLESSIONE
Sentendo che in quella fabbrica c’erano anche dei bambini e che non c’era via d’uscita mi viena la pelle d’oca. Poveri bambini.
19 NOVEMBRE: ho letto da pag. 32 a pag. 38
...“Probabilmente parte della casa era bruciata quando era stata colpita dalla bomba. Oltre al muro si vedevano le case del settore polacco che appartenevano ad un altro mondo. C’era sempre quel confine una linea che non si poteva superare
BREVE RIFLESSIONE
Mi sembra ridicolo che una parte del mondo non si possa sorpassare perchè ci abitano persone di un’altra religione, in fondo siamo tutti uguali non importa se di religione diversa.
Individua e seleziona frammenti del libro letto, che raccontano come i bambini (e le loro famiglie) in qualsiasi modo, hanno tentato di mettersi in salvo dopo l’emanazione delle leggi razziali.
Alex si nascondeva nel ghetto di Varsavia per riuscire a mettersi in salvo dopo l’emanazione delle leggi razziali.